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giovedì 26 gennaio 2012

Two feet of snow in Seattle



I meteorologi di Seattle avevano previsto due piedi di neve (60 cm) e la metropoli era impanicata, perché sarebbe stato un evento senza precedenti. In realtà ne è arriva molta di meno. Qualcuno ha, giustamente, ironizzato.

martedì 13 dicembre 2011

Dal riscaldamento globale al raffreddamento globale



HadCrut è un database di temperature mondiali compilato dall'Ufficio Meteorologico Britannico (MET) e dall’Università di East Anglia, forse la più attiva al mondo nel sostenere la tesi del riscaldamento globale causato dalle attività umane. Ora proprio i suoi dati rivelano che, in contrasto con i suoi modelli e a dispetto della crisi economica globale (che ha ridimensionato l’impatto delle attività umane), il CO2 cresce ma le temperature scendono. Ormai non basterà manipolare certi dati ed ometterne altri: 
la diga della loro residua credibilità sta per cedere, la battaglia per la verità scientifica è quasi vinta.


giovedì 1 dicembre 2011

10 miti da sfatare sul riscaldamento globale - l'imminente glaciazione


Mundus vult decipi, ergo decipiatur
"Il mondo vuole essere ingannato, che lo si inganni, dunque".
Petronio


I climatologi annunciano che il cambiamento del clima dovuto all’effetto serra e all’alterazione delle correnti oceaniche potrebbe modificare il futuro del nostro pianeta. Paradossalmente, il riscaldamento globale causerebbe in alcune regioni bruschi cali delle temperature. Per il nostro pianeta non è la prima volta che si verifica un fenomeno di questo tipo. Esso, infatti, è ciclicamente soggetto a questo tipo di bruschi mutamenti. È invece una novità per noi esseri umani del XXI secolo, di passaggio su questo pianeta e quindi inermi spettatori di questa possibile svolta epocale

Qui il rapporto commissionato dal Pentagono (usato, poi, dalla stampa internazionale contro il negazionista George W. Bush) e commentato da Sylos Labini:
in italiano:

I miti possono essere benigni, quando gli archetipi in essi innestati sono emancipatori, edificanti, didattici. Oppure possono essere maligni, quando gli archetipi sono infantilizzanti e manipolatori e quando servono a dissimulare le vere cause del singolare comportamento delle élite, così intente ad arraffare tutto il possibile, come se arrivasse l'inverno ed occorresse immagazzinare quante più risorse sia possibile (in realtà, come vedremo, è proprio così: una glaciazione è imminente)
La destra si soggioga con la paura e la rabbia, la sinistra con il senso di colpa e la solidarietà compulsiva. Il mito del riscaldamento globale causato unicamente dalle attività umane è maligno ed efficace, perché fa leva sulle debolezze della destra e della sinistra: la paura del disastro, la colpevolizzazione dell’intera specie umana.
È necessario sfatarlo se vogliamo liberare le coscienze di chi non vorrebbe essere ingannato ma non è nelle condizioni di potersi informare adeguatamente.
La tesi che difendo è che il riscaldamento globale è un fatto; che la responsabilità umana è reale, ma marginale rispetto ad altri fattori (ha accentuato ed accelerato processi che erano già in corso e che sono irreversibili),
che si tratta di un fenomeno ciclico che si è ripetuto e si ripeterà innumerevoli volte, prima e dopo la parabola della nostra civiltà e che prelude alla fine della fase interglaciale, ossia ad una nuova glaciazione.
Sostengo inoltre che la decisione di incolpare l’umanità sia stata presa deliberatamente per favorire un ulteriore accentramento del potere su scala globale, sfruttando appunto la paura e il senso di colpa (leggi: Al Gore è un criminale):
Sospetto che l’intera cosa sia dovuta ad interazioni magneto-gravitazionali interne al Sistema Solare:

MITO NUMERO 1
Gli scettici riguardo alla causazione umana del riscaldamento globale sono mediamente ignoranti.
FATTI: È semmai vero il contrario: gli scettici sono in media i più informati!

