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giovedì 1 dicembre 2011

10 miti da sfatare sul riscaldamento globale - l'imminente glaciazione


Mundus vult decipi, ergo decipiatur
"Il mondo vuole essere ingannato, che lo si inganni, dunque".
Petronio


I climatologi annunciano che il cambiamento del clima dovuto all’effetto serra e all’alterazione delle correnti oceaniche potrebbe modificare il futuro del nostro pianeta. Paradossalmente, il riscaldamento globale causerebbe in alcune regioni bruschi cali delle temperature. Per il nostro pianeta non è la prima volta che si verifica un fenomeno di questo tipo. Esso, infatti, è ciclicamente soggetto a questo tipo di bruschi mutamenti. È invece una novità per noi esseri umani del XXI secolo, di passaggio su questo pianeta e quindi inermi spettatori di questa possibile svolta epocale

Qui il rapporto commissionato dal Pentagono (usato, poi, dalla stampa internazionale contro il negazionista George W. Bush) e commentato da Sylos Labini:
in italiano:

I miti possono essere benigni, quando gli archetipi in essi innestati sono emancipatori, edificanti, didattici. Oppure possono essere maligni, quando gli archetipi sono infantilizzanti e manipolatori e quando servono a dissimulare le vere cause del singolare comportamento delle élite, così intente ad arraffare tutto il possibile, come se arrivasse l'inverno ed occorresse immagazzinare quante più risorse sia possibile (in realtà, come vedremo, è proprio così: una glaciazione è imminente)
La destra si soggioga con la paura e la rabbia, la sinistra con il senso di colpa e la solidarietà compulsiva. Il mito del riscaldamento globale causato unicamente dalle attività umane è maligno ed efficace, perché fa leva sulle debolezze della destra e della sinistra: la paura del disastro, la colpevolizzazione dell’intera specie umana.
È necessario sfatarlo se vogliamo liberare le coscienze di chi non vorrebbe essere ingannato ma non è nelle condizioni di potersi informare adeguatamente.
La tesi che difendo è che il riscaldamento globale è un fatto; che la responsabilità umana è reale, ma marginale rispetto ad altri fattori (ha accentuato ed accelerato processi che erano già in corso e che sono irreversibili),
che si tratta di un fenomeno ciclico che si è ripetuto e si ripeterà innumerevoli volte, prima e dopo la parabola della nostra civiltà e che prelude alla fine della fase interglaciale, ossia ad una nuova glaciazione.
Sostengo inoltre che la decisione di incolpare l’umanità sia stata presa deliberatamente per favorire un ulteriore accentramento del potere su scala globale, sfruttando appunto la paura e il senso di colpa (leggi: Al Gore è un criminale):
Sospetto che l’intera cosa sia dovuta ad interazioni magneto-gravitazionali interne al Sistema Solare:

MITO NUMERO 1
Gli scettici riguardo alla causazione umana del riscaldamento globale sono mediamente ignoranti.
FATTI: È semmai vero il contrario: gli scettici sono in media i più informati!

MITO NUMERO 2
Il riscaldamento globale è un fenomeno unicamente terrestre
FATTI: il riscaldamento globale sta avvenendo simultaneamente su altri pianeti del sistema solare (non colonizzati dall’umanità)
"PLUTONE is undergoing global warming, researchers find"
"MIT researcher finds evidence of global warming on Neptune's largest moon [TRITONE]"
"MARTE Melt Hints at Solar, Not Human, Cause for Warming, Scientist Says"
"Odyssey Studies Changing Weather And Climate On MARTE"
"Prediction of a global climate change on GIOVE"
"Di recente è stato osservato che tutti i pianeti del sistema solare starebbero subendo un aumento della temperatura[56]. I telescopi spaziali attraverso i sensori termici constatano un aumento della temperatura per il pianeta Giove di 10 °C come temperatura media. Su Marte l'aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari (che sono molto più fredde di quelle terrestri, contengono anidride carbonica ghiacciata, il famoso 'ghiaccio secco' usato per creare l'effetto nebbia negli spettacoli, oltre all'acqua ghiacciata).[57]. Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura. Fattori estranei alla Terra sembrerebbero quindi influenzare l'aumento della temperatura nel sistema solare, ma è ancora poco chiaro se si tratti dell'influenza del Sole (che come detto ha variato poco la sua attività -vedi grafico- ed è molto lontano dai pianeti coinvolti), delle variazioni di quantità della polvere interstellare (che filtra i raggi solari) o siano dovute ad altri fattori ancora sconosciuti[58]"

MITO NUMERO 3
Da anni gli scienziati sono concordi nel dire che la civiltà umana sarà colpita dall’effetto serra da essa prodotto.
FATTI: Gli esperti sentiti nel 2002-2003 per conto del Pentagono contemplavano uno scenario ben diverso - ipotetico, ma ritenuto plausibile. Ecco cosa dicevano riguardo all’Europa: “sarà la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell'Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L'Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di territori (leggi: suolo coltivabile), il che diventerà un problema per tutta l'Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L'Europa combatterà per arginare l'emigrazione dalle nazioni scandinave e dall'Europea settentrionale di popoli in cerca id caldo, così come l'emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove".
Qui l'originale in inglese:
Ora lo U.S. National Solar Observatory e lo U.S. Air Force Research Laboratory sono tornati a dire che la scarsa attività solare assomiglia a quella che precedette la piccola era glaciale di qualche secolo fa:

