Visualizzazione post con etichetta attacco preventivo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta attacco preventivo. Mostra tutti i post

giovedì 12 gennaio 2012

Guardatevi dalle Idi di marzo - come prevedere la data d'inizio della Terza Guerra Mondiale




Le idi di marzo erano un giorno festivo dedicato al dio della guerra, Marte.
Wikipedia

INDOVINO: Guardati dalle Idi di marzo.
CESARE: Che uomo è quello?
BRUTO: Un indovino vi ingiunge di guardarvi dalle Idi di marzo.
William Shakespeare, “Giulio Cesare”

Le sanzioni economiche e finanziarie esaminate, lungi dall'essere un'alternativa a scosse, di cui altri sollevano del resto la minaccia, conducono ad esse per gradi. Gli embarghi, ivi estendendosi e indurendosi, si approssimano ai blocchi. Ma i blocchi, nel diritto internazionale, sono già degli atti di guerra. E per non parlare della guerra dell'ombra, di certo guidata da altri, che già miete le sue vittime. Decisamente, l'ostinazione della diplomazia francese a perseguire un cammino di conseguenze incalcolabili e a invischiarvi i suoi partner evoca la formula di Mark Twain: "Per colui che non ha che un martello, tutto prende la forma di chiodi".
François Nicoullaud, ex ambasciatore francese a Teheran – “Smettiamo di farci paura: la bomba iraniana non è per domani!”, Le Monde, 16-11-2011
L'articolo che segue è stato pubblicato pochi giorni fa su Le Monde. Rappresenta il punto di vista di François Nicoullaud. La traduzione è a cura di Davide Rocco.
citazioni dall’originale in francese (l’articolo è stato convenientemente rimosso dal sito di Le Monde):

In questa fase storica il mondo si avvia verso la terza guerra mondiale per una seria di ragioni, la principale delle quali è il controllo della popolazione mondiale, che sta cominciando a rendersi conto che è tempo di unirsi contro gli invasori:
Un’altra è la lotta intestina tra fazioni, con gli Stati Uniti nella parte del bullo indebolito che sta per raccogliere quel che ha seminato: il risentimento dell’intero pianeta. Diverse nazioni (in particolare Russia, Cina, India) stanno preparando l’abbandono del dollaro: hanno fatto man bassa di oro e sottoscritto accordi commerciali bilaterali che escludono il dollaro. Il Venezuela ha richiamato in patria le sue riserve auree.
I patetici, pionieristici, tentativi di Iraq e Libia di fare lo stesso (nel 2000 l’Iraq aveva deciso di vendere il suo petrolio in euro e l’Iran era pronto a seguirlo) sono finiti come sappiamo.
Asia Times – Aprile 2011
Traduzione italiana qui:
La Francia appoggiò l’iniziativa irachena e mandò avanti la PNB-Paribas:
E si guadagnò il rinnovato livore di Washington e di Hollywood:
L’India sta esaminando la possibilità di stringere accordi con l’Iran per aggirare l’embargo americano del petrolio iraniano, pagando in oro:
La Cina preferirebbe farlo usando lo yuan:
Giappone e Cina (terza e seconda economia globale) abbandonano il dollaro:
India e Giappone abbandonano il dollaro:
Cina e Russia abbandonano il dollaro:
Russia ed Iran abbandonano il dollaro su iniziativa russa (!!!):
“La Cina ha attaccato le sanzioni "unilaterali" all'Iran imposte dagli Stati Uniti con la firma di Barack Obama su una legge che mette nel mirino la Banca centrale di Teheran. "La Cina e' contraria a mettere una legge nazionale al di sopra del diritto internazionale e a imporre sanzioni unilaterali contro altri Paesi", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Hong Lei”.
La bolla cinese sta per esplodere a causa della crisi del mercato immobiliare e dei debiti contratti dai governi regionali, ma il governo cinese può cavarsela se riesce a scaricare la crisi sugli Stati Uniti, così come questi ultimi hanno fatto con l’Europa. È una questione di sopravvivenza: uno dei due giganti dovrà crollare e la Russia ha già scelto da che parte starà. Le sue navi sono in Siria, a rintuzzare l’offensiva occidentale.
La guerra inizierà quest’anno, perché Panetta ha dichiarato che entro la fine del 2012 l’Iran potrà sviluppare l’atomica e questo è uno scenario inaccettabile (è falso, le conclusioni degli ispettori dell’AIEA non fornito alcuna indicazione in tal senso - ma quel che importa è che è quel che vogliono far credere):
Qualche giorno fa si è però contraddetto:
e quasi certamente entro settembre, in quanto dopo l’estate sarà troppo tardi: gli Iraniani saranno riusciti a sparpagliare il loro programma atomico e il sito di Fordo, nel cuore delle montagne di Qom, pressoché inespugnabile, sarà a pieno regime:
Secondo gli analisti di Religare [http://www.religarecm.com/] c’è un 50% di possibilità che l’attacco israeliano avvenga all’inizio di febbraio, cioè entro un mese!
Il picco israeliano non coincide con quello americano che è invece spostato verso aprile-maggio (con un altro picco immediatamente prima delle elezioni presidenziali d’inizio novembre).
Perché a marzo?
Perché a marzo s’intersecano i picchi di opportunità di Israele e Stati Uniti (cf. grafico di religare), perché le elezioni parlamentari iraniane si tengono ad inizio marzo, così come le presidenziali russe (fase di transizione, disordini interni altamente probabili):
perché il Ministro per l'Energia dell'Iran, Mazhid Namizhu ha comunicato che il 20 marzo del 2012, grazie alla collaborazione russa, entrerà in funzione a pieno regime la prima centrale nucleare dell'Iran, a Busher:
Nello stesso giorno, che marca la fine dell’anno iraniano (il 21 marzo è il primo giorno dell’anno iraniano), sarà inaugurata la borsa dell’energia iraniana, un altro passo verso l’autodeterminazione:
Secondariamente, Assad ha promesso un referendum costituzionale per marzo, si sottoscrive il patto fiscale dell’eurozona, un passo ulteriore verso gli Stati Uniti d’Europa e la Grecia rischia il default. Per qualche ragione sembra che marzo 2012 debba essere un mese di svolte epocali.

