Visualizzazione post con etichetta Rothschild. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rothschild. Mostra tutti i post

martedì 20 dicembre 2011

La Rana e lo Scorpione - Il suicidio assistito del capitalismo e della democrazia non sarà una "dolce morte" (2012-2013)




Nel mondo degli affari, l’unico obiettivo, a qualsiasi costo, è il guadagno. Il serpente dello stregone, nella favola, divorava tutti gli altri serpenti; il nostro serpente magico oggi è far quattrini, ormai unico padrone del campo. La classe migliore che possiamo esibire è altro che una plebaglia ben vestita di speculatori volgari. È vero peraltro che dietro questa fantastica farsa, rappresentata sulla scena visibile della società, si scopriranno cose solide e fatiche meravigliose che esistono per ora allo stato rozzo e si muovono dietro le quinte per farsi avanti e presentarsi quando sarà il momento. Nondimeno, le verità sono terribili. Io dico che la nostra democrazia del Nuovo Mondo, per quanti successi abbia avuto nel sollevare le masse dalla loro degradazione, nello sviluppo materialistico, nella produzione e in certa molto ingannevole e superficiale intellettualità popolare, è oggi come oggi un fallimento quasi completo nei suoi aspetti sociali e in tutti i risultati più grandi, quelli religiosi, morali, letterari e estetici. Invano marciamo a passi mai visti verso un impero tanto colossale da oscurare quelli dell’antichità, l’impero di Alessandro e le più audaci conquiste di Roma. Invano ci siamo annessi il Texas, la California, l’Alaska, e ci spingiamo a Nord verso il Canada, a Sud verso Cuba. È come se fossimo in qualche modo dotati di un corpo vasto e sempre meglio equipaggiato, ma cui fosse rimasto solo un poco, o niente affatto anima.
Walt Whitman, “Prospettive democratiche”, 1871

Il famoso Calendario Maya profetizza grandi trasformazioni a partire dalla fine del 2012, ossia entro circa un anno. Ha poco senso prendere sul serio delle previsioni fatte secoli addietro da un popolo che non seppe anticipare la propria estinzione. Il futuro non è una strada già segnata, sebbene alcune costellazioni di possibilità possano essere più concrete di altre, specialmente se volontà sufficientemente forti hanno interesse a farle avverare. Sembra che queste Volontà abbiano deciso che il capitalismo ormai è superfluo e bisogna disfarsene, eliminando gli ultimi barlumi di libero mercato (il capitalismo è oligopolistico e detesta il libero mercato) ed accentrando ulteriormente il potere politico-finanziario, già peraltro nelle mani di pochi:
Tra il 2008 ed il 2010, 30 multinazionali americane hanno speso più soldi per influenzare il Congresso di quelli che hanno pagato in tasse, nell’ordine di 400mila dollari al giorno, inclusi i giorni festivi:
Recentemente è emerso che il Ministero delle Finanze irlandese ha pagato i Rothschild la bellezza di 6 milioni e 200mila euro per una consulenza sulla crisi - come se un amministratore condominiale pagasse un ladro per convincerlo a rubare nel suo condominio:
Sembra incredibile che, stando così le cose, la gente si sia lasciata convincere a credere alla favola delle cicale nordiche e delle formiche meridionali, quando dovrebbe essere evidente che le vere cicale sono speculatori transnazionali e le formiche sono i lavoratori del nord e del sud che se lo sono preso laddove non batte il sole: il flusso di soldi dal nord al sud non è mai passato per le loro mani, non l’hanno mai visto. Le cicale del nord l’hanno preso alle formiche del nord per darlo alle cicale del sud che l’hanno poi rigirato alle cicale del nord, non senza aver prelevato dalle formiche del sud. I politici del nord e del sud hanno oliato gli ingranaggi ed hanno consentito che la narrazione ufficiale contrapponesse le formiche del nord a quelle del sud (divide et impera):
Purtroppo siamo solo agli inizi ed il peggio deve ancora arrivare. Naturalmente questa tremenda verità viene tenuta gelosamente nascosta perché se la gente perdesse la speranza in un futuro migliore non avrebbe più nulla da perdere e farebbe la rivoluzione.
I Coreani del Nord che hanno visitato la Corea del Sud sono rimasti scioccati nello scoprire che quel che pensavano fosse democrazia non lo era: fino a quel momento non avevano potuto mettere a confronto la loro società con altre società e quindi non si erano resi conti di vivere in una tirannia tra le più mostruose della storia. Se i cittadini delle nostre “democrazie” potessero vedere come funziona un’autentica democrazia si rivolterebbero in massa. È quel che comunque presumo faranno con l’arrivo della bella stagione del 2012 e mi dispiace che le cose debbano finire così, perché usare la violenza contro il potere significa giocare fuori casa. La rivoluzione ci sarà, e sarà manovrata pure quella – attraverso il Terrore Rivoluzionario – per completare il processo di accentramento e dare il colpo di grazia ad una democrazia che è già un’oligarchia. Questo esito può essere evitato diffondendo conoscenza e consapevolezza ed un sincero amore per le istituzioni democratiche, per lo spirito della democrazia, il cui significato va ben al di là dell’accidente della creatività umana:

In primo luogo, bisogna capire che il capitalismo sta tirando gli ultimi.
Anche la Cina, la locomotiva del mondo, è sull’orlo del precipizio:
Il Regno Unito è virtualmente spacciato:
Il più recente G20 ha compilato una lista delle 29 banche che sono così importanti per il sistema creditizio globale da non poter essere lasciate fallire (“too big to fail”). Qualche giorno fa il rating Fitch di otto di queste superbanche è stato abbassato:
L’economia mondiale sta rallentando, l’eurozona è stremata, precondizione indispensabile per poter arrivare agli Stati Uniti d’Europa:
I debiti pubblici sono inestinguibili, una seria regolamentazione del sistema bancario-finanziario è stata prorogata a data da destinarsi; il mercato dei titoli tossici è più che mai fiorente, se possibile ancora più pericoloso del periodo che ha preceduto l’inizio della crisi nel 2008 e quindi preannuncia ulteriori disastri; le guerre si susseguono o addirittura accavallano, le valute si indeboliscono, le grandi potenze si sono rimesse sul cammino dell’escalation degli armamenti, le popolazioni di tutto il mondo sono in fermento, sempre più indocili. I primi ministri riottosi o impresentabili vengono rimpiazzati d’imperio da tecnocrati. Il settore finanziario attacca le nazioni più vulnerabili quando le decisioni politiche non piacciono alle banche creditrici o non sostengono con soldi pubblici le banche debitrici.  
La Francia sta per perdere la tripla A e anche la tripla A tedesca è a rischio, perché la Germania sarà costretta a ricapitalizzare le proprie banche indebitate ed insolventi, cosa che finora ha evitato di fare, e il suo debito pubblico è perciò destinato a crescere. Il che significa che farà fatica a contribuire al bail-out europeo. Le banche sono allo stremo e molti titolari di conti correnti inglesi, irlandesi, portoghesi e greci hanno cominciato la diaspora dalle loro banche, nel silenzio dei media, istruiti a dovere su cosa sia opportuno pubblicizzare e cosa debba essere nascosto.
Continuando ad ipotecarsi a vicenda i rispettivi bond europei per creare liquidità (fittizia), le banche hanno creato una bolla che, una volta esplosa, produrrà un effetto domino, amplificato a tutti i settori dell’economia – a partire da quello assicurativo – dalla concatenazione e dall’interconnessione globale tra i compartimenti economici. La gente non avrà neppure il tempo di ritirare i propri risparmi.
I debiti sono ormai inesigibili: non si possono pagare i debiti contraendo altri debiti se non c’è una crescita economica sostenuta e la prospettiva è quella di una recessione, anche e soprattutto a causa delle misure draconiane prese dai governi europei.
Questa crisi generata sta spazzando via lo stato sociale e la democrazia dall’Europa, dopo che la socialdemocrazia si è suicidata proprio quando aveva sconfitto il comunismo e poteva governare la nuova Europa – Blair è stato assunto da JP Morgan, Schroeder da Gazprom, D’Alema ha lodato Opus Dei e per anni si è rifiutato di dire alcunché di sinistra, la sinistra francese ha proposto solo candidati perdenti in partenza e Zapatero ha lasciato che la bolla spagnola seguisse il suo corso mentre celebrava la sua apertura mentale. Queste persone sono responsabili di aver completato la svolta neo-liberista dei loro rispettivi partiti, ingannando i propri elettori.
Si può legittimamente pensare ad un complotto, oppure osservare che se ci fosse stato un complotto i risultati non sarebbero stati comunque sensibilmente diversi. Così come certi giornalisti non sarebbero al loro posto se non la pensassero in un certo modo, se facessero certe domande scomode, se pretendessero di fare certe inchieste. La società contemporanea è governata dalla conformocrazia del politicamente corretto e dell’anticomplottismo, non dalla meritocrazia. Ciò rende superflua l’istituzione di un regime autoritario. Quando l’illusione della libertà diventerà troppo costosa da mantenere, la cortina fumogena si interromperà, il guanto di velluto sarà dismesso e la gente vedrà la realtà del potere dietro le quinte ed il suo piano: dissanguare la società senza però ucciderla.
Il problema dei vampiri, come di tanti parassiti, è che la loro voracità è tale che finiscono per uccidere le loro prede, ossia le loro fonti di sostentamento. Quando ci si chiede che vantaggio ci possa essere in un’apocalisse bancaria non si tiene conto della forma mentis di chi è giunto al potere in questi ultimi decenni che è quella dello scorpione che uccide la rana che lo traghetta al di là del corso d’acqua (Esopo) o del contadino che uccide la gallina dalle uova d’oro perché non vuole aspettare (Esopo):
Le loro azioni indicano che non sono persone come le altre; non sono semplicemente spietati, sono sociopatici  o psicopatici e quindi non hanno alcuna inibizione di carattere morale, men che meno in un contesto socioculturale che premia il comportamento di chi dimostra di non avere compassione e di essere interessato solo a prevalere a qualunque costo, sulla pelle altrui. Non hanno alcuna colpa per questa loro malaugurata condizione che li condanna a perseguire il profitto personale a spese di tutti gli altri, anche quando questo comporta la loro stessa rovina. Si fermeranno solo quando qualcuno li costringerà a farlo. Hanno un’anomala concezione del denaro: per loro è solo un mezzo per controllare e manipolare il prossimo. Sono dei pensatori sofisticati, che amano la complessità ed i paradossi, adorano i rischi e sono disposti a mettere in gioco tutto quanto, pur di impadronirsi dell’intera posta. Questo è, naturalmente, il loro tallone d’Achille. Invece si avvantaggiano del silenzio delle persone di buona volontà che non denunciano l’iniquità e non prendono una posizione netta contro chi le perpetra, per viltà e perché preferiscono ignorare quel che sta succedendo, qualcosa che 10 anni fa sarebbe sembrato impensabile ed invece adesso è realtà. E questo qualcosa è il suicidio assistito del capitalismo e della democrazia e la soppressione del sistema monetario:
Gli psicopatici/sociopatici si sentono così sicuri di sé da sopravvalutarsi, ma è percepibile la loro ansia, sono nervosi, forse alcuni sono pure disperati e quindi commetteranno sicuramente degli errori. L’eccesso di avidità e brama di potere li porterà alla rovina, come i Proci, e le persone di buona volontà dovranno unirsi e scoprire in sé la sagacia, la perseveranza, il coraggio ed anche l’umiltà di Ulisse/Odisseo:

domenica 18 dicembre 2011

Il Denaro, il Debito, le Banche - Raccolta di citazioni a cura di Mario Giuliano




“Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure”.
[Sir Josiah Stamp, ex governatore della banca d'Inghilterra]
"Che cos'è una rapina in banca a confronto della fondazione di una banca?"
[Bertolt Brecht]
“Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e mi infischierò di chi ne fa le leggi”.
[Mayer Anselm Rothschild]
“L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto”.
[Maurice Allais, nobel per l'economia]
“E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina”.
[Henry Ford]
“Assurdo dire che il nostro paese può emettere $30 milioni in titoli ma non $30 milioni in moneta. Entrambe sono promesse di pagamento; ma una promessa ingrassa l'usuraio, l'altra invece aiuta la collettività”.
[Thomas Edison - New York Times, 1921]
“L’unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che entra realmente in possesso della collettività dei paesi moderni è il debito pubblico”.
Il Capitale, Karl Marx (1867)
"Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessuna responsabilità né l'obbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti"
[Modigliani, premio Nobel per l'Economia, su "Il Tempo" del 22/10/2000]
"Chiunque controlli l'ammontare del denaro circolante in un paese e' il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l'intero sistema e' facilmente controllato, in un modo o nell'altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione".
[James Garfield, 20mo Presidente Usa]
"Crede che quei banchieri siano in prigione? Nossignore. Sono fra i cittadini più stimati della Florida. Sono feccia, almeno quanto i politici disonesti! Creda, io ne so qualcosa. E' da tempo che mangiano e si vestono con i miei soldi. Finché non sono entrato nel racket non sapevo quanti imbroglioni indossano abiti costosi e parlano con accento da signori."
[Al Capone]
“Se gli Americani consentiranno mai a banche private di emettere il proprio denaro, prima con l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.”
[Thomas Jefferson (1776)]
"Un potere illimitato e una dominazione economica dispotica si trovano concentrati in pochissime mani. Questo potere diviene particolarmente sfrenato quando sia esercitato da coloro che, controllando il danaro, amministrano il credito e ne decidono la concessione. Essi somministrano - per così dire - il sangue all'intero organismo economico e ne arrestano la circolazione quando loro convenga; tengono in pugno l 'anima della produzione, in guisa che nessuno osi respirare contro la loro volontà".
[S.S. Pio XI, Enciclica "Quadragesimo Anno"]
"E' bene che il popolo sappia finalmente che lo Stato ha da tempo rinunciato alla propria sovranità monetaria in favore di un ente privato, qual è la Banca d'Italia. Ha rinunciato, cioè, ad emettere moneta propria, con la conseguenza che, per il perseguimento dei propri fini istituzionali, è costretto a chiedere in prestito oneroso le necessarie risorse finanziarie, indebitandosi nei confronti dell'Istituto di emissione. Ed è bene che sappia anche che questo inutile indebitamento si trasferisce necessariamente ai cittadini mediante la pressione fiscale. Pertanto, il popolo si ritrova debitore di quella moneta di cui, invece, dovrebbe essere proprietario."
[Bruno Tarquini, ex procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello]
“Lo strano aspetto della crisi è che l’Italia non è fondamentalmente insolvente. Il debito pubblico è stabile da molti anni a circa il 120 per cento. Il paese ha un surplus primario di bilancio. Il debito privato è basso, il 42 per cento del PIL. Il valore della ricchezza totale è di 2,3 trilioni di euro, più alto in termini pro capite della Germania. La somma del debito pubblico e privato è sotto il 260 per cento, più basso di Paesi Bassi, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Giappone. Il problema fondamentale non è il debito italiano, ma la perdita del 40 per cento di competitività del lavoro contro la Germania negli ultimi quindici anni. Ciò ha lasciato il paese intrappolato nell’UEM con una moneta mal allineata, fermando la crescita”.
Ambrose Evans-Pritchard, Telegraph
“Il numero di giorni festivi nelle miniere bavaresi del XVI secolo poteva anche arrivare a 263 giorni l'anno”
Werner Sombart, “Metafisica del capitalismo”

giovedì 1 dicembre 2011

Emmanuel Assange - Julian Goldstein



Wikileaks è diventata l'interfaccia perfetta tra qualche servizio segreto e l'opinione pubblica mondiale. L'informazione in rete viene usata con licenza d'uccidere.

Fabio Ghioni, hacker

Emmanuel Goldstein è un personaggio letterario, il nemico del Partito che governa l'Oceania nel libro di George Orwell 1984. A causa della sua opposizione al Grande Fratello, ogni giorno, a partire dalle 11.00 in ogni ufficio e luogo pubblico si tengono manifestazioni di isteria collettiva contro di lui: i famosi "Due minuti d'odio". Il lettore, comunque, capirà in seguito che Goldstein e il suo gruppo non sono altro se non un sistema che il Partito usa per controllare le coscienze, al punto che la loro stessa esistenza non è decidibile con certezza.

I grandi banchieri, muovendo alcune semplici leve che controllano il flusso del denaro, possono determinare il successo o il fallimento dell’economia di un paese. Controllandone i comunicati stampa sulle strategie economiche che demarcano le tendenze nazionali, l’élite è capace non solo di prendere in mano le redini del potere della struttura economica di tale nazione ma anche di estendere il controllo su tutto il mondo.
Aldous Huxley

Anna Stepanovna Politkovskaja, morta
Enzo Baldoni, morto
Ilaria Alpi, morta
Julian Assange, arrestato per non aver indossato un profilattico
Se Assange fosse una vera minaccia per l’establishment sarebbe ancora vivo? Io credo, piuttosto, che avrebbe fatto la fine di questi altri:

Assange ha negato che dietro l’11 settembre ci sia un qualunque complotto diverso da quello di Osama Bin Laden
Assange ammira Benjamin Netanyahu
"Mendax" (ingannatore, mentitore, mendace) è lo pseudonimo usato da Julian Assange quando faceva l'hacker.
Non sarebbe la prima volta che succede:

"Chi proprio non crede alla parabola di Wikileaks è Fabio Ghioni, l’hacker più famoso d’Italia condannato per lo scandalo dei dossier Telecom. Sono almeno tre le cose che secondo Ghioni non tornano: la natura riservata delle notizie diffuse, le dimensioni degli investimenti finanziari necessari e i reati commessi. “La violazione del segreto di Stato in America è punita con la pena di morte e se gli Usa volessero veramente l’estradizione di Assange, la otterrebbero senza nessun problema”. L’ex numero uno del Tiger team di Telecom sostiene che dietro a Wikileaks ci sia qualche servizio segreto. “Per fare un’operazione del genere ci vuole un budget di almeno tre milioni di euro l’anno”. Insomma, secondo lui, qualche barba finta è andata da Assange e gli ha detto: “Ti passo le informazioni riservate, ti do un posto dove metterle, ti copro di milioni e ti garantisco fama e successo ma soprattutto impunità”. Un’offerta difficile da rifiutare.
A sostegno della sua tesi Ghioni cita la storia del soldato Manning. La persona che, secondo gli inquirenti statunitensi, è entrata nel database Siprnet, da cui provengono i cable diplomatici, per poi passarli ad Assange. “Questa è una storia comica. I computer che si possono collegare al sistema sono monitorati costantemente. Dai movimenti del mouse a quello che uno digita sulla tastiera. Ma vi immaginate un soldato che si connette e scarica centinaia di migliaia di dati? – continua Ghioni che a sostegno della sua tesi cita il caso della sicurezza informatica della sua ex azienda – Nei computer connessi alla banca dati di Telecom non puoi inserire neanche una chiavetta usb, non puoi scaricare nessun documento. Vogliamo pensare che i servizi segreti e il dipartimento di Stato americani hanno una policy sulla sicurezza informatica inferiore a quella di Telecom? Non scherziamo”.
"Violarlo e rubarne i segreti è stato un gioco da ragazzi, spiega Manning in chat a un amico hacker: “Mi sono avvicinato al computer con un cd di Lady GaGa, ho cancellato la musica e scritto un file compresso. Nessuno ha sospettato nulla. Mentre facevo finta di ascoltare e cantare Telephone (una delle hit di Lady GaGa, ndr) ho scaricato quella che verosimilmente è la più grande sottrazione di dati riservati della storia americana”.
Ecco la sintesi di un blogger, che evidenzia l'assurdità di questa versione dell'accaduto:
"un tale manning, stufo di vedere massacrati i civili irakeni decide di rubare dei file che si scambiano i diplomatici (e perchè mai? che c'entra? boh). Andiamo avanti. Questo manning entra con un cd di lady gaga e una penna usb, accede all'archivio e mentre fa finta di ascoltare il cd di lady gaga copia tutti i file... Praticamente un genio. Certo, deve essere un genio uno che riesce a copiare qualcosa su un cd musicale (che non è riscrivibile) un archivio così immenso (però forse era un dvd...). E la penna usb a cosa gli sarà servita? A sbloccare il cd musicale e farlo diventare dvd riscrivibile? Ma questi pensano che le persone sane di mente ci caschino? Io dico di sì, a giudicare dall'isteria collettiva su questi file".

Intervista a Fabio Ghioni (1 dicembre 2010):
Wikileaks sta diventando uno strumento di potere e in quanto tale, una struttura d'intelligence valuterebbe innanzitutto la sua utilità operativa come strumento di infowar o di ricatto verso persone o strutture scomode…La mia esperienza mi ha insegnato che ogni cosa che ci viene comunicata va sempre considerata con un sopracciglio alzato. Assange potrebbe essere in buona fede e allora potrei dire che il mandato internazionale è il modo più semplice di bloccare una persona. Se però non è in buona fede ed è uno strumento nelle mani di una struttura di infowar o intelligence, allora direi che il mandato internazionale è una copertura perfetta soprattutto se ha risonanza mediatica.

«Dietro a quel sito c’è qualche 007»
Intervista a Fabio Ghioni:
Assange e Wikileaks fanno tutti da soli o c’è qualcuno dietro?
«Non scherziamo. È impossibile che facciano tutto da soli, come paladini della trasparenza. Basta dare un’occhiata alla mole di documenti raccolti e resi pubblici. Stiamo parlando di intere banche dati. Dietro a tutto c’è qualcuno interessato a fare uscire queste informazioni in maniera chirurgica e a senso unico».
Cosa intende dire?
«Quando solo pochi conoscevano Wikileaks, ricordo che Assange boccheggiava e non riusciva a pagare neppure le bollette del sito. Poi sono esplosi. Qualche servizio segreto deve essersi reso conto della potenzialità di uno strumento del genere per campagne di disinformazione e propaganda mirata. Questo non significa che i documenti rivelati siano falsi. Finora, però, sono usati a senso unico, contro l’Occidente. Una specie di schema stile “divide et impera” per seminare divisioni nei rapporti fra alleati. Mi sembra una tattica fin troppo chiara e mirata, che ha poco a che fare con la trasparenza».
Quali sarebbero i servizi segreti coinvolti?
«Esistono organizzazioni cybercriminali come Russian business network, che secondo documenti americani è collegata all’Fsb, intelligence russa. Non escludo neppure che ci sia lo zampino di qualche struttura occidentale. È significativo che Wikileaks non abbia mai pubblicato documenti della Cia, ma solo del Pentagono e del Dipartimento di Stato, per ora. Non penso che Pechino e Teheran passino informazioni ad Assange. Però è plausibile che un colosso come la Cina finanzi Wikileaks, senza farlo sapere, trattandosi di uno strumento che sta provocando caos nel cuore dell’Occidente».
È stato arrestato un militare dell’intelligence Usa come gola profonda di Assange. Può essere che ci sia solo lui?
«È impossibile, inverosimile. Probabilmente ci sarà più di qualcuno al Pentagono o al Dipartimento di Stato Usa, che ha passato documenti e informazioni pensando di migliorare il mondo con la denuncia di qualche magagna occidentale. Penso che le fonti idealiste di Wikileaks siano il 5%, ma non può essere il singolo a passare banche dati intere».
Costa molto una struttura come Wikileaks?
«Il costo è elevato e si potrebbe aggirare su milioni di euro. La storia delle donazioni è ridicola. Che il sito renda pubblici i bilanci e poi faremo i conti. Assange è sempre in viaggio e non bastano i punti Mille miglia. Da dove arrivano i soldi?».
Il fondatore di Wikilekas continua a presentarsi come paladino della trasparenza. Cosa ne pensa?
«Non metto in dubbio che abbia iniziato spinto da gradi ideali, che condivido, ma poi la faccenda gli ha preso la mano. Il sito stava per chiudere per mancanza di fondi, poi è resuscitato. Mi piacerebbe credere che questa storia derivi da cittadini paladini delle libertà, ma purtroppo non è così».

Il Mossad accusato di complotto: «Le notizie di Wikileaks avvantaggiano Israele»
di Eric Salerno
ROMA (3 dicembre 2010) - A chi fa gioco il gioco di Wikileaks? Finora poco più di seicento di 251.287 messaggi diplomatici americani “rubati” sono apparsi in rete ma c’è già chi parla di complotto. Due sono le direttrici indicate: Julian Assange e i suoi collaboratori si vogliono arricchire oppure stanno lavorando per favorire la politica di un governo. Le teorie complottiste abbondano sul web. Nel mirino, quasi sempre, Stati Uniti e Israele. E anche questa volta, in prima linea tra gli accusati, i due Paesi.
In un’intervista alla rivista americana Time il fondatore di Wilkileaks ha fatto le lodi di Netanyahu che, ha detto, è convinto che le rivelazioni aiuteranno la ricerca della pace in Medio Oriente. «Il premier israeliano sostiene che i leader devono parlare in pubblico come parlano nel privato». I documenti classificati finora pubblicati giocano sicuramente a favore di Tel Aviv. Sia quando i diplomatici americani raccontano come molti leader arabi sono preoccupati per la politica di Teheran, sia quando spiegano che nonostante lo stato formale di belligeranza tra arabi e Israele, esistono ottimi rapporti tra molti paesi del Golfo e il “nemico”.
Wikileaks è nato nel dicembre 2006 e sostiene di «essere stato fondato da dissidenti cinesi, giornalisti, matematici ed esperti di informatica dagli Stati Uniti, Taiwan, Europa, Australia e Sud Africa». E anche se oggi c’è chi sospetta un ruolo dei cinesi nella raccolta e disseminazione dei documenti, molti cinesi vicini al regime sono convinti che Assange e i suoi siano in qualche modo collegati al Mossad, il servizio segreto di Tel Aviv.
Su un sito britannico qualcuno ha trovato “intrigante” una frase di un articolo del giornalista israeliano Yossi Melman, pubblicato sul quotidiano The Independent. Melman mette insieme tre eventi «apparentemente non collegati tra loro». Il primo, la pubblicazione dei documenti molti dei quali riguardano le preoccupazioni del mondo con il programma nucleare iraniano; il secondo, l’assassinio misterioso a Teheran del più importante scienziato nucleare iraniano e il ferimento di un altro; e infine la nomina di Tamir Pardo come nuovo capo del Mossad. «Ma c’è un legame tra di loro. Sono parte dello sforzo interminabile dell’Intelligence israeliana, insieme con le loro controparti in Occidente compreso l’M16 britannico e la Cia americana, per sabotare, ritardare e se possibile per impedire all’Iran di raggiungere il suo scopo di ottenere la sua prima bomba nucleare». Melman non ha voluto chiarire oltre il suo pensiero.
Accuse al Mossad, dopo quelle scontate di Ahmadinejad, sono arrivate ieri anche dalla Turchia, vecchio alleato strategico di Israele ora su posizioni nettamente contrarie alla politica del governo Netanyahu. Huseyin Celik, numero due del partito del premier Erdogan ha indicato che «Israele è soddisfatto» per le rivelazioni. «Ancora prima che i documenti fossero diffusi, già dicevano che “Israele non avrà problemi”».

Wikileaks: Tarpley, è strip-tease CIA per colpire nemici. A partire da Berlusconi-Putin. lo dice giornalista investigativo (ansa) - Roma, 7 dic 2010
Le rivelazioni di Wikileaks? "Sono uno strip-tease della Cia per colpire i suoi nemici, a cominciare da Berlusconi-Putin": lo sostiene il celebre giornalista investigativo Usa, Webster Tarpley all'ANSA. Il rapporto Roma-Mosca "vuol dire fra le altre cose l'oleodotto Southstream, oggetto di odio feroce da parte della CIA. Nessun fantoccio di Washington viene criticato", ha aggiunto.
I documenti pubblicati rivelano "cose già note da un pezzo, come il desiderio dei Sauditi di colpire l'Iran. Assange dice bene della CIA mostrando di dire male", aggiunge Tarpley, convinto che "il prossimo passo sarà un ripulisti generale dell'internet, chiudendo tanti siti critici, utilizzando come pretesto dei segreti spifferati da Assange". Il giornalista non è l'unico ad accusare Assange di fare gli interessi di gruppi occulti: nella schiera dei critici c'é anche John Young, co-fondatore di Wikileaks e ora con un proprio sito indipendente.
Per capire Assange, bisogna rifarsi a Paolo Sarpi, il maestro veneziano dei servizi segreti, il quale ha teorizzato il limited hangout o self-exposure praticato dalla CIA gia' quattro secoli prima di Assange nel suo parere "Del confutar scritture malediche," scritto per il Senato il 29 gennaio 1620. (Opere, edizione Cozzi, Milano: Ricciardi, 1969)
Notiamo in questo contesto che e' stato proprio Cass Sunstein a menzionare Wikileaks per la prima volta (ch'io sappia) nella grande stampa americana, scrivendo sul Washington Post del 24 febbraio 2007: "Wikileaks.org, founded by dissidents in China and other nations, plans to post secret government documents and to protect them from censorship with coded software." [Trad: “Wikileaks.org, fondato da dissidenti in Cina e in altre nazioni, intende pubblicare documenti governativi segreti proteggendoli dalla censura con software criptato”].
Era il primo successo pubblicitario per il gruppo di Assange, e veniva grazie a Cass Sunstein personalmente.
Su Cass Sunstein:

Fino a qualche mese fa l’unico avvocato difensore di Julian Assange era Mark Stephens, della Finers Stephens Innocent, consulenti legali del Waddesdon Trust (famiglia Rothschild):

Vale la pena ricapitolare gli indizi che dovrebbero portarci a concludere che non sia quello che dice di essere.
Da quando Assange è diventato il responsabile unico di wikileaks, scacciando o agevolando l’uscita di chi non la pensava come lui, le “fughe di notizie” hanno rivelato che:
* le armi di distruzioni di massa in Iraq esistevano veramente (!!!);
* l’Iran è una potenza regionale destabilizzatrice e va fermata con le buone o con le cattive;
* Nicola Calipari è morto a causa della sua negligenza;
* il numero di vittime della guerra in Iraq corrisponde al dato fornito dall’amministrazione Bush-Cheney, è drasticamente inferiore rispetto alle stime di tutte le organizzazioni indipendenti e i responsabili del macello sono soprattutto gli iracheni stessi e non le forze di invasione;
* la condotta di Israele e di Tony Blair è impeccabile;
Una curiosa convergenza rispetto alle posizioni dei falchi della precedente amministrazione statunitense e dell’attuale governo israeliano.
La seconda razione di fughe di notizia ha rivelato che:
* gli Stati Uniti spiano i loro alleati e le Nazioni Unite (sorpresona!);
* L’Arabia Saudita e tutti i paesi suoi alleati nel Golfo si preoccupano dell’ascesa dell’Iran;
* Ahmadinejad è descritto come il “nuovo Hitler” e Hugo Chavez come un folle;
* l’Iran riceve missili dalla Corea del Nord;
* gli Stati Uniti temono che le armi nucleari pachistane finiscano nelle mani sbagliate;
* il governo russo fa affari con la mafia russa;
* Gheddafi è (era) mentalmente labile e potrebbe (avrebbe potuto) fare di tutto;
Guarda caso, i principali bersagli sono ancora una volta i maggiori avversari e critici degli Stati Uniti e di Israele che anche questa volta se la cava brillantemente, con nulla a suo carico.
D’altronde lo stesso Assange ha affermato in due occasioni che il bersaglio di Wikileaks sarebbero stati i regimi oppressivi asiatici, Russia e Cina in primis:

In cambio, tra le tante cose, non scopriamo nulla di più di quel che ci hanno già detto i migliori giornalisti d’inchiesta riguardo al coinvolgimento delle forze NATO nel narcotraffico afghano, agli omicidi eccellenti commissionati dal governo israeliano, né sul comportamento terroristico dei mercenari assoldati dalle multinazionali in Iraq, agli eventi di Fallujah.
A che gioco sta giocando Assange? Perché ha ammesso pubblicamente che gli Americani gli passano documenti scottanti? Perché dovrebbero aiutarlo se è così temuto e detestato?
Hillary Clinton ha subito usato le wikileaks per dimostrare che le preoccupazioni americane nei confronti dell’Iran sono fondate ed ampiamente condivise.
I commenti nei forum dei quotidiani britannici che ci preparano alla guerra con l’Iran, ossia alla Terza Guerra Mondiale, si sprecano:
È un incubo per gli anti-israeliani. Ora non possono dare la colpa ad Israele se l’America attaccherà l’Iran a causa delle pressioni saudite
WikiLeaks ha anticipato il giorno in cui gli USA agiranno finalmente per estirpare gli impianti nucleari dello stato del terrore iraniano. Chi ama la pace dovrebbe rallegrarsene e nominare Wiki per il premio Nobel per la pace
Allora non sono solo i “malvagi” israeliani che esortano a colpire l’Iran, ma più o meno tutti i paesi del Medio Oriente. E’ quasi troppo bello per essere vero. Non che non lo si sapesse prima, ma ora nessuno potrà negarlo”.
Così se ci sarà una guerra contro l’Iran potremmo per favore astenerci dal dire che è solo per il petrolio, visto che sono i produttori di petrolio che spingono per l’attacco all’Iran?
Sarà molto difficile per la gente condannare l’America quando vedono che ogni sceicco la implora di bombardare i loro ‘fratelli’

La vicenda di Gary McKinnon è molto istruttiva. Rischia di ricevere lo stesso trattamento penale di un terrorista, senza neppure essere un hacker di prima classe e senza aver neppure commesso una minuscola frazione di quel che ha fatto Assange ("un tentativo irresponsabile di destabilizzare la sicurezza globale", è come il Pentagono ha descritto le rivelazioni di wikileaks).
Però Assange è ricercato dall'interpol per non aver usato un profilattico, non per aver messo a repentaglio la sicurezza internazionale!
Curioso, no?