MITO NUMERO 4
I cattivi industriali, specialmente i petrolieri, sono contrari all’ipotesi AGW (Anthropogenic Global Warming, riscaldamento globale causato dall’uomo), perciò è pressoché sicuro che AGW sia corretta.
FATTI: Rio Tinto, Shell e General Motors sono tra i maggiori finanziatori di http://www.us-cap.org/
La Rockefeller Foundation è molto generosa con i sostenitori di AGW http://philanthropy.com/article/Rockefeller-Commits/62676/
E non lesina allarmismi e terrorismo psicologico:
Poi c’è il solito Soros e gli azionisti di EXXON, che pretendono che l’azienda appoggi AGW:

MITO NUMERO 5
I fautori di AGW vogliono solo il nostro bene e non ci ingannerebbero mai.
FATTI: “Il nemico comune dell'umanità è l'uomo. Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, ci è venuta l'idea che l'inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d'acqua, la fame ed altre cose del genere sarebbero adatti…Tutti questi pericoli sono causati dall'intervento umano ed è solo attraverso il cambiamento degli atteggiamenti e dei comportamenti che essi possono essere superati. Il vero nemico, dunque è l’umanità stessa” [Alexander King, co-fondatore del Club di Roma (1991)]
Originale: "The common enemy of humanity is man. In searching for a new enemy to unite us, we came up with the idea that pollution, the threat of global warming, water shortages, famine and the like would fit the bill…All these dangers are caused by human intervention, and it is only through changed attitudes and behavior that they can be overcome. The real enemy then, is humanity itself."
FONTE: “The First Global Revolution: A Report by the Council of the Club of Rome, di Alexander King & Bertrand Schneider” (p. 75)
Dobbiamo garantirci un vasto supporto di base e catturare l’immaginazione del pubblico, il che implica un’amplissima copertura mediatica. Quindi dobbiamo presentare scenari spaventosi, fare dichiarazioni semplicistiche ma drammatiche tralasciando di citare i dubbi che potremmo avere…ciascuno deve decidere quale sia il giusto equilibrio tra efficacia e onestà”.
[Stephen Schneider, biologo a Stanford e paladino dell’AGW, Discover, Ottobre 1989]
Originale: "We need to get some broad based support, to capture the public's imagination... So we have to offer up scary scenarios, make simplified, dramatic statements and make little mention of any doubts... Each of us has to decide what the right balance is between being effective and being honest."

MITO NUMERO 6
Coraggiosi scienziati sono impegnati in una lotta senza quartiere per la verità ed il bene comune e stanno vincendo.
FATTI: CLIMATEGATE I- Dati manipolati per far stare in piedi il modello antropogenico (antropogenico = causato dall’uomo), a spese dei contribuenti.
traduzione in italiano di un articolo del Telegraph: "Per tutti questi motivi, l’IPCC si è mostrato al mondo per ciò che realmente è: non un vero organismo scientifico ma un partito ideologico che non si ferma davanti a nulla pur di dirottare il prestigio della scienza a favore della propria causa. Ma ben poco di tutto questo si può arguire dal rapporto inter-accademico, commissionato di comune accordo dallo stesso Dr. Pachauri e dal Segretario Generale dell’ONU Ban-Ki Moon. Anche se, come appare possibile, il Dr. Pachauri fosse costretto a dimettersi nel corso del meeting dell’ONU che si terrà in Corea il mese prossimo, la sua destituzione avrebbe come unico scopo quello di far sopravvivere la causa. Eppure l’IPCC è l’organismo in base alla cui autorevolezza il nostro Parlamento ha votato il Climate Change Act, approvato all’unanimità due anni or sono. Esso ci porterà, secondo le cifre fornite dal nostro governo, ad affrontare la spesa più colossale mai vista in questo paese: 18 miliardi di sterline all’anno per i prossimi 40 anni - per un totale di 734 miliardi di sterline – allo scopo di ridurre dell’80% le emissioni di CO2, obiettivo pressoché impossibile da raggiungere a meno di non eliminare la nostra intera economia industriale. Sulla base della stessa autorevolezza, si chiede al resto del mondo di intraprendere percorsi similari, per scongiurare una catastrofe immaginata e propagandata da nessun altro che i vincitori congiunti del Premio Nobel per la Pace 2007, Al Gore e l’IPCC. Non dovremmo forse aggiungere anche questo elemento allo scandalo più bizzarro e oltraggioso dell’intera storia del mondo?"
CLIMATEGATE II

MITO NUMERO 7
Il consenso scientifico è ormai quasi unanime.
FATTI: tra gli scettici ci sono fior di scienziati, alcuni tra i maggiori luminari del loro campo (e non sono pochi – tutti corrotti? Climategate dimostra che sono gli altri, semmai, a mentire)

MITO NUMERO 8
Le temperature continuano ad aumentare globalmente.
FATTI: i recenti inverni in Eurasia e Nord America indicano il contrario.
IN INGLESE:
IN SPAGNOLO:

*****
Dinamiche illustrate nel film "The Day after tomorrow" ("L'Alba del giorno dopo"): drammatizzazione – un fenomeno del genere non si verificherebbe in pochi giorni, ma resta il fatto che migliaia di mammuth morirono congelati, senza avere il tempo di migrare verso sud.
basato sul libro "The coming global superstorm":
MITO NUMERO 9
Più anidride carbonica c’è nell’atmosfera più essa si riscalderà
FATTI: stando ai dati forniti dai fautori dell’AGW la CO2 nell’atmosfera è aumentata di oltre il 30% dall’inizio dell’era industriale: dallo 0.028% allo 0.038% (N.B. una percentuale insignificante dell’atmosfera). In quest’arco di tempo abbiamo avuto un incremento della temperatura media di 0,7 gradi C (da 10,6 a 11,3 = 6,6%) (non particolarmente drammatico) ed anche una Piccola Era Glaciale (1300-1850 – e perché c’è stata?):
preceduta dal Periodo Caldo Medievale:
che difficilmente può essere imputato all’uomo.
I livelli di CO2 erano molto più elevati in passato, durante le ere glaciali. 20 volte di più rispetto ad oggi nell’ordoviciano (460-440 milioni di anni fa) e, dati alla mano, non pare che la CO2 possa essere responsabile della fine delle ere glaciali. Anzi, pare che il calore provenisse dal sottosuolo e che siano stati gli oceani a riscaldarsi prima dell’aria: http://www.eurekalert.org/pub_releases/2007-09/uosc-cdd092507.php
Però ci vogliono far credere che stavolta si rischia un aumento di 4 gradi C.
Qui alcuni ottimi colpi inferti a questa teoria:
http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/il-riscaldamento-globale-e-solo-in.html
Qui dati che la demoliscono:
http://fanuessays.blogspot.com/2011/12/dal-riscaldamento-globale-al.html
Qui un articolo con due ottimi grafici:
Uno mostra le fasi di riscaldamento globale molto più serie di quella presente. L'altro mostra che non vi è alcuna correlazione tra CO2 e riscaldamento globale:
"there was an ice age at the end of the Ordovician Period when atmospheric CO2 was approximately 4,500 ppm or more than 11 TIMES THE CURRENT LEVEL. Notice also that the “normal” temperature of this planet is 22 C, or about 18 F warmer than it is now".
I dati provengono dagli studi di questo signore qui:
e di quest'altro signore qui:

MITO NUMERO 10
Non esistono scenari esplicativi alternativi.
FATTI: non so gli altri, ma io uno ce l’ho ed è in grado di spiegare il riscaldamento/raffreddamento globale nell’intero sistema solare.
Partiamo dall'ultima glaciazione.
* Lo stadiale del Dryas recente, chiamato così dal fiore selvatico alpino/della tundra Dryas octopetala, riferito anche come il Grande Congelamento, [1] fu un periodo geologicamente breve di clima freddo (approssimativamente 1.300 ± 70 anni);
* Il Dryas recente vide un rapido ritorno alle condizioni glaciali alle latitudini più alte dell'Emisfero Settentrionale tra i 12.900–11.500 anni Prima del Presente (BP) in netto contrasto con il riscaldamento del precedente deglaciazione dell'interstadiale;
* Nulla di paragonabile per dimensione, estensione, o rapidità di questo periodo di cambiamento climatico brusco d'allora in poi;
* Nell'Europa occidentale e Groenlandia, il Dryas recente è un periodo freddo simultaneo ben definito;
* Altre caratteristiche notate includono:
a. Sostituzione della foresta scandinava con la tundra glaciale (la quale è l'habitat della pianta Dryas octopetala).
b. La glaciazione o l'aumento di neve sulle catene di montagne per tutto il mondo.
c. La formazione di strati di soliflussione e depositi di loess nell'Europa Settentrionale.
d. Siccità nel Levante, la quale forse motivò la cultura natufiana a inventare l'agricoltura.
e. Declino della cultura di Clovis ed estinzione delle specie animali nel Nord America.
f. Più polvere nell'atmosfera, originatasi dai deserti dell'Asia.
O, PIU’ PLAUSIBILMENTE: impatto meteorico ciclico correlato a cambiamenti climatici dovuti ad eventi cosmici non ancora assodati.
Infatti: "L'impatto cosmico del Dryas recente o l'ipotesi della cometa di Clovis" http://it.wikipedia.org/wiki/Impatto_cosmico_del_Dryas_recente
"La teoria propone un'esplosione in atmosfera e/o impatto violento con la Terra di uno sciame raro di condriti carbonacee o comete che caddero su vaste aree del continente, mandando a fuoco il Nord America, causando in essa l'estinzione degli animali più grandi e la fine della cultura di Clovis durante l'ultimo periodo glaciale".
E quali sono le cause della necessaria ciclicità di questi impatti cosmici?
http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/ipotesi-nemesis.html

venerdì 4 novembre 2011

Cosa c'è dietro Avaaz?