Non siamo condannati a ripetere ogni volta gli stessi errori, ciclicamente, ineluttabilmente.
La guerra, questa guerra dalle conseguenze indescrivibili:
e che i meglio informati, nello stesso Israele, considerano una calamità ed un delirio:
non è inevitabile. Noi possiamo mobilitarci per bloccare il mondo, in modo che i potenti siano costretti ad interrompere le loro partite a scacchi a danno di tutti noi e della natura che ci circonda e del pianeta che ci ospita.
Possiamo forse prevenire anche un Secondo Olocausto:
http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/verso-un-secondo-olocausto.html

mercoledì 4 gennaio 2012

La prova che Israele è in mano ad una cricca di invasati antisemiti




Un’idea folle, la cosa più stupida che abbia mai sentito.
Meir Dagan, ex capo del Mossad, in merito all’ipotesi di un attacco all’Iran, 8 maggio 2011
L’Iran non rappresenta una minaccia per l’esistenza di Israele.
Ephraim Halevy, predecessore di Dagan, 4 Nov 2011
Probabilmente lo farei. Non m’illudo che [gli Iraniani] lo facciano [procedano con il programma nucleare] a causa di Israele. Si guardano attorno, vedono che l’India è una potenza nucleare, la Cina è una potenza nucleare, il Pachistan è una potenza nucleare, per non parlare dei Russi.
Risposta di Ehud Barak, Ministro della Difesa di Israele, a Charlie Rose (PBS), che gli aveva chiesto se non avrebbe voluto anche lui delle armi atomiche, se fosse stato un ministro del governo iraniano, 17 novembre 2011.
Un Iran dotato di bombe nucleari non costituisce necessariamente una minaccia esistenziale per Israele…L’espressione “minaccia per la nostra esistenza” è usata a sproposito.
Tamir Pardo, successore di Dagan, 29 dicembre 2011
Ne consegue che qualunque attacco preventivo all’Iran sarà il risultato del fanatismo e della megalomania autodistruttiva di politici decerebrati e forse persino psicopatici che rappresentano la peggiore minaccia all’incolumità degli ebrei di tutto il mondo dai tempi di Hitler.

sabato 24 dicembre 2011

Fukushima, a confronto, sarebbe una bagattella




Se scivoliamo in un conflitto con l’Iran, in un modo o nell’altro, le conseguenze saranno disastrose per noi, enormemente disastrose e, contemporaneamente, globali.
Zbigniew Brzezinski, 14 dicembre 2011

Il capo degli ispettori ONU Hans Blix ha dichiarato venerdì che le ispezioni non hanno portato alla luce nessun'arma di distruzione di massa e che le interviste con gli scienziati sono state utili, e ha sollevato dubbi sulle prove esibite dal segretario di Stato Colin Powell che indicavano che l'Iraq potrebbe aver ripulito i luoghi delle ispezioni prima dell'arrivo degli inviati ONU.
Associated Press, "Blix: no weapons of mass destruction", 14 febbraio 2003

Questa non è una nazione pronta ad entrare in guerra:
Specialmente una guerra che ha tutte le carte in regola per scatenare un effetto domino coinvolgendo un numero indeterminabile di altre nazioni, tra le quali delle potenze nucleari.  
Per come la vedo io, solo un idiota farebbe una cosa del genere, oppure una marionetta. Si tratta ora di capire se Barack H. Obama sia un savio, un idiota, o una marionetta. 
Per il momento il suo entourage ed i suoi alleati stanno facendo tutto il possibile per fargli fare una pessima figura.