MITO NUMERO 2
Il riscaldamento globale è un fenomeno unicamente terrestre
FATTI: il riscaldamento globale sta avvenendo simultaneamente su altri pianeti del sistema solare (non colonizzati dall’umanità)
"PLUTONE is undergoing global warming, researchers find"
"MIT researcher finds evidence of global warming on Neptune's largest moon [TRITONE]"
"MARTE Melt Hints at Solar, Not Human, Cause for Warming, Scientist Says"
"Odyssey Studies Changing Weather And Climate On MARTE"
"Prediction of a global climate change on GIOVE"
"Di recente è stato osservato che tutti i pianeti del sistema solare starebbero subendo un aumento della temperatura[56]. I telescopi spaziali attraverso i sensori termici constatano un aumento della temperatura per il pianeta Giove di 10 °C come temperatura media. Su Marte l'aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari (che sono molto più fredde di quelle terrestri, contengono anidride carbonica ghiacciata, il famoso 'ghiaccio secco' usato per creare l'effetto nebbia negli spettacoli, oltre all'acqua ghiacciata).[57]. Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura. Fattori estranei alla Terra sembrerebbero quindi influenzare l'aumento della temperatura nel sistema solare, ma è ancora poco chiaro se si tratti dell'influenza del Sole (che come detto ha variato poco la sua attività -vedi grafico- ed è molto lontano dai pianeti coinvolti), delle variazioni di quantità della polvere interstellare (che filtra i raggi solari) o siano dovute ad altri fattori ancora sconosciuti[58]"

MITO NUMERO 3
Da anni gli scienziati sono concordi nel dire che la civiltà umana sarà colpita dall’effetto serra da essa prodotto.
FATTI: Gli esperti sentiti nel 2002-2003 per conto del Pentagono contemplavano uno scenario ben diverso - ipotetico, ma ritenuto plausibile. Ecco cosa dicevano riguardo all’Europa: “sarà la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico, le temperature medie annuali scenderanno di 6 gradi Fahrenheit in meno di un decennio, con trasformazioni più drammatiche lungo la costa nord-occidentale. Il clima dell'Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L'Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita ancora da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. ridotte precipitazioni provocheranno la perdita di territori (leggi: suolo coltivabile), il che diventerà un problema per tutta l'Europa contribuendo alla mancanza di scorte di cibo. L'Europa combatterà per arginare l'emigrazione dalle nazioni scandinave e dall'Europea settentrionale di popoli in cerca id caldo, così come l'emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove".
Qui l'originale in inglese:
Ora lo U.S. National Solar Observatory e lo U.S. Air Force Research Laboratory sono tornati a dire che la scarsa attività solare assomiglia a quella che precedette la piccola era glaciale di qualche secolo fa:

MITO NUMERO 4
I cattivi industriali, specialmente i petrolieri, sono contrari all’ipotesi AGW (Anthropogenic Global Warming, riscaldamento globale causato dall’uomo), perciò è pressoché sicuro che AGW sia corretta.
FATTI: Rio Tinto, Shell e General Motors sono tra i maggiori finanziatori di http://www.us-cap.org/
La Rockefeller Foundation è molto generosa con i sostenitori di AGW http://philanthropy.com/article/Rockefeller-Commits/62676/
E non lesina allarmismi e terrorismo psicologico:
Poi c’è il solito Soros e gli azionisti di EXXON, che pretendono che l’azienda appoggi AGW:

MITO NUMERO 5
I fautori di AGW vogliono solo il nostro bene e non ci ingannerebbero mai.
FATTI: “Il nemico comune dell'umanità è l'uomo. Alla ricerca di un nuovo nemico che ci unisse, ci è venuta l'idea che l'inquinamento, la minaccia del riscaldamento globale, la scarsità d'acqua, la fame ed altre cose del genere sarebbero adatti…Tutti questi pericoli sono causati dall'intervento umano ed è solo attraverso il cambiamento degli atteggiamenti e dei comportamenti che essi possono essere superati. Il vero nemico, dunque è l’umanità stessa” [Alexander King, co-fondatore del Club di Roma (1991)]
Originale: "The common enemy of humanity is man. In searching for a new enemy to unite us, we came up with the idea that pollution, the threat of global warming, water shortages, famine and the like would fit the bill…All these dangers are caused by human intervention, and it is only through changed attitudes and behavior that they can be overcome. The real enemy then, is humanity itself."
FONTE: “The First Global Revolution: A Report by the Council of the Club of Rome, di Alexander King & Bertrand Schneider” (p. 75)
Dobbiamo garantirci un vasto supporto di base e catturare l’immaginazione del pubblico, il che implica un’amplissima copertura mediatica. Quindi dobbiamo presentare scenari spaventosi, fare dichiarazioni semplicistiche ma drammatiche tralasciando di citare i dubbi che potremmo avere…ciascuno deve decidere quale sia il giusto equilibrio tra efficacia e onestà”.
[Stephen Schneider, biologo a Stanford e paladino dell’AGW, Discover, Ottobre 1989]
Originale: "We need to get some broad based support, to capture the public's imagination... So we have to offer up scary scenarios, make simplified, dramatic statements and make little mention of any doubts... Each of us has to decide what the right balance is between being effective and being honest."