Lo Stato totalitario fa di tutto per controllare i pensieri e le emozioni dei propri sudditi in modo persino più completo di come ne controlla le azioni
George Orwell, “Letteratura e totalitarismo”


http://it.wikipedia.org/wiki/Avaaz.org
Il modo migliore di mettere a tacere il dissenso è quello di incanalarlo in una direzione che convenga al potere.
Avaaz è il classico esempio di plebiscitarismo irriflessivo: 10 righe di "spiegazione" sensazionalistica ed emotiva, immagine iconica manipolatoria, sottoscrizione istantanea della petizione.
E' forse un caso che Avaaz sia in prima linea nella "mobilitazione delle coscienze" contro il cambiamento climatico indotto dall'uomo (una delle più vergognose truffe ai danni dell'umanità nella storia della civiltà moderna)?
Si è schierata con Sarkozy contro Gbagbo:
Si è schierata per la guerra in Libia con un fervore che neanche Sarkozy:
Si è schierata con Assange (l’uomo che ha dirottato Wikileaks):
Vuole bloccare la nascita di un canale TV canadese perché troppo conservatore (alla faccia della libertà di espressione – linciaggi mediatici organizzati)
È utile controllare chi finanzia Avaaz e chi la sostiene prima di appoggiarla: Rockefeller, Gates, Al Gore, Gordon Brown e Soros, quello che distrugge le nazioni con le speculazioni e poi promuove le campagne umanitarie.
"L’azione militare in Iraq fu la decisione giusta per le ragioni giuste",
disse il premier inglese Gordon Brown. Lo stesso che ha dichiarato: "Avaaz ha portato avanti l'idealismo nel mondo".

domenica 30 ottobre 2011

La famiglia Bush e il Terzo Reich




John Loftus, già ufficiale dei servizi segreti, ex inquirente della sezione Crimini di guerra nazisti del Dipartimento della Giustizia USA, Presidente del Museo dell'Olocausto della Florida ed autore di varie pubblicazioni sulle relazioni pericolose tra intelligence statunitense e nazismo:
The Belarus Secret (1982), Unholy Trinity: How the Vatican's Nazi Networks Betrayed Western Intelligence to the Soviets (1992), The Secret War Against the Jews: How Western Espionage Betrayed the Jewish People (1994), Unholy Trinity: The Vatican, the Nazis, and the Swiss Banks (1998).