Leon Panetta (Segretario della Difesa) ha dichiarato – non si sa bene sulla base di quale valutazione, visto che il più recente rapporto AIEA non corrobora questa sua posizione – che l’Iran avrà l’arma nucleare entro un anno (fine 2012) e che gli Stati Uniti non permetteranno che ciò avvenga:
Per chi non ha ancora capito quanto ipocrita, menzognera, stupefacentemente malvagia (e chiaramente suicida, per chi ha occhi per vedere) sia la condotta dell’Occidente riguardo a questa problematica:
Il generale Martin Dempsey, capo dello Stato Maggiore, che ha in precedenza espresso in più di un’occasione la sua fortissima riluttanza a coinvolgere la nazione in un conflitto con l’Iran, espandibile al mondo intero, ha comunque rassicurato l’amministrazione Obama sul fatto che l’esercito americano è pronto per l’attacco.
Forse in considerazione del fatto che i soli bombardamenti aerei non sarebbero in grado di bloccare il programma atomico iraniano, a partire dal 2010 Israele ha cominciato a posizionare su base permanente i suoi sottomarini nucleari al largo delle coste iraniana:
[N.B. Israele non solo ha armi nucleari ma voleva fornirle al Sudafrica dell’apartheid (soluzione finale del problema dei neri?)]:
Dimostrando grande previdenza, le guardie rivoluzionarie iraniane hanno già preparato le fosse per i caduti di una guerra che si annuncia molto poco chirurgica e sanguinosissima:
Forse, se l’opinione pubblica internazionale si rendesse conto di quel che rischiamo tutti, SCENDEREBBE NELLE STRADE E BLOCCHEREBBE OGNI ATTIVITA’ PRODUTTIVA COME FORMA DI AUTODIFESA NONVIOLENTA.
Esaminiamo dunque queste conseguenze:
Innanzitutto i milioni di civili iraniani (e le decine di migliaia di lavoratori e residenti stranieri, incluse le centinaia di Italiani) che vivono nelle metropoli prossime ai siti nucleari e i siti patrimonio dell’umanità, che sarebbero spazzati via o resi inaccessibili per un numero incalcolabile di anni (il tempo di dimezzamento dell’uranio 235 è di 700 milioni di anni e quello dell’uranio 238 è di 4,5 miliardi di anni!). Nessuno ha mai bombardato un sito nucleare operativo. Il Pentagono ha calcolato che l’effetto di UN SINGOLO ATTACCO atomico sarebbe la morte di 3 milioni di persone nelle prime 2 settimane e la contaminazione radioattiva di un’area che includerebbe il Pachistan e l’India, ossia centinaia di milioni di persone (!!). 35 milioni di persone sarebbero ad altissimo rischio di sviluppare un tumore. Se nei pressi ci fossero magazzini di agenti chimici e biologici anch’essi si diffonderebbero nell’aria. I siti nucleari più in profondità resterebbero intatti!
E questo senza contare le conseguenze dell’esplosione di un reattore, che produrrebbe un inquinamento radioattivo della durata di 700 MILIONI DI ANNI che renderebbe istantaneamente inaccessibile la metà delle riserve petrolifere del mondo.
Nel marzo del 2003 le particelle radioattive delle armi all’uranio impoverito usate da Stati Uniti, Regno Uniti ed Australia raggiunsero l’Inghilterra in 9 giorni, attraversando i cieli di Turchia, Ucraina, Austria, Polonia, Germania, Svezia e Danimarca, per poi toccare anche Norvegia, Finlandia e l’Artico:
Dal 2008 l’Arabia Saudita si prepara agli effetti di una pioggia di scorie radioattive (nuclear fallout)