MITO NUMERO 6
Coraggiosi scienziati sono impegnati in una lotta senza quartiere per la verità ed il bene comune e stanno vincendo.
FATTI: CLIMATEGATE I- Dati manipolati per far stare in piedi il modello antropogenico (antropogenico = causato dall’uomo), a spese dei contribuenti.
traduzione in italiano di un articolo del Telegraph: "Per tutti questi motivi, l’IPCC si è mostrato al mondo per ciò che realmente è: non un vero organismo scientifico ma un partito ideologico che non si ferma davanti a nulla pur di dirottare il prestigio della scienza a favore della propria causa. Ma ben poco di tutto questo si può arguire dal rapporto inter-accademico, commissionato di comune accordo dallo stesso Dr. Pachauri e dal Segretario Generale dell’ONU Ban-Ki Moon. Anche se, come appare possibile, il Dr. Pachauri fosse costretto a dimettersi nel corso del meeting dell’ONU che si terrà in Corea il mese prossimo, la sua destituzione avrebbe come unico scopo quello di far sopravvivere la causa. Eppure l’IPCC è l’organismo in base alla cui autorevolezza il nostro Parlamento ha votato il Climate Change Act, approvato all’unanimità due anni or sono. Esso ci porterà, secondo le cifre fornite dal nostro governo, ad affrontare la spesa più colossale mai vista in questo paese: 18 miliardi di sterline all’anno per i prossimi 40 anni - per un totale di 734 miliardi di sterline – allo scopo di ridurre dell’80% le emissioni di CO2, obiettivo pressoché impossibile da raggiungere a meno di non eliminare la nostra intera economia industriale. Sulla base della stessa autorevolezza, si chiede al resto del mondo di intraprendere percorsi similari, per scongiurare una catastrofe immaginata e propagandata da nessun altro che i vincitori congiunti del Premio Nobel per la Pace 2007, Al Gore e l’IPCC. Non dovremmo forse aggiungere anche questo elemento allo scandalo più bizzarro e oltraggioso dell’intera storia del mondo?"
CLIMATEGATE II

MITO NUMERO 7
Il consenso scientifico è ormai quasi unanime.
FATTI: tra gli scettici ci sono fior di scienziati, alcuni tra i maggiori luminari del loro campo (e non sono pochi – tutti corrotti? Climategate dimostra che sono gli altri, semmai, a mentire)

MITO NUMERO 8
Le temperature continuano ad aumentare globalmente.
FATTI: i recenti inverni in Eurasia e Nord America indicano il contrario.
IN INGLESE:
IN SPAGNOLO:

*****
Dinamiche illustrate nel film "The Day after tomorrow" ("L'Alba del giorno dopo"): drammatizzazione – un fenomeno del genere non si verificherebbe in pochi giorni, ma resta il fatto che migliaia di mammuth morirono congelati, senza avere il tempo di migrare verso sud.
basato sul libro "The coming global superstorm":
MITO NUMERO 9
Più anidride carbonica c’è nell’atmosfera più essa si riscalderà
FATTI: stando ai dati forniti dai fautori dell’AGW la CO2 nell’atmosfera è aumentata di oltre il 30% dall’inizio dell’era industriale: dallo 0.028% allo 0.038% (N.B. una percentuale insignificante dell’atmosfera). In quest’arco di tempo abbiamo avuto un incremento della temperatura media di 0,7 gradi C (da 10,6 a 11,3 = 6,6%) (non particolarmente drammatico) ed anche una Piccola Era Glaciale (1300-1850 – e perché c’è stata?):
preceduta dal Periodo Caldo Medievale:
che difficilmente può essere imputato all’uomo.
I livelli di CO2 erano molto più elevati in passato, durante le ere glaciali. 20 volte di più rispetto ad oggi nell’ordoviciano (460-440 milioni di anni fa) e, dati alla mano, non pare che la CO2 possa essere responsabile della fine delle ere glaciali. Anzi, pare che il calore provenisse dal sottosuolo e che siano stati gli oceani a riscaldarsi prima dell’aria: http://www.eurekalert.org/pub_releases/2007-09/uosc-cdd092507.php
Però ci vogliono far credere che stavolta si rischia un aumento di 4 gradi C.
Qui alcuni ottimi colpi inferti a questa teoria:
http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/il-riscaldamento-globale-e-solo-in.html
Qui dati che la demoliscono:
http://fanuessays.blogspot.com/2011/12/dal-riscaldamento-globale-al.html
Qui un articolo con due ottimi grafici:
Uno mostra le fasi di riscaldamento globale molto più serie di quella presente. L'altro mostra che non vi è alcuna correlazione tra CO2 e riscaldamento globale:
"there was an ice age at the end of the Ordovician Period when atmospheric CO2 was approximately 4,500 ppm or more than 11 TIMES THE CURRENT LEVEL. Notice also that the “normal” temperature of this planet is 22 C, or about 18 F warmer than it is now".
I dati provengono dagli studi di questo signore qui:
e di quest'altro signore qui:

MITO NUMERO 10
Non esistono scenari esplicativi alternativi.
FATTI: non so gli altri, ma io uno ce l’ho ed è in grado di spiegare il riscaldamento/raffreddamento globale nell’intero sistema solare.
Partiamo dall'ultima glaciazione.
* Lo stadiale del Dryas recente, chiamato così dal fiore selvatico alpino/della tundra Dryas octopetala, riferito anche come il Grande Congelamento, [1] fu un periodo geologicamente breve di clima freddo (approssimativamente 1.300 ± 70 anni);
* Il Dryas recente vide un rapido ritorno alle condizioni glaciali alle latitudini più alte dell'Emisfero Settentrionale tra i 12.900–11.500 anni Prima del Presente (BP) in netto contrasto con il riscaldamento del precedente deglaciazione dell'interstadiale;
* Nulla di paragonabile per dimensione, estensione, o rapidità di questo periodo di cambiamento climatico brusco d'allora in poi;
* Nell'Europa occidentale e Groenlandia, il Dryas recente è un periodo freddo simultaneo ben definito;
* Altre caratteristiche notate includono:
a. Sostituzione della foresta scandinava con la tundra glaciale (la quale è l'habitat della pianta Dryas octopetala).
b. La glaciazione o l'aumento di neve sulle catene di montagne per tutto il mondo.
c. La formazione di strati di soliflussione e depositi di loess nell'Europa Settentrionale.
d. Siccità nel Levante, la quale forse motivò la cultura natufiana a inventare l'agricoltura.
e. Declino della cultura di Clovis ed estinzione delle specie animali nel Nord America.
f. Più polvere nell'atmosfera, originatasi dai deserti dell'Asia.
O, PIU’ PLAUSIBILMENTE: impatto meteorico ciclico correlato a cambiamenti climatici dovuti ad eventi cosmici non ancora assodati.
Infatti: "L'impatto cosmico del Dryas recente o l'ipotesi della cometa di Clovis" http://it.wikipedia.org/wiki/Impatto_cosmico_del_Dryas_recente
"La teoria propone un'esplosione in atmosfera e/o impatto violento con la Terra di uno sciame raro di condriti carbonacee o comete che caddero su vaste aree del continente, mandando a fuoco il Nord America, causando in essa l'estinzione degli animali più grandi e la fine della cultura di Clovis durante l'ultimo periodo glaciale".
E quali sono le cause della necessaria ciclicità di questi impatti cosmici?
http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/ipotesi-nemesis.html

mercoledì 30 novembre 2011

Verso la glaciazione (1)




Da: http://daltonsminima.altervista.org/?p=17302
"Mentre continui e ipotetici studi continuano a ribadire nuove prove sul Riscaldamento Globale ormai chiaramente inesistente i fatti cominciano a mettersi sempre più in evidenza in tutta la fredda realtà in diverse parti del globo.