Ecco un suo articolo tradotto in italiano:
“Per la famiglia Bush è un incubo perenne. Per i loro clienti nazisti la Dutch connection era la madre di tutti i sistemi di riciclaggio del denaro. Dal 1945 al 1949 iniziò nella zona americana della Germania occupata uno dei più lunghi e, come ora appare, futili interrogatori di un sospetto di crimini di guerra nazisti. Il magnate multimilionario dell'acciaio Fritz Thyssen - l'uomo il cui consorzio dell'acciaio era il cuore della macchina da guerra nazista – parlava e parlava e parlava ad un gruppo congiunto di interrogatorio USA-UK. Per quattro lunghi anni, successive squadre di inquirenti tentarono di infrangere la semplice pretesa di Thyssen di non possedere né conti in banche straniere né interessi in società straniere, né beni che potessero portare ai miliardi mancanti in beni del Terzo Reich. Gli inquirenti fallirono completamente. Perché? Perché ciò che l'astuto Thyssen deponeva era, in certo senso, vero. Quello che gli investigatori alleati non capirono mai era che essi non facevano a Thyssen la domanda giusta. Thyssen non aveva bisogno di nessun conto bancario straniero perché la sua famiglia segretamente possedeva un'intera catena di banche. Egli non dovette trasferire i suoi beni nazisti alla fine della II G.M., tutto ciò che doveva fare era trasferire i documenti delle proprietà - azioni, obbligazioni, atti e accordi legali - dalla sua banca di Berlino attraverso la sua banca in Olanda ai suoi amici americani di New York City: Prescott Bush e Herbert Walzer. I soci di Thyssen nel crimine erano il padre ed il suocero di un futuro presidente degli Stati Uniti. Gli investigatori alleati sottostimarono il potere di Thyssen, le sue connessioni, le sue motivazioni ed i suoi mezzi. La ragnatela di società finanziarie che Thyssen aiutò a creare negli anni '20 rimase un mistero per il resto del ventesimo secolo, una quasi perfetta condotta fognaria nascosta sottoterra per spostare il denaro sporco, denaro che rifornì di fondi le fortune postbelliche non solo dell'impero industriale Thyssen... ma anche della famiglia Bush. Era un segreto che Fritz Thyssen si sarebbe portato nella tomba.
Era un segreto che avrebbe condotto l'ex agente dell'intelligence USA William Gowen, ora quasi ottantenne, proprio ad un passo dalla famiglia reale olandese. I Gowen non erano nuovi alle controversie o alla nobiltà. Suo padre era uno degli emissari diplomatici del Presidente Roosevelt presso Papa Pio XII che fecero l'inutile tentativo di persuadere il Vaticano a denunciare il trattamento che Hitler riservava agli ebrei. Fu suo figlio, William Gowen, che prestò servizio a Roma dopo la II G.M. come cacciatore di nazisti ed investigatore del servizio controinformazioni dell'esercito USA. Fu l'agente Gowen che per primo scoprì nel 1949 il canale segreto del Vaticano per portare in salvo i nazisti. E fu anche lo stesso William Gowen che iniziò a far venire alla luce nel 1999 la condotta segreta olandese per contrabbandare il denaro dei nazisti.
Mezzo secolo prima Fritz Thyssen stava raccontando agli investigatori alleati che egli non aveva interessi in società straniere, che Hitler gli si era rivoltato contro ed aveva preso la maggior parte delle sue proprietà. I suoi rimanenti beni (che sapeva comunque persi) erano soprattutto nella zona d'occupazione russa della Germania. I suoi distanti (e non di suo gusto) parenti nelle nazioni neutrali come l'Olanda erano i reali proprietari di una sostanziosa percentuale della restante base industriale tedesca. Come vittime innocenti del Terzo Reich essi premevano sui governi d'occupazione alleati in Germania chiedendo la restituzione delle proprietà che gli erano state sequestrate dai nazisti.  
Secondo le norme dell'occupazione alleata della Germania tutte le proprietà possedute dai cittadini di una nazione neutrale che erano state prese dai nazisti dovevano essere restituite ai cittadini neutrali dietro presentazione di appropriata documentazione dimostrante la prova della proprietà. Improvvisamente, parti neutrali di ogni genere, particolarmente in Olanda, pretesero la proprietà di diversi pezzi dell'impero Thyssen. Nella sua cella Fritz Thyssen semplicemente sorrideva ed aspettava di essere rilasciato dalla prigione mentre membri della famiglia reale olandese e del servizio informazioni olandese rimettevano assieme per lui i suoi possedimenti anteguerra.
Gli inquirenti britannici ed americani potevano avere seriamente sottostimato Thyssen ma non di meno essi sapevano che gli veniva mentito. I loro sospetti si concentrarono in particolare su una banca olandese, la Banca voor Handel en Scheepvaart di Rotterdam. Questa banca da anni faceva molti affari con i Thyssen. Per fargli un favore, nel 1923 la banca di Rotterdam prestò il denaro per costruire proprio il primo quartier generale del partito nazista a Monaco. Ma in qualche modo le indagini alleate continuarono a non andare da nessuna parte, le piste sembravano tutte arenarsi.
Se gli investigatori si fossero accorti che Allen Dulles, il capo dell'intelligence USA nella Germania postbellica, era anche l'avvocato della banca di Rotterdam, avrebbero potuto fare domande molto interessanti. Essi non sapevano che anche Thyssen era cliente di Dulles. Non si sono nemmeno mai accorti che era l'altro cliente di Allen Dulles, il barone Baron Kurt Von Schroeder che era il fiduciario dei nazisti per le società Thyssen che ora si pretendevano possedute dagli olandesi. La banca di Rotterdam era al cuore dello schema di copertura di Dulles, ed essa custodiva gelosamente i suoi segreti.
Diversi decenni dopo la guerra il giornalista investigativo Paul Manning, collega di Edward R. Murrow, inciampò sugli interrogatori di Thyssen negli Archivi Nazionali USA. Manning voleva scrivere un libro sul riciclaggio del denaro dei nazisti. Il manoscritto di Manning era un coltello alla gola di Allen Dulles: il suo libro menzionava specificamente la Banca voor Handel en Scheepvaart per nome, sebbene di sfuggita. Dulles si offrì di aiutare l'ignaro Manning con il suo manoscritto e lo mandò verso un vicolo cieco, in cerca di Martin Bormann in Sud America.