Il solito Zbigniew Brzezinski, alla fine degli anni Novanta, ci spiegava che queste operazioni non servono a sanare l’economia americana ma esclusivamente per dare corso alle strategie imperiali americane e che solo un qualche tipo di Pearl Harbor consentirebbe di occupare militarmente l’Asia Centrale, il centro geostrategico del globo (l’11 settembre è arrivato circa 4 anni dopo la pubblicazione del libro):
Riferendosi alle nazioni centrasiatiche, Brzezinski usava volutamente termini come: “vassalli”, “tributari” e “barbari”. Tuttavia era ed è rimasto contrario alle guerre, che considera troppo dispendiose rispetto ai benefici che possono apportare, e quindi suggeriva di optare per la soluzione dell’insorgenza anti-governativa (cambio di regime). Brzezinski è rimasto coerentemente all’opposizione durante le campagne asiatiche del dopo-11 settembre ed è ostinatamente contrario alla guerra in Iran, che reputa una catastrofe per gli Stati Uniti e per il mondo:
Se lo dice lui – che rimane comunque un imperialista – c’è da credergli.
Ma forse l’hybris è la condanna di tutti gli imperi.
L’Impero Romano, in declino, fu spinto nell’abisso da uno stato di guerra semi-permanente e da un’incessante lotta intestina tra fazioni parassitarie.
L’Impero anglo-americano, con i suoi satelliti dell’Europa continentale, Israele e l’Arabia Saudita, stanno attraversando un’analoga fase di disfacimento. L’Afghanistan non è pacificato, la Libia è attraversata da tensioni pronte ad esplodere in qualunque momento, l’Iraq ha scelto di mantenere le distanze dai liberatori, il Pachistan minaccia di abbattere i droni americani e interrompe le vie di rifornimento per l’Afghanistan, la Siria, a differenza della Libia, non è precipitata nel baratro della guerra civile fomentata dai soliti noti e le navi da guerra russe nel porto siriano di Tartus sono un fortissimo deterrente contro ogni azione bellica, l’Iran si sta rivelando un osso durissimo, Venezuela e Cuba tengono botta senza troppi problemi. Ad aggravare questa situazione c’è un declino economico sempre più marcato, decine di milioni di cittadini che dipendono dalle tessere annonarie (food stamps) e milioni di altri che non lo fanno solo per non dover ammettere con se stessi di essere alla frutta. E poi ci sono i movimenti di protesta di Occupy Wall Street (sinistra) e del Tea Party (destra).
In tali frangenti, una persona ragionevole non andrebbe in giro a fare il bullo ma cercherebbe di siglare accordi e di addivenire a compromessi. Invece gli Stati Uniti, intossicati dalla brama di potere, collocano missili dalla Spagna all’Europa dell’Est, da Darwin (Australia) alla Turchia. Fanno la voce grossa con la Russia e con la Cina:
Cosa li spinge lungo questa pericolosissima ed autolesionistica china che sembra scimmiottare la parodistica megalomania di "Numero 1", il capo della Spectre? Davvero credono che l’uso di testate nucleari tattiche (ciascuna molto più potente delle bombe atomiche sganciate sul Giappone) per neutralizzare i siti iraniani non avrebbe conseguenze significative per i civili iraniani e per l’intero globo? Non hanno imparato nulla dal disastro di Fukushima? Sono convinti che l’umanità si berrà la fandonia della missione di pace condotta con bombardamenti atomici e continuerà a pensare che la NATO incarni il Bene e le sue vittime siano in realtà degli aggressori? Prevedono di poter gestire un conflitto che presto ingolferà un’area che va dal Mediterraneo Orientale all’India ed alla Cina occidentale, includendo una potenza nucleare come il Pachistan?
Eppure è quello che stanno progettando da anni:
Si chiama Conplan 8022-02 (Concept Plan – ma “con” in inglese è il truffatore; “to con” significa raggirare) e comprende due differenti scenari: “Il primo è la risposta a una specifica e imminente minaccia nucleare, vedi Corea del Nord. Una reazione veloce, un attacco perfettamente preparato che combinerebbe bombardamento di precisione, guerra elettronica e attacchi cibernetici per mettere fuori uso la risposta nord-coreana, e dei commandos che operano in profondità nel territorio nemico, anche per impossessarsi degli apparati nucleari. Il secondo scenario comprende un attacco più generico contro un'infrastruttura di armi di distruzione di massa dell’avversario. Supponendo, per esempio, che l’Iran annunci che è in preparazione un programma urgente per costruire un’arma nucleare, un attacco pluridimensionale di bombardieri e l'impiego della guerra elettronica, cercherebbe di distruggere il programma dell’Iran, mentre forze speciali sarebbero spiegate per neutralizzare e isolare le attrezzature sottoterra. Impiegando tutti gli espedienti dell’arsenale USA per immobilizzare un paese nemico, (come chiudere l’elettricità, disturbare e creare interferenze sui radar e le comunicazioni, penetrare nelle reti dei calcolatori e confondere i comandi elettronici, etc.) l’attacco globale amplifica l’impatto dei bombardamenti eliminando la necessità di distruggere fisicamente gli obiettivi che sono stati neutralizzati in altra maniera. La ragione per cui è stata incluso l'utilizzo di un’arma nucleare come opzione del CONPLAN8022 (una bomba costruita in modo da penetrare nel terreno per distruggere attrezzature sepolte in profondità, ove esistano), è particolarmente sconcertante. Il Piano di Attacco Globale mantiene l’opzione nucleare come riserva dove l’Intelligence indichi un imminente attacco nucleare nemico sugli Stati Uniti, o dove ci fosse bisogno di distruggere un obiettivo difficile da raggiungere
Sappiamo che quasi certamente questo è il piano che hanno in mente:
A mio parere, l’esito più probabile di questa strafottenza sarà la distruzione degli Stati Uniti e di Israele. Hanno avuto diverse chance di intraprendere la strada della pace e della collaborazione con le altre nazioni, ma hanno scelto di usare il terrorismo e l’umanitarismo per proseguire le loro strategie imperiali. La crisi socio-economica in cui versano gli Stati Uniti è talmente grave che i disordini interni, sempre più drammatici, non si faranno attendere. Inoltre, quando il bullo è debole le sue vittime sono subito pronte a coalizzarsi per pestarlo. Non finirà bene per gli Americani e per gli Israeliani e mi dispiace moltissimo per quei milioni di loro  onesti, sensibili e compassionevoli che hanno fatto quel che potevano per salvare i loro rispettivi paesi da questa funesta deriva. Si meritavano di meglio e invece il gorgo li risucchierà, assieme agli idioti ed alle marionette.
A meno che non si riesca a interrompere la guerra con scioperi di massa, globali, dimostrando che siamo un’unica specie, solidale e determinata a sopravvivere

domenica 11 dicembre 2011

Mai sottovalutare l'Iran - La tragica sorte dei kamikaze israeliani



Questo è il drone stealth modello RQ-170 Sentinel, modellato sul progetto del bombardiere stealth B-2.


Questo è l’Horten 229, aereo sperimentale nazista mai entrato in servizio.

Ci sono due possibilità in merito alla vicenda del drone americano catturato dagli Iraniani e solo una è plausibile. La prima, implausibile, è che il drone sia precipitato per conto suo, a causa di un malfunzionamento. In alternativa, è stato intercettato e catturato dagli Iraniani. In questo secondo caso gli Iraniani sono muniti di tecnologie di altissimo livello, all’altezza di quelle americane, ed ora hanno accesso alla tecnologia supersegreta contenuta nel drone. Nel primo caso significherebbe che la tecnologia americana non è poi così affidabile e in ogni caso sarà presto nota agli Iraniani. In entrambi i casi quel che è accaduto è una grave ed imbarazzante defaillance per gli Americani ed un terribile monito per un governo israeliano che fosse formato da politici responsabili.
Il fatto che il drone sia virtualmente intatto sembra escludere la possibilità che sia caduto. Ne consegue che gli Iraniani sono capaci di interrompere i comandi di controllo satellitare per poterlo dirottare e farlo atterrare quasi in sicurezza in un’area priva di campi di atterraggio. Un vero capolavoro. Ed ora i loro ingegneri elettronici hanno la possibilità di esaminare l’equipaggiamento ed il sistema di comunicazione e controllo.
Com’è possibile che gli Iraniani siano stati in grado di individuare un velivolo che non dovrebbe praticamente lasciare alcuna traccia sui radar? C’è chi punta il dito sulla prontezza con la quale gli Israeliani hanno venduto ai Russi le stesse tecnologie che hanno procurato agli Stati Uniti.
Quindi è ipotizzabile che Russi e Cinesi possano aver approntato un eccellente sistema di difesa per gli Iraniani, anche per poter arrestare l’espansione del colonialismo americano nell’Asia Centrale.