“Questo dovrebbe significare stagioni invernali più innevate in tutto l’Inland Empire e di altre regioni degli Stati Uniti, vicine al confine canadese.”
Gli Stati Uniti del nord e del nord Europa sono in raffreddamento, dice il climatologo Cliff Harris.
Mentre ampie fluttuazioni nella terra e della superficie del mare della temperatura dell’acqua si sono verificate su scala globale negli ultimi 13 e più anni dal 1998, Europa settentrionale e gran parte del nord degli Stati Uniti hanno visto un “raffreddamento sostanziale e un enorme aumento di nevicate in inverno che ha portato ad inondazioni primaverili diffuse".
“Le stagioni in primavera sono state insolitamente fredde e umide, con un numero record di tornado avvistati la scorsa primavera nel centro-sud americano".
Stephen McIntyre, un matematico canadese che scrive spesso articoli sul clima, ha recentemente dichiarato che “i dati del satellite mostrano solo la metà della quantità del predetto riscaldamento globale negli ultimi tre decenni.”
Tali controversie dimostrano la natura incerta del monitoraggio delle temperature globali, sia via terra, acqua o nello spazio.
Anche con decine di migliaia di stazioni meteorologiche in tutto il mondo, la maggior parte della superficie terrestre non è monitorata.
E, alcune stazioni sono più affidabili di altre, specialmente in questi tempi di magra di recessione economica.
Il calcolo di una specifica temperatura globale per il nostro pianeta è un compito difficile.
Bisogna regolare le perdite di dati e le stazioni sospette, più le tendenze della temperatura esistente.
Ricercatori del clima presso l’Università di Washington a Seattle hanno recentemente chiesto dei modelli climatici per il futuro del Nord-Ovest del Pacifico.
Hanno detto che i loro modelli climatici prevedono “precipitazioni sempre più frequenti nel prossimo decennio nelle latitudini settentrionali.”
Ciò dovrebbe significare stagioni invernali più innevate in tutto il Inland Empire e di altre regioni degli Stati Uniti vicino al confine canadese.
Gli scienziati dell’Università di Washington spiegano: “c’è una enorme quantità di incertezza” nei loro modelli, sia localmente che globalmente.
Scienziati del clima europei, russi e giapponesi prevedono “un aumento del raffreddamento globale e dei ghiacciai in espansione in tutto il mondo entro il 2014.”
La mia [Alex 12 ] opinione climatologica è che stiamo entrando in un ciclo molto più fresco con inverni nevosi già diventati una cosa comune.
La primavera continuerà ad essere fredda e umida.
Le estati più brevi saranno calde ma non bollenti, e molto secce, con poche precipitazioni e alti livelli di pericolo di incendio.

Nel frattempo anche in Canada un climatologo prevede un’inverno molto pesante.
“Pare che quasi l’80 per cento del paese sarà più fresco del normale da Vancouver al Labrador,” avverte il climatologo David Phillips.
Tempo più freddo del solito ci si aspetta a causa di un fenomeno naturale conosciuto come “La Nina”, dice Phillips.
La Nina, l’opposto di un El Niño, è caratterizzata da fredde temperature superficiali nel Pacifico, che si tradurrà in un ulteriore pesante dose di neve per il Canada, sostiene Phillips.
L’Agenzia climatica delle Nazioni Unite ha confermato che da Giovedi le condizioni di Nina probabilmente manterranno la costante fino alla fine del 2011.
Province Prairie è già sotto la morsa ventosa di una massa d’aria fredda in questo momento, ha detto all’Environment Canada il meteorologo Geoff Coulson.
“Le temperature sono in calo a circa – 13 C al momento mentre normalmente in questo periodo sono sotto di -2.
“Il freddo che si estende dalla Siberia all’Alaska è straordinario”, dice il capo meteorologo Bill Steffen, Michigan.
In Alaska è di 39 gradi più freddo rispetto alla media! Wow!” Wow! ”
“Molti record di basse temperature sono stati stabiliti in Alaska”, dice Steffens.
“Il punto più freddo che ho trovato è stato Manley Hot Springs a 54 sotto zero!
La Siberia invece ha avuto tre mattine consecutive di -50 e oltre di freddo.

VEDI ANCHE

sabato 26 novembre 2011

ll livello degli oceani si sta abbassando


Presto si capirà che l'2011 è stato un anno interessante e che il 2012 lo sarà ancora di più. 
I più alti livelli di CO2 nell'aria mai registrati dovrebbero far alzare il livello degli oceani, stando ai modelli tanto cari ad Al Gore e IPCC [Intergovernmental Panel on Climate Change - Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico].
Invece, dopo essersi alzati a causa del riscaldamento globale, gli oceani si stanno abbassando, proprio come succede durante le glaciazioni:


Fonte:



I ghiacci artici cominciano a crescere nuovamente (dati dell'Arctic Regional Ocean Observing System) - il che potrebbe spiegare perché il livello degli oceani ha ripreso ad abbassarsi (più acqua catturata dal ghiaccio):

giovedì 24 novembre 2011

Climategate II - la farsa è finita, il re è nudo


La truffa del riscaldamento globale causato dall’uomo è finalmente giunta alla sua naturale conclusione: gli impostori sono stati finalmente smascherati, non prima però di aver causato al pianeta un esborso di ben 37mila miliardi di dollari in politiche pensate per contrastare i nostri effetti sul cambiamento climatico (minimi, rispetto a quelli ciclici). Dice bene uno dei farabutti: “Se ci sbagliassimo, ci ucciderebbero!”. In piena Seconda Depressione quei soldi potevano tornare molto utili a milioni di disoccupati.  