Senza sapere di essere stato deliberatamente sviato, Manning scrisse una prefazione del suo libro ringraziando personalmente Allen Dulles per la sua "assicurazione che era sulla pista giusta e doveva continuare così". Dulles mandò Manning ed il suo manoscritto nelle paludi dell'oscurità. Anche l'imbroglio stesso della "caccia a Martin Bormann" venne usato con successo per screditare Ladislas Farago, un altro giornalista americano che esaminava troppo approfonditamente il riciclaggio del denaro dei nazisti. Gli investigatori americani dovevano essere mandati ovunque eccetto in Olanda.
E così la Dutch connection rimase inesplorata fino a quando nel 1994 pubblicai il libro "The Secret War Against the Jews". Come argomento di curiosità storica menzionai che Fritz Thyssen (ed indirettamente il partito nazista) avevano ottenuto i loro primi finanziamenti dalla Brown Brothers Harriman e dalla sua affiliata Union Banking Corporation. La Union Bank era a sua volta la holding della famiglia Bush che controllava molte altre società, compresa la "Holland American Trading Company".
Era pubblicamente noto che le holding di Bush erano state sequestrate dal governo USA dopo che i nazisti invasero l'Olanda. Nel 1951 i Bush reclamarono dall'Alien Property Custodian la Union Bank assieme alle sue proprietà "neutrali" olandesi. Non l'avevo capito, ma avevo sbattuto contro un pezzo veramente grande della scomparsa Dutch connection. La proprietà di Bush della società d'investimenti olandese-americana era l'anello mancante nelle prime ricerche di Manning nei documenti dell'indagine Thyssen.
Nel 1981 Manning aveva scritto: "Il primo passo di Thyssen in una lunga danza di frodi fiscali e valutarie iniziò [alla fine degli anni '30] quando dispose che le proprie quote nella olandese Hollandische-Amerikanische Investment Corporation venissero accreditate alla Banca Bank voor Handel en Scheepvaart, N.V., Rotterdam, la banca fondata nel 1916 da August Thyssen Senior".
In questo oscuro paragrafo di un libro poco noto, Manning aveva involontariamente documentato due interessanti argomenti: 1) La Union Bank di Bush aveva evidentemente acquistato le stesse azioni societarie che i Thyssen stavano vendendo come parte del loro riciclaggio del denaro dei nazisti, e 2) la banca di Rotterdam, lungi dall'essere un ente neutrale olandese, venne fondata dal padre di Fritz Thyssen. In retrospettiva, io e Manning avevamo scoperto terminali diversi della Dutch connection.
Dopo aver letto l'estratto del mio libro sulla proprietà di Bush della Holland-American trading Company, l'agente del servizio informazioni USA in pensione William Gowen cominciò a mettere insieme le tessere del puzzle. Mr. Gowen conosceva ogni angolo dell'Europa per il suo passato di figlio di un diplomatico, agente del servizio informazioni americano e giornalista. William Gowen merita tutto il credito per la scoperta del mistero di come gli industriali tedeschi nascosero il loro denaro dagli Alleati alla fine della II G.M. Nel 1999 Mr. Gowen andò in Europa, a proprie spese, per incontrare un ex membro dell'intelligence olandese che aveva informazioni interne dettagliate sulla banca di Rotterdam. Lo scrupoloso Gowen prese nota della dichiarazione e quindi la fece leggere e correggere dalla sua fonte per evitare errori. Qui, sommariamente, si racconta come i nazisti nascosero il loro denaro in America.
Dopo la I G.M. August Thyssen era stato seriamente danneggiato dalla perdita di beni dovuta alle dure condizioni del trattato di Versailles. Egli era determinato a che ciò non accadesse mai più. Uno dei suoi figli si sarebbe unito ai nazisti, l'altro sarebbe rimasto neutrale. Non importava chi vincesse la prossima guerra, la famiglia Thyssen sarebbe sopravvissuta con il suo impero industriale intatto. Fritz Thyssen si unì ai nazisti nel 1923: suo fratello minore sposò una nobile ungherese e cambiò il proprio nome in quello di barone Thyssen-Bornemisza. Il barone più tardi reclamò la cittadinanza ungherese ed anche quella olandese. In pubblico fingeva di detestare il suo fratello nazista, ma in privato si incontravano a consigli di amministrazione segreti in Germania per coordinare le loro operazioni. Se un fratello veniva minacciato della perdita della sua proprietà, avrebbe trasferito le proprie società all'altro.
Per aiutare i suoi figli nel loro gioco di scatole vuote, August Thyssen durante gli anni '20 costituì tre diverse banche - la August Thyssen Bank a Berlino, la Bank voor Handel en Scheepvaart a Rotterdam e la Union Banking Corporation a New York City. Per proteggere le loro holding tutto ciò che i fratelli dovevano fare era spostare i documenti delle società da una banca all'altra. E questo fecero piuttosto regolarmente. Quando Fritz Thyssen "vendette" la Holland-American Trading Company per una perdita fiscale, la Union Banking Corporation di New York comprò le azioni. Similmente, la famiglia Bush investì i camuffati profitti nazisti in società americane dell'acciaio e di produzione che divennero parte del segreto impero Thyssen.
Quando i nazisti invasero l'Olanda nel maggio del 1940 investigarono nella Banca voor Handel en Scheepvaart di Rotterdam. Fritz Thyssen era sospettato di dagli ispettori di Hitler di essere un evasore fiscale e di trasferire illegalmente la sua ricchezza al di fuori del Terzo Reich. Gli ispettori nazisti avevano ragione: Thyssen pensava che le politiche economiche di Hitler avrebbero fatto diminuire la sua ricchezza attraverso una disastrosa inflazione. Egli contrabbandava all'estero i suoi profitti di guerra attraverso l'Olanda. Ma i forzieri di Rotterdam non contenevano indizi su dove fosse andato a finire il denaro. I nazisti non sapevano che tutti i documenti comprovanti la segreta proprietà di Thyssen erano stati tranquillamente rispediti alla banca August Thyssen a Berlino, sotto la benevola supervisione del barone Kurt Von Schroeder. Thyssen passò il resto della guerra agli arresti domiciliari di lusso. Egli aveva giocato Hitler, nascosto i suoi immensi profitti, ed ora era tempo di giocare gli americani con lo stesso trucco delle scatole vuote.