Intanto Netanyahu ha fatto capire che finché l’Iran resta una minaccia per Israele, sponsorizzando Hezbollah in Libano e Hamas a Gaza, non ci sarà la pace in Medio Oriente. Perciò, orwellianamente, l’unica via per la pace è la guerra. Avner Cohen ("A New Nuclear Reaction", Haaretz, Nov 21, 2011), ricorda che il bombardamento del reattore nucleare iracheno di Osirak nel giugno del 1981 ha significato l’inaugurazione di una dottrina israeliana che comporta l’accettazione del coinvolgimento in un conflitto esteso pur di impedire che potenze mediorientali ostili ad Israele si dotino di armi atomiche, prospettando un Secondo Olocausto, questa volta nucleare. Anche al tempo di Osirak l’intelligence israeliana aveva sconsigliato quell’attacco e una parte del governo – incluso il ministro  della Difesa – era ferocemente contraria ad un’azione che giudicavano sconsiderata. Begin lo ordinò ugualmente. Quel che si è appreso successivamente è che l’attacco spinse Saddam Hussein ad intraprendere sul serio un programma di armamento nucleare, che si concretizzò entro 3 mesi, con la prima produzione di uranio arricchito invece che di plutonio. Dunque la vittoria israeliana fu una vittoria di Pirro che arrecò più svantaggi che benefici, ma ora serve da modello per quel che intendono fare gli Israeliani nel 2012.

Gli Stati Uniti hanno già elaborato i possibili scenari conseguenti ad un attacco all’Iran della durata di tre giorni e sono sempre più riluttanti a farsi coinvolgere da Israele, che al contrario è sempre più aggressivo. I vari Segretari alla Difesa statunitensi ce l’hanno messa tutta a farsi promettere da Netanyahu che non ci sarà un attacco israeliano senza che gli Stati Uniti siano preavvertiti, fallendo. Israele ha testato i missili Jericho III che possono essere lanciati dai sottomarini ed ha effettuato delle esercitazioni aeree congiunte con le forze aeree italiane sopra la Sardegna, con un raggio di 800 km e, prima ancora, fino a Gibilterra. La cyber-guerriglia israeliana non sarebbe intesa a bloccare il programma nucleare iraniano, ma a neutralizzare le difese antiaeree e la rete elettrica dell’Iran (Eli Lake, "Israel's Secret Iran Attack Plan: Electronic Warfare," The Daily Beast, Nov, 16, 2011).  

Come si svolgerebbe l’attacco israeliano?
Come nel 1981, meno di un centinaio di aerei attraverserebbero lo spazio aereo turco e non potrebbero tornare sulla stessa rotta, perché la Turchia non lo permetterebbe. Dunque dovrebbero rientrare attraversare Iraq e Giordania, confidando nel fatto che non reagiranno (il che non è scontato). Il passaggio nei cieli siriani sarebbe immediatamente segnalato agli Iraniani, che non sarebbero quindi colti di sorpresa. La carenza di rifornimento aereo in volo condannerebbe molti aerei ritornanti. Diversamente da Iraq 1981 e Siria 2007, i siti iraniani sono numerosi, sotterranei, fortificati e ben protetti da missili antiaerei: servirebbero centinaia di missioni per intaccare il programma atomico – che sarebbe comunque solo ritardato. Un’operazione di rara complessità che gli Israeliani non hanno mai incontrato prima e che molto probabilmente sottovalutano drammaticamente.

Come reagirebbe l’Iran?
Israele ha perso la guerra del 2006 contro Hezbollah in Libano, grazie a missili teleguidati relativamente economici di fabbricazione russa ed iraniana che hanno rivelato la vulnerabilità dei carri armati Merkava, degli aerei prodotti negli Stati Uniti e delle navi israeliane, pur protette da sofisticati sistemi di difesa. Se Israele ha scelto di non insistere in Libano è perché si è reso conto che la cosa si stava risolvendo in un disastro. Dopo 5 anni non è detto che Israele abbia colmato il gap tecnologico. Anzi, questo potrebbe essersi persino ampliato. Sono passati 5 anni e l'Iran ha continuamente migliorato il proprio apparato bellico, cosciente com'è della forza che potrebbe trovarsi a fronteggiare. Un attacco all’Iran scatenerebbe la reazione di Hezbollah, che farebbe arrivare una pioggia di missili scud sui centri abitati israeliani. Lo stesso potrebbe fare la Siria (che è ufficialmente ancora in guerra con Israele). Israele riuscirebbe a intercettarne solo una piccola parte.

Cosa farebbero gli Stati Uniti?
Due tra i più alti ufficiali dell’esercito americano, il generale Martin Dempsey, capo di stato maggiore delle forze armate americane e il generale James Mattis, comandante dello United States Central Command (che sovrintende al teatro medio-orientale e dell’Asia Centrale), hanno chiesto ad Obama di dissuadere Israele dal compiere quella che considerano una follia. Obama ha risposto che Israele è una nazione sovrana.
Ciò espone alle rappresaglie iraniane tutte le basi americane dell’area, assieme alla quinta ed alla sesta flotta. Panetta ha rampognato Netanyahu, dicendogli che il suo dovere è quello di sedersi al tavolo delle trattative con i Palestinesi e che un alleato deve mostrare senso di responsabilità, non comportarsi come un caporione. Non è stato ascoltato.