"Uh oh, global warming loons: here comes Climategate II!”

By James Delingpole November 22nd, 2011
Due anni dopo il primo climategate, un’altra serie di email conferma che gli “esperti” che difendono l’ipotesi del riscaldamento globale causato dall’uomo – i soliti noti: Michael Mann, Phil Jones, Ben Santer, Tom Wigley, Kevin Trenberth, Keith Briffa – sono dei ciarlatani che, pur sapendo che l’evidenza empirica delle asserzioni dell’IPCC [Intergovernmental Panel on Climate Change - Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico] non è per niente solida, continuano a mentire o raccontare molto selettivamente la verità.
Climategate 1 e 2 dimostrano che qui non stiamo più parlando di ricerca scientifica ma di ciarlataneria ed attivismo politico (e di terrorismo psicologico), per di più dai costi ingentissimi, sia in termini finanziari, sia in termini di aggiramento delle procedure democratiche e di possibili sollevazioni popolari (es. la sottrazione di terreni agricoli e il sacrificio di foreste per la produzione di biocarburanti).
Nell’articolo di cui sopra e su questo blog sono riportate una piccola parte delle email che stanno scatenando l’inferno:
Ne ho tradotte alcune al volo:
“Le osservazioni non mostrano alcun aumento delle temperature in tutta la troposfera tropicale a meno che non si accetti un singolo studio e si ignorino tutti gli altri. Questo è davvero pericoloso”
“Penso anch’io che la scienza sia manipolata a fini politici, il che potrebbe rivelarsi non particolarmente astuto nel lungo termine”
“sembra che poche persone impongano il loro punto di vista e, indipendentemente dai risultati del dibattito, prendano le grandi decisioni, all’ultimo momento, a nome di tutti”.
“Ci sono state diverse presentazioni ingannevoli dei risultati dei modelli da parte di certi autori e dell’IPCC”
“Il trucco potrebbe essere quello di stabilire quale sia il messaggio centrale e poi usarlo per decidere cosa includere e cosa escludere”
“Bisogna convincere i lettori che c’è stato un effettivo incremento della conoscenza, maggiore evidenza empirica. Qual è?”
“È vitale che nell’IPCC si introducano solo persone che conosciamo e di cui ci fidiamo”
“Ho notato che la questione del raffreddamento globale è diventata un problema di relazioni pubbliche con i media”
“Sono d’accordo che sia meglio usare l’espressione cambiamento climatico rispetto a riscaldamento globale”
“E se vien fuori che il cambiamento climatico è principalmente una fluttuazione naturale su base multi-decennale? Probabilmente ci uccideranno”
“Mi pare che se diamo maggior peso all’irradiazione solare nei modelli, allora gran parte del riscaldamento del diciannovesimo e ventesimo secolo sarebbe spiegato unicamente dal sole”.
“C’è un piccolo problema con il regresso dei ghiacciai tropicali. Sono diminuiti di molti negli ultimi 20 anni, eppure i dati indicano che le temperature non sono cresciute a questi livelli”.
“All’Università dell’East Anglia [importante centro di ricerca climatica legato all’IPCC] non ci dovrebbe essere qualcuno con un diverso punto di vista [sul tema: “le recenti estreme condizioni meteo sono dovute al riscaldamento globale”] – o per lo meno non un climatologo”.
“Non sono persuaso che valga la pena di cercare la verità se ciò danneggia le relazioni personali”.
“Phil, grazie per il tuo contributo – ti garantisco che non laveremo i panni sporchi in pubblico”.
“penso che il riscaldamento dovuto all’urbanizzazione dovrebbe essere più ridotto, ma non riesco a trovare un modo convincente di dirlo”.
“Abbiamo scoperto che l’effetto dell’urbanizzazione è piuttosto considerevole nelle aree che abbiamo analizzato…sfortunatamente i nostri commenti in materia sono stati rifiutati dall’IPCC”.
“Ci sono dei coglioni puntigliosi che hanno criticato i dati di Jones et al.: non li vogliamo qui in giro”.
“Il coglione a cui ti riferisci si chiama Gooderich e ha scoperto il riscaldamento urbano in tutte le aree californiane”.
“Abbiamo fatto ogni possibile sforzo statistico per usare dati che non tengano conto dell’effetto di urbanizzazione”
“Quel che Zwiers ha fatto porta ad una conclusione diversa rispetto a Caspar e Gene! Possiamo salvarci stando attenti alle parole che usiamo”
“Sono sicuro che anche tu sei d’accordo che l’articolo Mann/Jones era veramente patetico e non sarebbe mai dovuto essere pubblicato. Non voglio essere associato con quella “ricostruzione” di 2000 anni”
“Perché come si può criticare Crowley per aver espunto 40 anni di dati nel mezzo della sua calibrazione, quando noi stessi abbiamo tolto tutti i dati post-1960…”
“Non prendiamo abbastanza seriamente la responsabilità divina di prenderci cura della Terra…Si stima che 500 milioni di persone vedranno “L’Alba del giorno dopo”. Dobbiamo pregare che colgano il messaggio”.
“Il mio lavoro di direttore del centro nazionale di ricerca sul cambiamento climatico, un lavoro che mi richiede di tradurre in termini di ricerca ed azione la mia fede cristiana a proposito della cura (stewardship) del pianeta di Dio”.  
“È inconcepibile che i politici siano disposti a prendere decisioni che costeranno miliardi e miliardi per potersi adattare ai cambiamenti climatici regionali sulla base di modelli che non sanno neppure descrivere e simulare i processi che strutturano la variabilità climatica”.
“Ho gettato la spugna con Judith Curry già da un po’. Non so cosa stia pensando di fare, ma non sta aiutando la causa”.
“Una maniera per tutelarvi potrebbe essere quella di cancellare tutte le email ala fine del processo”.
“Ogni lavoro che abbiamo fatto nel passato grazie alle borse di ricerca che otteniamo dev’essere tenuto nascosto. Ne ho discusso in passato con il principale finanziatore (il dipartimento per l’energia degli Stati Uniti) e sono ben lieti di non pubblicare i dati originali della stazione di rilevamento”.
*****
Altre traduzioni: 

<1939> Thorne/MetO: Le osservazioni non mostrano alcun aumento delle temperature lungo la troposfera tropicale [il problema dell'hot spot troposferico], a meno che non si prendano in considerazione un singolo studio e un singolo approccio, trascurandone un mucchio di altri. Questo è davvero pericoloso. Dobbiamo comunicare l’incertezza ed essere onesti. Phil [Jones?], magari potremmo trovare il tempo di discuterne ulteriormente se necessario [...]
<3066> Thorne: Penso anche che la scienza sia stata manipolata a fini politici, cosa che potrebbe rivelarsi non troppo intelligente a lungo andare.
Wils: Che si fa se il climate change si rivela essere essenzialmente una oscillazione multidecadale? Probabilmente ci uccideranno [...]
<1485> Mann: La cosa importante è essere sicuri che stiano perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni. Questo è lo scopo del sito [Real Climate].
<5111> Pollack: Ma sarà molto difficile far scomparire il Periodo Caldo Medioevale dalla Groenlandia.
<1790> Lorenzoni: Concordo con l’importanza degli eventi estremi come focus per l’opinione pubblica e governativa [...] ‘il climate change’ deve essere presente nella vita di tutti i giorni della gente. Deve essere loro ricordato che è un fenomeno che accade e si evolve in continuazione.
<2428> Ashton/co2.org: Avendone stabilito l’urgenza, la sfida politica è ora di trasfromarla da un argomento che riguarda i costi dei tagli alle emissioni – cattiva politica – a uno concernente il valore di un clima stabile – politica molto migliore [...] la cosa migliore da fare è raccontare la storia delle brusche variazioni in modo più vivido possibile.
<2267> Wilson: Sebbene sia d’accordo che i gas serra siano stati importanti nel 19° e 20° secolo (specialmente dal 1970), se ilpeso del forcing solare fosse stato maggiore nei modelli, certamente avrebbe diminuito la significatività dei gas serra. [...] Mi sembra che assegnando un peso maggiore alla radiazione solare nei modelli, la maggior parte del riscaldamento del 19° e 20° secolo può essere spiegato dal Sole.

http://daltonsminima.altervista.org/?p=17487
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"Ci risiamo. E questa volta il colpo potrebbe essere quello definitivo: almeno da un paio d’anni il partito di chi sostiene scientificamente fondata la teoria secondo cui il pianeta si sta scaldando per colpa dell’uomo aveva scelto toni meno catastrofisti, ma la nuova ondata di email di climatologi pubblicate sul Web due giorni fa potrebbe portare all’abbandono definitivo della vulgata catastrofista in favore di maggiore realismo. “Che si fa se il climate change si rivela essere essenzialmente una oscillazione multidecadale? Probabilmente ci uccideranno”, si chiede con schiettezza uno scienziato in una della email hackerate e finite in rete. Andiamo con ordine: due anni fa, alla vigilia del summit sul clima di Copenaghen che avrebbe dovuto salvare il mondo da distruzione certa, vennero pubblicati su Internet dati e scambi di email appartenenti agli scienziati del Centro ricerche sul clima dell’Università dell’East Anglia (tra i più attivi a sostenere l’origine antropica dei cambiamenti climatici). Da questi documenti emergeva un sistema di gestione dei dati e degli studi sul clima volto a far emergere soltanto una certa linea. Una apposita commissione di inchiesta ha stabilito che non risultavano manipolazioni dei dati, ma lo scandalo ha fatto aprire gli occhi a molti: la comunità scientifica non era affatto compattamente concorde sull’origine del riscaldamento globale, ma le voci non allineate venivano censurate in modo quasi sistematico.
La storia i lettori del Foglio la conoscono bene: Copenaghen fu un fallimento, così come i successivi summit, il “riscaldamento globale” diventò “cambiamenti climatici”, poi “sconvolgimenti climatici”. Il vaso era stato aperto, e sempre meno gente credeva alla storia di un pianeta surriscaldato, soprattutto di fronte a inverni rigidi (la spiegazione “se fa freddo è colpa del global warming” ha retto poco); gli studi pubblicati dall’Ipcc (il panel delle Nazioni Unite creato apposta per studiare il clima che cambia) sono diventati più controllati: dopo alcune magre figure (come la previsione smentita dello scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya entro il 2020), i portavoce del catastrofismo climatico hanno dovuto abbandonare la ribalta del palcoscenico accanto ad Al Gore.
Una settimana fa, nel silenzio generale, l’Ipcc ha pubblicato un report rivoluzionario, dati i toni a cui ci aveva abituato. Per la prima volta, infatti, ammette che i cambiamenti climatici hanno origine naturale e non per forza antropica, e che non ci sono evidenze del fatto che gli eventi climatici estremi siano causati dal riscaldamento globale. Inutile dire che la notizia non è stata data quasi da nessuno.
Due giorni fa, infine, lo scoppio del Climategate 2.0, con la pubblicazione di nuove email (la cui autenticità non è stata smentita dagli autori) già ripresa dai media britannici e americani e in Italia dal blog Climatemonitor: è vero che a una prima analisi non sembra ci sia nulla di nuovo, le lettere sono datate qualche anno fa. Ma tutte confermano il sistema usato da parte della comunità scientifica: tra noi si discute e ci si scanna, ma all’opinione pubblica e ai politici bisogna dare una sola versione, quella catastrofista. “Le osservazioni non mostrano alcun aumento delle temperature lungo la troposfera tropicale, a meno che non si prendano in considerazione un singolo studio e un singolo approccio, trascurandone un mucchio di altri. Questo è davvero pericoloso. Dobbiamo comunicare l’incertezza ed essere onesti”, scriveva qualche anno fa in una email lo scienziato Peter Thorne. Erano però ancora i tempi in cui bisognava raccontare che tutta la comunità scientifica era d’accordo, che ormai si era giunti alla certezza delle cause del global warming, e chi osava affermare il contrario era un “nazista”, come detto da Al Gore.
Lunedì prossimo a Durban comincia la diciassettesima conferenza sul clima, e c’è chi grida al complotto, ché pubblicare queste email pochi giorni prima è volere influenzare i negoziati. Curioso, perché è la stessa tattica usata dai “catastrofisti” fino a che il loro gioco non è stato scoperto. Ora dopo ora, dal malloppo di nuove email escono particolari che non sorprendono chi ha sempre denunciato il problema innanzitutto culturale alla base della frode ideologica sul clima che cambia per colpa nostra. In una email si legge: “Avendone stabilito l’urgenza, la sfida politica è ora di trasfomarla da un argomento che riguarda i costi dei tagli alle emissioni – cattiva politica – a uno concernente il valore di un clima stabile – politica molto migliore […] la cosa migliore da fare è raccontare la storia delle brusche variazioni in modo più vivido possibile”. Poca scienza, insomma. Ora che anche le priorità economiche e politiche globali sono cambiate, la speranza è che si cominci a parlare di “adattamento” al clima che cambia e non più di “mitigazione”. La realtà è più forte: lo dimostrano gli inglesi, che da anni strepitano di riscaldamento globale e hanno appena acquistato tonnellate di sale per affrontare un altro inverno che si annuncia freddissimo".
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