Appena Berlino cadeva in mano degli alleati venne il momento di rispedire i documenti a Rotterdam cosicché la banca "neutrale" potesse pretendere le proprietà con la benevola supervisione di Allen Dulles, che, come capo dell'intelligence dell'OSS a Berlino nel 1945, era ben piazzato per gestire qualsiasi tranquilla indagine. Sfortunatamente, la banca August Thyssen durante la guerra era stata bombardata ed i documenti erano sepolti nei forzieri sotterranei sotto le rovine. Ancora peggio, i forzieri si trovavano nella zona sovietica di Berlino. Secondo la fonte di Gowen, il principe Bernardo comandava una unità dell'intelligence olandese che nel 1945 tirò fuori i documenti societari incriminanti e li riportò alla banca "neutrale" di Rotterdam. Il pretesto era che i nazisti avevano rubato a sua moglie, principessa Giuliana, i gioielli della corona, ed i russi diedero agli olandesi il permesso di scavare tra i forzieri e recuperarli. L'operazione Giuliana fu una truffa olandese agli Alleati che cercavano ovunque i pezzi mancanti della fortuna Thyssen.
Nel 1945 l'ex direttore olandese della banca di Rotterdam riprese il controllo solamente per scoprire che sedeva su una grande pila di attività naziste nascoste. Nel 1947 il direttore minacciò di informare le autorità olandesi, e venne immediatamente licenziato dai Thyssen. L’ingenuo direttore di banca allora fuggì a New York City dove aveva intenzione di parlare con il presidente della Union Bank, Prescott Bush. Come ricordava la fonte olandese di Gowen, il direttore intendeva "rivelare [a Prescott Bush] la verità sul barone Heinrich e la banca di Rotterdam, perché alcuni o tutti degli interessi di Thyssen nel gruppo Thyssen potessero essere sequestrati e confiscati come proprietà del nemico tedesco. "Il corpo del direttore venne ritrovato a New York due settimane più tardi".
Allo stesso modo nel 1996 il giornalista olandese Eddy Roever andò a Londra per intervistare il barone, che era vicino di Margaret Thatcher. Il corpo di Roever venne scoperto due giorni dopo. Forse, osservò laconicamente Gowen, era solamente una coincidenza che entrambe morissero d’infarto immediatamente dopo aver tentato di scoprire la verità sui Thyssen.
Né Gowen né la sua fonte olandese sapevano delle sostanziose prove negli archivi dell'Alien Property Custodian o negli archivi dell'OMGUS. Assieme, i due separati gruppi di documenti USA si sovrapponevano a vicenda e supportavano direttamente la  fonte di Gowen. Il primo gruppo di archivi conferma assolutamente che la Union Banking Corporation di New York era posseduta dalla banca di Rotterdam. Il secondo gruppo (citato da Manning) che a sua volta la banca di Rotterdam era proprietà dei Thyssen. Non sorprende che queste due agenzie americane non resero mai noti i documenti Thyssen. Come documentò il noto storico Burton Hersh:
"L'Alien Property Custodian, Leo Crowley, era nel libro paga della banca di New York J. Henry Schroeder dove nel consiglio di amministrazione sedevano Foster and Allen Dulles. Foster riuscì a farsi nominare consigliere legale speciale per l'Alien Property Custodian mentre simultaneamente rappresentava interessi [tedeschi] contro il custode".
Non meraviglia che Allen Dulles avesse diretto Paul Manning a caccia di farfalle in Sud America. Egli era molto vicino a scoprire il fatto che la banca di Bush a New York City era segretamente posseduta dai nazisti, prima durante e dopo la II G.M. La proprietà di Thyssen della Union Banking Corporation è provata, e concretizza un capo d'imputazione per tradimento nei confronti delle famiglie Dulles e Bush per aver dato aiuto e sostegno al nemico in tempo di guerra.  
Il primo fatto chiave che deve essere provato in ogni indagine criminale e che la famiglia Thyssen possedeva segretamente la banca di Bush. A parte la fonte di Gowen ed i documenti gemelli americani, un terzo gruppo di documentazione proviene dalla stessa famiglia Thyssen. Nel 1979 l'attuale barone Thyssen-Bornemisza (nipote di Fritz Thyssen) preparò una storia scritta della famiglia da condividere con i suoi alti dirigenti. Una copia di questo topo di trenta pagine intitolato "La storia della famiglia Thyssen e loro attività" venne procurata dalla fonte di Gowen. Essa contiene le seguenti ammissioni di Thyssen:  
"Così, all'inizio della II G.M. la Banca voor Handel en Scheepvaart - una ditta olandese il cui unico azionista era un cittadino ungherese - era diventata la holding delle società di mio padre. Prima del 1929 egli deteneva le quote della Banca August Thyssen, ed anche sussidiarie americane e la Union Banking Corporation di New York. Le azioni di tutte le affiliate [nel 1945] erano nella Banca August Thyssen nel settore orientale di Berlino, da dove riuscii a farle trasferire in occidente all'ultimo momento. […]. Dopo la guerra il governo olandese ordinò un'indagine sulla situazione legale della società holding e, in attesa del risultato, nominai un olandese ex direttore generale di mio padre che si era rivoltato contro la nostra famiglia. In quello stesso anno, il 1947, ritornai in Germania per la prima volta dopo la guerra, travestito da autista olandese in uniforme militare, per stabilire i contatti con i nostri dirigenti tedeschi. […]. La situazione del gruppo cominciò gradualmente ad essere risolta ma non fu prima del 1955 che le società tedesche vennero liberate dal controllo alleato ed in seguito rilasciate. Fortunatamente le società del gruppo soffrirono poco dallo smembramento. Infine, fummo nella posizione di concentrarci su problemi puramente economici – la ricostruzione ed ampliamento delle società e l'espansione dell'organizzazione. […]. Il dipartimento creditizio della Banca voor Handel en Scheepvaart, che funzionava anche come società holding del gruppo, si fuse nel 1970 con la Nederlandse Credietbank N.V. che aumentò il suo capitale. Il gruppo ricevette il 25%. La Chase Manhattan Bank detiene il 31%. Per la nuova società holding venne scelto il nome di Thyssen-Bornemisza Group".