Sono sempre più convinto che Israele si stia avviando verso un Secondo Olocausto, nella convinzione che solo così potrà prevenirlo (tragiche ironie della storia):

FONTI:

giovedì 8 dicembre 2011

Full Spectrum Destruction - L'Impero colpisce ancora (e per l'ultima volta)




For a New World Order to live well


Questo rapporto è ispirato dalla convinzione che l'America dovrebbe cercare di preservare ed estendere la sua posizione di leadership globale mantenendo la superiorità delle forze armate USA ["This report proceeds from the belief that America should seek to preserve and extend its position of global leadership by maintaining the preeminence of U.S. military forces"].
Il processo di trasformazione [delle forze armate], anche se porterà a dei cambiamenti rivoluzionari, sarà probabilmente lungo, a meno che non si verifichi un evento catastrofico e catalizzante - come una nuova Pearl Harbor. ["The process of transformation, even if it brings revolutionary change, is likely to be a long one, absent some catastrophic and catalyzing event – like a new Pearl Harbor"].
Da: "Ricostruire le difese dell'America: strategie, forze, e risorse per un nuovo secolo", Progetto per un Nuovo Secolo Americano, Settembre 2000.
http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_per_un_nuovo_secolo_americano

Con Full-spectrum dominance (dominio dell'intero spettro) si intende un concetto militare delle forze armate statunitensi alla base della teoria cui la vera superiorità militare, quindi la vittoria in battaglia, può essere raggiunta solo se l'intero strumento militare ottiene il controllo generale e simultaneo di tutto lo spettro del campo di battaglia, cioè in aggiunta ai tre classici livelli del Land warfare (terra), Sea warfare (mare) e del Air warfare (cielo) consegue il contemporaneo controllo dello spazio extratmosferico, dello spettro elettromagnetico attraverso l'Electronic warfare, e il Cyberwarfare, attraverso l'informazione. Per conseguire tale livello di controllo, secondo tale dottrina, è necessario un appropriato utilizzo delle risorse, dei mezzi e lo sviluppo di nuove tecnologia da utilizzare in combattimento, in modo da mantenere sempre una superiorità tecnologia sull'avversario. Il conseguimento di tale controllo impedendo al nemico di poter disporre liberamente dello spazio di battaglia in quanto vincolato, ne degrada notevolmente le capacità di combattimento, quindi ne riduce le possibilità capacità operative e di conseguire obiettivi strategici utili.
Wikipedia

Probabilmente lo farei. Non m’illudo che [gli Iraniani] lo facciano [procedano con il programma nucleare] a causa di Israele. Si guardano attorno, vedono che l’India è una potenza nucleare, la Cina è una potenza nucleare, il Pachistan è una potenza nucleare, per non parlare dei Russi.
Risposta di Ehud Barak, Ministro della Difesa di Israele, a Charlie Rose (PBS), che gli aveva chiesto se non avrebbe voluto anche lui delle armi atomiche, se fosse stato un ministro del governo iraniano (17 novembre 2011).

Un’idea folle, la cosa più stupida che abbia mai sentito.
Meir Dagan, ex capo del Mossad, sull’ipotesi di un attacco all’Iran

Bill Clinton è stato crocifisso per le bugie dette nella sua storia boccaccesca. Bush e Blair, per la guerra costruita su prove falsificate, no. Nessuno ne parla più. […] Hanno vinto la guerra, ma se l’avessero persa, loro, i loro consiglieri e gli affaristi che li spingevano, sarebbero davanti a una Corte penale internazionale.
Gustavo Zagrebelsky, “La felicità della democrazia: un dialogo”, 2011

Durante il periodo nasceranno dei conflitti. Aspettateveli vicino allo stretto di Davis nei tentativi che ci saranno di tenere aperta la linea vitale verso un paese. Aspettateveli in Libia e in Egitto, ad Ankara e in Siria, negli stretti intorno a quelle zone sopra l’Australia, nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico.
Edgar Cayce, Lettura 2550-1 del 28 aprile 1941.

Nel 2000 il Progetto per un Nuovo Secolo Americano (Project for the New American Century) pubblicò il summenzionato rapporto, in cui si raccomandava agli Stati Uniti di aumentare di quasi un punto percentuale le spese militari per la “Difesa” (gli eufemismi e la mimesi linguistica sono il sale della propaganda), fino a sfiorare il 4% del PIL. Bush e Obama hanno fatto anche meglio: ora le spese militari sono al 4,7%, in barba alla crisi.

C’è chi crede che alla fine la guerra non si farà, perché ritiene che il governo israeliano non sia in mano ad una banda di imbecilli in preda alla frenesia nazionalista e bellica:
Io invece credo che il governo (regime?) israeliano sia almeno, se non più intossicato dal potere del regime (governo?) iraniano; credo anche che Stati Uniti e Regno Unito siano intenzionati ad andare fino in fondo, per coprire la Grande Truffa Finanziaria ordita ai danni dei cittadini comuni, infischiandosene della contrarietà dei cittadini:
La loro determinazione è segnalata dal Telegraph e dal Guardian: 
Il governo inglese è ufficialmente pronto a seguire gli Americani in un attacco preventivo all’Iran, otto anni dopo l’infamia dell’Iraq (centinaia di migliaia di morti, milioni di profughi): l’ennesima guerra illegale. 
Il filo-americano Yukiya Amano, nuovo direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha annunciato: “Ora che dispongo di queste informazioni, devo mettere in guardia il mondo. È il mio dovere in quanto Direttore generale”.
Il suo dovere, in quanto Direttore generale, dovrebbe essere quello di non mentire. Il rapporto dell’AIEA indica che tutto l’uranio iraniano è sotto controllo [“continues to verify the non-diversion of declared nuclear material”] e che non ci sono novità sostanziali [“I wonder why this same stuff is now considered ‘new information’ by the same reporters”]
Da Limes (11 novembre 2011): “sono in molti a reputare che l’agenda dell’Aiea si sia spostata da una posizione prettamente scientifica e tecnologica verso una direzione più politicizzata e filoccidentale, perdendo l’approccio cauto e misurato che caratterizzava la gestione El Baradei. Pesa inoltre il ricordo di quando, in prospettiva dell’inizio delle ostilità irachene, l’amministrazione statunitense mentì volontariamente alla comunità internazionale sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Al contempo le cancellerie e gli esperti sono consapevoli del fatto che l'Aiea non abbia mezzi indipendenti per comprovare le informazioni, e soprattutto le disinformazioni, che riceve dalle nazioni consociate. El Baradei non ne faceva segreto e “vagliava” molto attentamente le rivelazioni altamente politicizzate sul dossier nucleare iraniano. […]. Scremato delle faziosità di parte e dato il giusto peso al fatto che lo stesso recente rapporto dell’Aiea ha riconosciuto che "la capacità dell'agenzia di comprendere le attività in Iran dopo la fine del 2003 è ridotta a causa delle informazioni limitate di cui dispone", si può dire che esso sia in realtà molto in linea con la National intelligence estimate (Nie) del novembre 2007, che affermava che Teheran aveva interrotto il suo programma nucleare militare nel 2003:
Sei ambasciatori europei e James R. Clapper Jr., Direttore della National Intelligente statunitense, giudicano illegittimo il ricorso alla forza contro l’Iran:
Diversi alti ufficiali e ministri israeliani pensano che una guerra con L’Iran sarebbe un errore terribile:
Anche il Segretario alla Difesa USA, Leon Panetta, ha cercato di scoraggiare Israele:
L’Iran non ha attaccato nessuna nazione in 200 anni, Stati Uniti e Israele, assieme, hanno attaccato una decina di nazioni e aree in un decennio: una media strabiliante!
*****
Nonostante tutto questo, i preparativi per la guerra proseguono. Israele ha già bombardato un sito nucleare iracheno nel 1981 ed uno siriano nel 2007. Potrebbe provarci una terza volta, con esiti ben diversi:
Negli ultimi mesi, a parte la cyber guerriglia, sono morti dei tecnici nucleari russi provenienti dall’Iran (giugno 2011), uno scienziato nucleare iraniano è stato assassinato (luglio 2011), un deposito di missili nei pressi di Teheran è saltato in aria (12 novembre 2011), un generale è stato assassinato (13 novembre 2011) e si è verificata un’esplosione in un impianto nucleare a Isfahan (28 novembre 2011). Pochi giorni fa (5 dicembre) un drone americano che perlustrava il territorio iraniano confinante con l’Afghanistan è stato abbattuto nei cieli iraniani. I media statunitensi riportano la notizia che un’anonima fonte militare iraniana ha dichiarato che la risposta militare iraniana potrà colpire anche al di fuori del territorio iraniano:
La mia interpretazione della notizia: false flag in arrivo, ossia finto attacco terroristico iraniano orchestrato da CIA e/o Mossad per giustificare l’ennesima “guerra che porrà fine a tutte le guerre”.
I precedenti sono numerosi:
Il bombardamento di menzogne o mezze verità della macchina propagandistica NATO si protrae da molto tempo:
Intanto Shaul Mofaz, ex ministro della difesa israeliano ha cominciato ad insinuare nell’immaginario collettivo l’idea di una Siria ferita che, dibattendosi, cerca di dare un colpo di coda attaccando Israele per distrarre l’attenzione dai disordini interni. Una colossale scempiaggine che Mofaz ha il coraggio di definire “ragionevole ipotesi”:
Altro potenziale operazioni sotto falsa bandiera (false flag) per consentire una guerra mediorientale contro Siria ed Iran.
[False Flag = operatività sotto falsa bandiera - qui altri esempi storicamente documentati: http://it.wikipedia.org/wiki/False_flag].
Malauguratamente per loro e per i sudditi dell’Impero, il progetto israelo-americano di una Full Spectrum Dominance (Dominio a Raggio Totale) e rimodellamento della geopolitica internazionale e della società globale in un Nuovo Ordine Mondiale che ristabilisca l’ordine dopo il Grande Caos è suicida e può solo condurre ad una Full Spectrum Destruction. Perché ne sono così convinto?