Dunque, gli archivi gemelli USA, la fonte olandese di Gowen e la storia della famiglia Thyssen confermano tutte indipendentemente che il padre ed il nonno del Presidente Bush facevano parte del consiglio di amministrazione di una banca che era segretamente posseduta dai principali industriali nazisti. La connessione di Bush con queste istituzioni americane è pubblicamente nota. Quello che nessuno sapeva, finché la brillante ricerca di Gowen non lo portò alla luce, era che i Thyssen erano i datori di lavoro segreti della famiglia Bush.
Ma cosa sapeva la famiglia Bush dei suoi collegamenti nazisti e quando lo seppe? Come manager anziani della Brown Brothers Harriman, dovevano aver saputo che i loro clienti americani, come i Rockefeller, stavano investendo pesantemente nelle società tedesche, compreso il gigante Vereinigte Stahlwerke di Thyssen.
[NOTA BENE: tutti questi industriali erano generosi sostenitori dell’eugenetica e delle campagne di sterilizzazione/castrazione delle persone giudicate inadatte alla procreazione -
Come ripetutamente documenta il noto storico Christopher Simpson, è argomento di dominio pubblico che gli investimenti della Brown Brothers nella Germania nazista ebbero luogo con i servizi della famiglia Bush.
Quando scoppiò la guerra Prescott Bush venne colpito da un caso di morbo di Waldheimer, un'improvvisa amnesia del suo passato nazista? Oppure egli credeva veramente che i nostri benevoli alleati olandesi possedessero la Union Banking Corporation e la sua società madre di Rotterdam? Dovrebbe essere ricordato che nel gennaio del 1937 egli assunse Allen Dulles per "coprire" i suoi conti. Ma coprire da chi? Si aspettava che la piccola felice Olanda dichiarasse guerra all'America? L'operazione di copertura aveva senso solamente come anticipazione di una possibile guerra con la Germania nazista. Se la Union Bank non era il condotto per riciclare gli investimenti nazisti di Rockefeller in America, allora come avrebbe potuto la Chase Manhattan Bank controllata da Rockefeller finire a possedere dopo la guerra il 31% del gruppo Thyssen?
Si dovrebbe notare che il gruppo Thyssen (TBG) ora è la maggiore conglomerata industriale della Germania, e, con un patrimonio netto di più di 50 miliardi di dollari, una delle più ricche società al mondo. La TBG è talmente ricca che ha persino acquistato le società della famiglia Krupp, famoso fabbricante di armi di Hitler, lasciando i Thyssen gli indiscussi campioni di sopravvivenza del Terzo Reich. Dove hanno preso i Thyssen il denaro per partire con la ricostruzione del loro impero con tale velocità dopo la II G.M.?
Le enormi somme di denaro depositate nella Union Bank prima del 1942 sono la migliore prova che Prescott Bush servì consapevolmente da riciclatore del denaro per i nazisti. Tenete a mente che i libri ed i conti della Union Bank nel 1942 vennero congelati dall'Alien Property Custodian USA e non vennero restituiti alla famiglia Bush fino al 1951. A quel tempo, le azioni della Union Bank, che rappresentavano il valore di milioni di dollari di azioni industriali e di obbligazioni, vennero sbloccate per la circolazione. La famiglia Bush credeva realmente che tali enormi somme provenissero da aziende olandesi? Si potrebbero vendere bulbi di tulipano e scarpe di legno per secoli e non raggiungere quelle somme. Una fortuna di questa misura poteva essere arrivata solamente dai profitti che Thyssen fece riarmando il Terzo Reich e quindi nascosti, prima dagli ispettori fiscali nazisti e poi dagli Alleati. I Bush sapevano perfettamente bene che la Brown Brothers era il canale del denaro americano nella Germania nazista, e che la Union Bank era la conduttura segreta per riportare dall'Olanda in America il denaro nazista. I Bush dovevano aver saputo di come funzionava il circuito segreto del denaro poiché essi erano nel consiglio di amministrazione in entrambe le direzioni: fuori dalla Brown Brothers, dentro la Union Bank.  
Inoltre, la misura del loro compenso è commensurata con il loro rischio come riciclatori del denaro nazista. Nel 1951 Prescott Bush e suo suocero ricevettero una quota delle azioni della Union Bank, ciascuna del valore di 750.000 dollari. Un milione e mezzo di dollari erano un sacco di soldi nel 1951. Ma allora, dal punto di vista di Thyssen, comprare i Bush era stato il miglior affare della guerra.
Il punto decisivo è grave: E' abbastanza disdicevole che la famiglia Bush abbia aiutato a raccogliere per Thyssen il denaro da dare a Hitler per il suo avvio negli anni '20, ma dare aiuto e sostegno al nemico in tempo di guerra è tradimento. La banca di Bush aiutò i Thyssen a fabbricare l'acciaio che uccideva i soldati alleati. Per quanto possa sembrare negativo aver finanziato la macchina bellica nazista, aver aiutato ed assistito l'Olocausto era peggiore. Le miniere di carbone di Thyssen utilizzavano schiavi ebrei come se fossero materiali usa e getta. Vi sono sei milioni di scheletri nell'armadio della famiglia Thyssen, ed una miriade di domande criminali e storiche cui deve essere data risposta sulla complicità della famiglia Bush.
IN INGLESE:
Il quotidiano britannico Guardian corrobora la veridicità di queste inchieste: http://www.guardian.co.uk/world/2004/sep/25/usa.secondworldwar.
Fox News riporta alcuni risultati dell'inchiesta:
http://www.foxnews.com/story/0,2933,100474,00.html.
Analisi ancora più approfondita (utili anche i commenti del forum):
Diagramma della rete di business:
VIDEO INTEGRATIVO (in inglese americano):

BIBLIOGRAFIA SUPPLEMENTARE
Edwin Black, War Against the Weak: Eugenics and America's Campaign to Create a Master  Race. New York: Basic Books, 2003.
Edwin Black, Nazi Nexus: America's Corporate Connections to Hitler's Holocaust. Washington, DC: Dialog Press, 2009.

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