Guardate l’ultima guerra in Libano, che si è conclusa con una cocente sconfitta per l’esercito israeliano. O la Libia e la misera figura che ha fatto la più poderosa macchina di guerra contemporanea: truppe speciali a terra fin dai primi giorni, supporto aeronavale, generosi contributi-spese degli sceicchi, afflusso di centinaia, forse migliaia di guerriglieri islamici anti-Gheddafiani da Iraq e Afghanistan (quelli stessi che in teoria combattono contro la NATO)
Il fatto è che l’Iran non è una potenza di secondo ordine, è una tigre che sa da molto tempo che qualcuno sta cercando di farle la pelle. I cacciatori non dovrebbero mai sottovalutare le risorse di una tigre in lotta per la sopravvivenza. Ora, poiché Israele e la Nato non sono nelle condizioni di potersi permettere una rappresaglia iraniana troppo poderosa, è immaginabile che l’attacco preventivo sarà massiccio e non potrà riguardare unicamente le strutture nucleari, dovrà anche annichilire la potenza di fuoco iraniana, ma l’opinione pubblica occidentale non sarà disposta ad accettare una tale espansione ipertrofica degli obiettivi militari.
Perciò i tempi si accorciano, la pressione monta, il numero di alternative si restringe, l’opinione pubblica internazionale si risveglia dal torpore della propaganda. La guerra diventa un appuntamento improcrastinabile che richiede un impegno totale, nell’ambito militare come in quello delle pubbliche relazioni, perché l’uno non può essere disgiunto dall’altro. Quale migliore opportunità di un attacco terroristico iraniano, magari una bomba sporca? Naturalmente l’Iran non farebbe mai una cosa del genere: sarebbe come un topo che si getta tra le fauci di un gatto affamato giusto per scomodarlo. Credere che la dirigenza iraniana sia così stolida denota ignoranza e razzismo.
Io mi sono fatto quest’idea: l’attentato sarà falso – cf. Operazione Northwoods, il Lusitania, l’incidente del Tonchino, l’incendio del Reichstag, ecc. –, ma con materiale atomico che serva da pistola fumante e casus belli. Americani e/o Israeliani pronti ad uccidere migliaia dei loro connazionali perché convinti che il gioco valga la candela…Chi esclude questa possibilità dovrebbe scendere dall’empireo degli innocentismi angelici e prendere contatto con la realtà della dimensione umana, fatta di intrighi, di utilitarismo, di disprezzo per la vita e la dignità umana e di psicopatia
Il problema è che qualunque operazione bellica causerà una reazione il più possibile non-convenzionale, in un’escalation di violenza e barbarie virtualmente senza limiti, un salto di “qualità” rispetto alla già disastrosamente atroce Seconda Guerra Mondiale ed all’imperativo veterotestamentario dell’occhio per occhio. Davvero gli Americani pensano di poter proteggere contemporaneamente le loro flotte nel Mediterraneo e nell’Atlantico, i contingenti in Afghanistan e il continente europeo con un esercito di volontari, in un teatro di guerra segnato dallo scetticismo o aperta ostilità dei civili che sospettano un gigantesco complotto, in un contesto storico di catastrofica crisi socio-economica, che sarà aggravata dai costi di una guerra che si protrae dal 2001 e che sfocerà in un conflitto su scala planetaria?
I Russi si stanno preparando: “Per la Russia, un intervento occidentale in Siria è assolutamente da escludere. L'unica base navale russa nel Mediterraneo Orientale è nel porto (siriano) di Tartus. Non è un caso che la Russia abbia installato il suo sistema di difesa aereo S-300 proprio a Tartus. L'aggiornamento al sistema S-400, ancora più sofisticato, è imminente”. E la Cina non potrà restarne fuori: “E non è neppure un segreto per il BRICS che la strategia di "riposizionamento" del Pentagono implica un tentativo non dissimulato di imporre, a lungo termine, una "rifiuto di transito" al trasporto marittimo cinese e all'espansione in mare aperto dell'armata della Cina. Il riposizionamento attuale attraverso l'Africa e specialmente l'Asia concerne i colli di bottiglia. Non è sorprendente che i passaggi cruciali del pianeta siano il tema chiave della sicurezza nazionale cinese, per quanto riguarda le sue forniture di petrolio. Lo Stretto di Hormuz è la strozzatura fondamentale del petrolio (circa 16 milioni di barili giornalieri, il 17 per cento del petrolio commercializzato in tutto il mondo, più del 75 per cento di quello esportato in Asia). Lo Stretto di Malacca è il collegamento cruciale tra l'Oceano indiano, il Mare Cinese Meridionale e il Pacifico, la rotta marittima più breve tra il Golfo Persico e l’Asia, con un flusso di circa 14 milioni di barili giornalieri. E Bab el-Mandab, tra il Corno dell'Africa e il Medio Oriente, è il collegamento strategico tra il Mediterraneo e l'Oceano indiano, con un flusso di 4 milioni di barili al giorno. Il consigliere della sicurezza nazionale del governo Obama, Thomas Donilon, sta reiterando insistentemente che gli Stati Uniti devono "riequilibrare" il suo assetto strategico, dal Mezzo Oriente all'Asia. Questo spiega molto bene l'invio dei marines a Darwin nel nord dell'Australia, un’iniziativa che ho analizzato in un precedente articolo. Darwin è nei pressi di un altro collo di bottiglia, Jolo/Sulu nel sud-ovest delle Filippine.
Tradotto qui
A sostegno delle affermazioni di Pepe Escobar contenute nell’articolo di Al Jazeera, si può rilevare che il Mar Cinese Meridionale è un’area al quarto posto per le riserve petrolifere del mondo. Fa gola a molti: Cina, Taiwan, Stati Uniti, Malesia, Filippine, Brunei e Vietnam vogliono la loro parte e ammassano armamenti e soldati in previsione di una disputa internazionale: