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venerdì 27 gennaio 2012

Voi sonerete le vostre trombe (del giudizio), noi soneremo le nostre campane - ma l'Apocalisse ce l'ha l'X Factor?





Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.
Lao Tzu

Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero "Perché parli loro in parabole?". Egli rispose: "Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non comprendono. E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi udrete ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi e non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani. Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono!".
Matteo 13, 10-17

Sarà dato fiato alla Tromba e cadranno fulminati tutti gli abitanti dei cieli e gli abitantidella terra, eccetto chi Iddio vorrà. E squillerà un altro squillo ed eccoli tutti, ritti, a guardare.
Corano 39, 68

In tutto il mondo si odono strani suoni, di una frequenza inusuale:
Giornalisti, politici e scienziati confermano che il fenomeno è reale (pur essendoci molte repliche parodistiche in rete) e offrono le loro spiegazioni:
INGLESE: 
FRANCESE: 
ITALIANO: 
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3924 (notare quel “quasi”, che altri hanno convenientemente ignorato)
Il ministero della ricerca scientifica e tecnologica della Malesia prende la cosa sul serio e vuole vederci chiaro:
In Canada l’evento è così diffuso e intenso da non poter più essere trascurato:
La CBC (BBC canadese) documenta il fenomeno a Windsor, Ontario:
Altre segnalazioni dei media ufficiali in Canada:

Precedenti segnalazioni ufficiali in Canada (2009):

L’ipotesi che mi sembra più convincente è che il fenomeno sia causato da onde radio dovute a qualche trasformazione di natura elettromagnetica che si sta compiendo nel sistema solare e che ingenera un effetto di risonanza udibile (non chiedetemi come ciò avvenga perché non ne ho idea – quel che conta è che il fenomeno è reale, è globale e va spiegato).
La cosa sarebbe più comprensibile all’interno del modello elettrico dell’universo che, per il momento, è una teoria minoritaria nel mondo scientifico:
Forse è in corso un’intensificazione delle onde elettromagnetiche, ad esempio dovuta all’avvicinamento di un’ipotetica compagna del sole, Nemesi/Nemesis:

Se raffrontiamo questi suoni a quelli di altri pianeti:
Ci rendiamo conto che è come se il suono proprio alla Terra si stesse modificando.
Qualche esoterista ha suggerito che è come se la Terra stesse per superare un esame di maturità ed approdasse ad uno stadio in cui ha il diritto di suonare come i suoi fratelloni gassosi, Giove:
e Saturno:

Da antropologo, mi interessano di più altri aspetti. 
Le tradizioni antiche riportano il motivo mitologico delle trombe divine (arcangeli, Gjallarhorn, il corno di Heimdall) o dei muggiti di tori celesti (Egitto, Sumeria) che annunciano tempi funesti (Gerico), catastrofici (Apocalisse, Ragnarok, Tritone) e che sono associati a draghi sputa-fuoco, lupi cosmici (Fenrir) ed altre divinità o titani (Tifone) infuriati con il genere umano o fuori controllo (Fetonte).

Gli impatti cosmici sono molto più frequenti di quel che si possa credere. Impatti catastrofici potrebbero avvenire ad intervalli di poche migliaia di anni. Un grande asteroide, oppure una cometa, di dimensioni tali da poter sterminare un quarto della popolazione mondiale, colpì l’Oceano Indiano, 1500 km a sud-est del Madagascar, circa nel 2807 a.C., generando uno tsunami di almeno 183 metri d’altezza, 13 volte più grande di quello del 2004:
Lasciando tracce nelle tradizioni mitologiche dell’area (e non solo) che ora sono indagate da una disciplina di recente affermazione, la geomitologia:
Ma anche i classici sono preziose fonti cronachistiche:
È possibile che la più recente glaciazione sia stata causata da un impatto cosmico, approssimativamente 12.900 anni fa:
L’impatto cosmico che spazzò via i dinosauri:
e spinse sull’orlo dell’estinzione anche gli uccelli:
http://www.livescience.com/16105-cosmic-impact-extinction-archaic-birds.html

martedì 17 gennaio 2012

Le famose/famigerate Georgia Guidestones - non più di mezzo miliardo di umani sulla Terra




"Il Georgia Guidestones è un grande monumento in granito sito nella Contea di Elbert, in Georgia, USA. 
Su otto delle superfici maggiori è inciso un messaggio composto da dieci "regole", o consigli, in otto lingue moderne, una per ogni superficie. Un ulteriore messaggio, più breve, è inciso sui bordi della lastra di copertura della struttura, in quattro lingue antiche. La struttura è anche a volte detta la Stonehenge Americana.
Nel giugno del 1979 uno sconosciuto, sotto lo pseudonimo di R.C. Christian ingaggiò la ditta Elberton Granite Finishing Company per realizzare la struttura. Un'ipotesi popolare è che lo pseudonimo sia stato un tributo al leggendario fondatore del Rosacrocianesimo, Christian Rosenkreuz, del XIV secolo.
Sulle lastre del Georgia Guidestones sono incisi tre gruppi di scritte. 
Uno è il messaggio vero e proprio in dieci "regole", il secondo è una breve esortazione ad applicare le regole suddette, e il terzo è un insieme di informazioni sul monumento e il suo scopo.
Il primo gruppo è quello inciso sulle facciate dei quattro lastroni verticali. Consiste in dieci linee guida o direttive, espresse in otto lingue, una per ognuna delle otto superfici complessive. Girando attorno alla struttura in senso orario a partire dal Nord, i linguaggi sono: inglese, spagnolo, swahili, hindi, ebraico, arabo, cinese e russo.
Eccone il testo tradotto in italiano:
Mantieni l'Umanità sotto la soglia dei 500.000.000 di persone in perenne equilibrio con la natura.
Guida saggiamente la riproduzione, migliorando salute e diversità.
Unisci l'Umanità con una nuova lingua viva.
Domina passione, fede, tradizione e tutte le cose con la sobria ragione.
Proteggi popoli e nazioni con giuste leggi e tribunali imparziali.
Lascia che tutte le nazioni si governino internamente, e risolvi le dispute esterne in un tribunale mondiale.
Evita [di fare] leggi poco importanti e funzionari inutili.
Bilancia i diritti personali con i doveri sociali.
Apprezza verità, bellezza e amore, ricercando l'armonia con l'infinito.
Non essere un cancro sulla terra, lascia spazio alla natura, lascia spazio alla natura.
Sui quattro bordi a vista della lastra di copertura della struttura, è inciso un ulteriore breve messaggio nelle quattro lingue antiche (Babilonese, Greco antico, Sanscrito, e Geroglifici egiziani).
Traduzione: "Lascia che queste pietre-guida conducano a un'era della ragione."
FONTE:

sabato 31 dicembre 2011

Auspici per il 2012...ed il 2013...ed il 2014 e oltre...




I decreti del destino guidano chi è consenziente, e trascinano chi non lo è
Seneca

Che giova a un uomo guadagnare tutto il mondo se perde l’anima sua?
Marco, 8:36

Per cosa è nato l’uomo se non per essere un riformatore, un rimodellatore di ciò che è stato fatto; un rinunciatore delle menzogne; un restauratore della verità e del bene, ad imitazione della grande natura che ci stringe tutti al suo petto, e che mai si assopisce su passato remoto, ma si ripara in ogni istante, offrendoci ogni mattino un nuovo giorno, e con ogni pulsazione una nuova vita?
R.W. Emerson

Pensiamo troppo alla farina, parliamo troppo di farina, scambiamo troppi buoni per la farina, il burro, la carne e il formaggio invece di libri e pensieri. La farina è la nostra unica preoccupazione. Dal tanto guardare farina non riusciamo nemmeno più a vedere che ben altre cose si fanno sempre più rare e razionate, come il diritto, la dignità, il parlare libero. Scordiamoci della farina, di tanto in tanto! Per lo meno della nostra, di farina, e pensiamo un po’ di più a quelli che ne hanno meno o non ne hanno del tutto.
Emmy Moor, lettrice del Berner Tagwacht, 22 aprile 1943

Una regione europea alpina non ha bisogno di ancorarsi ad “un’origine etnica, linguistica e culturale comune a tutti i cittadini”: invece il contratto politico tra le genti alpine si dovrebbe basare su un progetto di tutela del patrimonio comune (le Alpi), definendo strumenti comuni, valorizzando le diverse tradizioni. La regione europea alpina sarebbe espressione di una cultura politica da spirito europeo e federalista, che pone in primo piano la persona, i suoi diritti, la sua capacità di influenzare le decisioni, valorizzando le identità complesse e non il criterio dell’omogeneità etnica
Bruno Luverà, I confini dell’odio. Il nazionalismo etnico e la nuova destra europea, 1999


Lo storico altoatesino Claudio Nolet, che cura la pubblicazione della rivista «Il Cristallo», ha chiesto a me e a Mauro Fattor di immaginare cosa il futuro possa avere in serbo per l’Alto Adige. Alla sua domanda, che fa riferimento al libro “Contro i miti etnici. Alla ricerca di un Alto Adige diverso” (Raetia, 2010), segue la mia risposta.

“Nella seconda parte Fait svolge il tema che gli sta più a cuore, quello dell’affermazione della libertà della persona rispetto a modelli precostituiti e a norme fissate dalla collettività. È una posizione forte che ci fa chiedere se dalla sua analisi dei miti etnici non risulti che contro di essi non ci sia altra possibilità di riscatto se non con un atto di conversione radicale. Non c’è anche la via di una graduale correzione di abiti mentali generati dall’influenza dominante dell’ambiente?”

La mia risposta è che esistono molti futuri possibili, una situazione analoga alla premessa di “Il giardino dei sentieri che si biforcano”, di Jorge Luis Borges. Molto dipende dal numero di residenti in Alto Adige che risponderebbero affermativamente alla domanda: “ci sono persone in Alto Adige così ignoranti, faziose e poco lucide che sarebbe meglio privarle della libertà d’espressione e del diritto di voto, almeno localmente?”.
Molti intervistati non risponderebbero sinceramente, quindi non sapremmo mai l’incidenza effettiva di questa mentalità autoritaria. Quel che sappiamo con certezza, invece, è che contrapporre un gruppo all’altro serve unicamente ad ostacolare la maturazione della società civile e quindi a giustificare misure paternalistiche e tecnocratiche da parte delle autorità nei confronti dei cittadini. Dal che ne consegue che il cambiamento non proverrà dall’alto. La storiografia lo conferma: chi detiene il potere non ama il cambiamento, a meno che questo non serva a rafforzarne la posizione. Perciò la conversione, graduale o subitanea che sia, deve cominciare dal basso, dalla gente comune.
Nei Promessi Sposi, Alessandro Manzoni commentava la difficoltà con la quale pochi riuscivano ad esternare il proprio scetticismo in merito alla reale esistenza degli untori con una frase davvero molto bella: “Il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto per paura del senso comune” (cf. cap. XXXII). Il potere repressivo della tradizione (il senso comune) sulla voce della nostra coscienza (il buon senso) è quello che, finora ci ha impedito, non solo in Alto Adige, di farci un’idea chiara di come dovremmo stare al mondo. Anche da questo dipende il successo delle riforme auspicate, che sono riforme delle coscienza e, in quanto tali, si avviano solo quando i tempi sono maturi.
Lo sono, in Alto Adige, questi tempi? No.
E quando lo saranno? Credo molto prima di quanto ci si potrebbe aspettare. Il malessere che attraversa il mondo intero lascia intendere che non ci sarà gradualismo, anche se quella sarebbe la via più auspicabile. Ci sarà una cesura, un prima e un dopo. Tutto sta nel capire come ci si arriverà. 

Grandi pensatori si sono succeduti nella storia ripetendo sostanzialmente due verità, rimaste per lo più inascoltate, che ci sarebbero di grande aiuto: “fate agli altri ciò che desiderano sia fatto loro” ed “a ciascuno il suo”, o per meglio dire “da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”. Quest’ultima è una norma di condotta che non si trova solo in Marx ma anche nel Nuovo Testamento, nella forma: “Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno” (Atti degli apostoli 4, 34-35).
Sono verità facili da memorizzare ma difficili da mettere in pratica per degli esseri viventi così egotisti quali noi siamo. Se li avessimo ascoltati, non ci troveremmo alla mercé delle multinazionali, dei guerrafondai, dei populisti, dei settarismi più disparati (i famosi golem di cui sopra). Se li avessimo ascoltati, avremmo capito che la vita migliore è una vita sobria e che questa civiltà dei bisogni indotti e della loro complicazione e proliferazione ci sta portando alla rovina.
Avremmo anche capito che chi si avvinghia ad un paradigma obsoleto quando questo si sta estinguendo, finirà con esso nell’abisso. Sono convinto che quel momento stia sopraggiungendo – a causa della crisi del capitalismo e della crisi climatica, che avrà effetti imprevedibili e presumibilmente agghiaccianti, nel senso letterale del termine – e che molti rimarranno sorpresi di quanto fragili siano i presupposti, così superficiali ed esteriori, su cui si fondano le nostre società “avanzate”, incluso l’Alto Adige. 
“Contro i Miti Etnici” (CME) è nato anche per offrire una visione alternativa, recuperando quella che ha ispirato le migliori forze riformatrici del passato, l’idea di un luogo in cui uomini e donne godono della piena libertà di cercare la verità e di coltivare la loro vita interiore. Dove ci si riunisce e si lavora assieme per il Bene Comune, quello degli esseri umani e quello della natura.
Era questo lo spirito con cui fu fondata l’America e molti sionisti credevano in un Israele molto simile a questo “luogo dell’anima”. Credo che Alexander Langer fosse sostanzialmente in linea con questo tipo di aspirazioni. Oggi, purtroppo, Israele e Stati Uniti paiono avviati a convertirsi nell’antitesi di queste visioni nobili del destino umano. Il nostro compito dovrebbe essere quello di impedire che ciò accada all’Alto Adige.
Ma, per avere successo, dobbiamo sforzarci di far capire a quante più persone è possibile che è giunto il tempo di lasciar andare la presa, di togliersi dall’ombra dei golem, di allontanarsi, ciascuno nei suoi modi e nei suoi tempi, dai paradigmi che erano validi prima ma che ora rischiano di trascinarci a fondo. È tempo di procedere oltre. “Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato” (1 Corinzi 13: 11).
In queste fasi di grandi sommovimenti, di insicurezza, di trepidazione, di enormi sfide, è facile irrigidirsi, tornare sui propri passi, verso il bordo della vasca, verso la riva. Ma è importante insistere, perché molti di noi sanno già nuotare e non devono disperare solo perché tanti altri – quelli che indossano un’armatura di maiuscole totemiche: Disciplina, Tradizione, Patria, Dovere, Natura, ecc. – vogliono convincerci che se gli esseri umani fossero fatti per stare in acqua, avrebbero branchie e pinne.
Per il momento, finché non giungerà il tempo della Grande Cesura, sarà necessario fare buon viso a cattivo gioco e conformarsi alle sue regole, ma nella consapevolezza che quel gioco e quelle regole sono sorpassate – “al tempo stesso dentro e fuori dal gioco, osservandolo e meravigliandosene”, diceva Walt Whitman. Nella consapevolezza che chi si oppone al cambiamento apparterrà al passato e chi invece si lascia sospingere dall’onda del cambiamento apparterrà al futuro, sarà il futuro
Mi rendo conto che sposare una causa che richiede una vera e propria apocalisse della mente non sia semplice, ma i fisici hanno pur dovuto ammettere che il modello newtoniano di un universo meccanico, gerarchico e perfettamente ordinato era una descrizione inadeguata della realtà. Anche noi arriveremo ad accettare il fatto che i golem non hanno mai avuto alcuna esistenza reale, ma erano il parto delle nostre fantasie, delle ombre, dei riflessi, degli idoli di burro che si sciolgono al sole dei fatti, dei parassiti che s’impiantano nella nostra coscienza per poi dirle cosa fare solo a patto che li riconosciamo come nostri signori e padroni: sono qualunque cosa, ma non la realtà.
Capiremo che venerare i golem esige da noi la negazione di quasi tutto ciò che occorre per preservare il nostro equilibrio psichico e la nostra integrità morale ed intellettuale e per indurci alla sottomissione, alla negazione di sé, alla contrizione, all’espiazione, alla docilità, all’umiltà interessata – virtù utili solo a chi cerca di sopprimere il libero arbitrio e la dignità altrui e propria.
Capiremo che credere nella dignità umana significa cercare di sviluppare le proprie potenzialità invece di lasciarle latenti; resistere alla tentazione di imitare gli altri o conformarsi in modo irriflessivo alle usanze, mode e mentalità prevalenti; resistere alla tentazione di fingere di essere ciò che non si è, di recitare una parte per gli altri e per se stesso; e, più importante di tutto il resto, significa attribuire ad ogni singola persona questo pensiero: “ho una vita da vivere, è la mia vita e quella di nessun altro, è la mia unica vita, fatemela vivere. Esisto e nessuno può prendere il mio posto, perché non sono stato programmato per essere ciò che sono diventato” (Kateb, 2011).
Allora saremo anche pronti ad accettare l’idea che il principio fondante delle nostre società sono i diritti, non la democrazia, perché una democrazia che non sia costituzionale (una democrazia plebiscitaria, del tipo che è tanto in voga nelle Alpi) non è più tale: il costituzionalismo limita i capricci della sovranità popolare. I diritti esistono indipendentemente dalla nostra volontà, non scaturiscono dalla volontà popolare. Nessuna maggioranza referendaria li può abolire, anche se fosse un singolo diritto di una singola persona che non se ne curasse più di tanto. Statuti, convenzioni e carte costituzionali non li rendono possibili, li riconoscono, perché non sono stati inventati, sono sempre esistiti. Sono verità di per sé evidenti, evidenti per chi abbia una sufficiente conoscenza, coscienza e sensibilità (Kateb, 2011).
Dopo di che saremo pronti a disfarci della pulizia etnica concettuale attraverso la quale cancelliamo l’altro dalla nostra coscienza, rifiutandoci di riconoscere che il diritto di noi tutti di esistere implica anche l’obbligo di comportarci con decenza l’uno verso l’altro; e che se la mappa non è il territorio, ossia se la nostra mappatura della realtà è soggettiva, solo uno stolto si rifiuterebbe di consultare le mappe altrui, magari persino vietandole. La censura ed il paternalismo sono garanti della menzogna e dell’impostura, annunciatori di sventura.
In Alto Adige ciò renderà possibile il superamento di un sistema che è nemico della dignità umana ed in contraddizione con i diritti umani e che è stato tenuto in vita da chi ha continuato a credere che fosse possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca, che si potessero trattare i cittadini da bambini, anche quando sono già adulti.

lunedì 19 dicembre 2011

Il Regno Unito è indiscutibilmente spacciato



Incredibile come questi dati, che pure sono circolati negli ambienti finanziari e sono arrivati sul sito della BBC, siano quasi completamente ignorati dall’opinione pubblica italiana ed internazionale.
La City di Londra è un gigantesco, spaventoso tumore al centro del Regno Unito: se lo sta letteralmente divorando. 

domenica 6 novembre 2011

Dominio Mercenario




Fanno libagioni in onore di Baalí, cioè dell’idolo peculiare di quanti si comportano in quel modo e che li domina, li tiene in soggezione e li possiede; è questo, in altre parole, il desiderio di dominare, la smisurata ambizione di ricchezze che non è mai sazia e mai finisce, e che è anch’essa idolatria. Perché – secondo san Girolamo – Baalí significa il mio idolo, colui che mi possiede. Tutto ciò si addice a ogni ambizioso, o avido o avaro e, in particolare a simili predicatori, o piuttosto a questi miserabili e infelici tiranni.
Bartolomé de Las Casas, “De unico vocationis modo omnium gentium ad veram religionem” (Dell’unico modo di condurre alla religione tutte le genti).

Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la pace. Se accetta la tua offerta di pace e ti apre le sue porte, tutto il popolo che vi si trova pagherà i tributi e ti servirà. Ma se non vuole far pace con te e ti vuole far guerra, allora la stringerai d’assedio. Quando poi l’Eterno il tuo Dio, te la darà nelle mani, passerai tutti i maschi a fil di spada; ma le donne i bambini, il bestiame e tutto ciò che sarà nella città, tutto quanto il suo bottino, li prenderai come tua preda; e mangerai il bottino dei tuoi nemici che l'Eterno, il tuo Dio, ti ha dato. Così farai per tutte le città che sono molto lontane da te e che non sono città di queste nazioni.
Deuteronomio, 20: 10-15.

La multinazionale dei mercenari Xe Services (ex Blackwater Worldwide), ha assunto come consulente etico (!!!) John Ashcroft, in virtù della sua “esperienza, incomparabile reputazione di persona integra e moralmente impegnata, per la sua trasparenza ed eccellenza”.  Così recita il comunicato ufficiale.
Sembra una barzelletta e invece è la verità. 
John Ashcroft, così descritto da Michael Moore in Fahrenheit 9/11: “Ecco a voi John Ashcroft. Nel 2000 si era ricandidato senatore nel Missouri, contro un uomo che morì un mese prima del voto. Gli elettori preferirono il morto. Così George W. Bush nominò Ashcroft ministro della Giustizia. Prestò giuramento su una pila di bibbie, perché se non sei nemmeno capace di battere un morto, è meglio che vai sul sicuro”.
John Ashcroft, che rivelò pubblicamente agli Americani che “non riconosciamo alcun sovrano a parte Dio, nessun re, tranne Gesù” [“We recognize no sovereign but God and no king but Jesus!”] e che ''Unica fra le nazioni, l'America riconosce un origine del proprio carattere divina ed eterna, non civile e temporale''.
Quest’uomo, di convinzioni teocratiche, è stato Ministro della Giustizia (Attorney General) nell’amministrazione George W. Bush, tra il 2001 ed il 2005 e ora la sua società di consulenza lavora per Oracle, per le Israel Aerospace Industries e per l’industria militare americana.

Che sta succedendo?

Negli ultimi decenni ogni sondaggio effettuato negli Stati Uniti indica che oltre il cinquanta per cento dei cittadini americani crede nella veridicità della visione contenuta nell’Apocalisse di Giovanni.
La politica mediorientale degli ultimi anni è stata fortemente condizionata dall’attesa dell’Armageddon, del ritorno del Cristo o del Mahdi e dell’instaurazione del suo Regno. “Fedele alle dottrine apocalittiche dell’ayatollah Mesbah Yazdi, il presidente [Ahmadinejad] si dice convinto che l’era dell’ultimo Imam, il dodicesimo Imam messianico, il Mahdi occultato da Dio per oltre 1100 anni sia prossima, con il ritorno del Mahdi. Tutte le apocalissi, anche quelle ebraiche e cristiane, sono rivelazioni che presuppongono tempi torbidi, in cui il male s’intensifica. Anche per la scuola Hakkani, che Yazdi dirige e cui appartengono gli Hezbollah iraniani, il male va massimizzato per produrre il Bene finale. L’ayatollah ha insegnato a Ahmadinejad l’uso del messianesimo a fini politici, non teologici. I politici messianici in genere parlano di Apocalisse non perché credono nella Rivelazione, ma perché nell’Apocalisse il dialogo con Dio è diretto (nell’Apocalisse di Giovanni scompaiono i templi) e il capopopolo non ha più bisogno del clero come intermediario. L’apocalisse serve a escludere il clero dalla politica e forse anche la religione” (Barbara Spinelli, 2009).
Un analogo messianismo, formalmente cristiano ma nei fatti anti-cristiano, ha dominato la destra americana dai tempi della prima guerra nel Golfo ed è andato al potere con George W. Bush. È piuttosto curioso che gli Stati Uniti siano attualmente l’unico paese al mondo assieme all’Iran sciita dove sia sorto un millenarismo di massa (Tonello, 1996). Ma non sorprende che siano anche la nazione, assieme alla Germania, dove la caccia alle streghe è stata più intensa e dove il maccartismo è riuscito per un attimo a far precipitare una democrazia trionfante in una società di delatori, persecutori e vittime.
Nella sua forma più virulenta, chiamata Dominionismo, quest’ideologia intollerante e radicale si affanna a conquistarsi margini di potere politico ed economico sempre più ampi, fino a trasformare gli Stati Uniti, per il momento uno stato laico, in una “nazione cristiana” – una sorta di “democrazia Herrenvolk”, della stirpe eletta –, modello per tutte le altre nazioni, in cui ogni istituzione sarà governata in accordo con le Sacre Scritture, o comunque con un’interpretazione dominante delle stesse. Al momento attuale oltre 35 milioni di Americani (più di uno su dieci), aderiscono al “cristianesimo dominionista”, un’escatologia che insegna che il mondo si riscatta “sporcandosi le mani” con la politica, cioè prendendo il potere, prima dell’arrivo del Cristo. L’elezione di George W. Bush ha rappresentato per la Teologia del Dominio un segno del favore divino, il primo di una serie di presidenti che, da “ministri di Dio in terra”, avrebbe preparato l’America al ritorno del Cristo. Gli obiettivi di questa teologia politica non hanno quasi nulla a che fare con quello che molti pensano sia l’insegnamento di Gesù il Cristo. Si parla di edificare una teonomia (ossia non una teocrazia ma una repubblica governata non direttamente da Dio, ma secondo le sue leggi), di sopprimere sindacati, diritti civili, lo stato sociale (perché ci si deve rivolgere a Dio, non a Washington), le scuole non-religiose, di punire i nemici dell’America, che sono per definizione nemici di Dio, di ridimensionare l’influenza delle donne nella sfera pubblica americana, negare la cittadinanza ai non-Cristiani, discriminare gli omosessuali. È bene segnalare che la presidenza di Ronald Reagan fu caratterizzata dalla sensazione di un imminente Armageddon, tanto che il movimento ecologista si sentì rispondere che non aveva senso preoccuparsi dell’ambiente visto che il mondo sarebbe terminato prima che le sue risorse si fossero esaurite. Sono gli stessi argomenti messi in campo negli ultimi anni dai Dominionisti che, anzi, si augurano che la crisi ecologica globale riduca i tempi di attesa del Regno di Dio (Hendricks, 2005).
Il bersaglio è la società laica, che “facilita l’opera di Satana”. Abbatterla significa fornire assistenza a Gesù, che presto tornerà a regnare e si aspetta che la Nuova Israele sia governata secondo le leggi bibliche e gli editti cristiani – Sola scriptura, Sola gratia, Sola fide, Solus Christus, Soli Deo Gloria, cioè i cinque “sola” della riforma protestante – del nuovo presidente, come da ingiunzione di San Paolo nella Lettera ai Romani (13: 1-6): “Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna. I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l’autorità? Fa il bene e ne avrai lode, poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male. Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza”.
I Dominionisti, che organizzano campi di addestramento per giovani militanti e milizie di mercenari come la famigerata Blackwater (oggi Xe Services LLC) ed approvano le tesi dei teorici della tortura giustificata e della Guerra al Terrore permanente, appoggiano con tutta la loro forza mediatica e lobbistica ogni pretesa sionista. Questo perché credono che il loro “Cristo-Rambo” vendicativo e giustiziere non possa tornare sulla terra prima che si compia la profezia dell’Apocalisse e si verifichi l’Armageddon, la distruzione di Israele, un secondo Olocausto in seguito al quale i veri Cristiani ascenderanno al cielo (The Rapture) e siederanno al fianco di Dio (assieme agli Ebrei che si saranno sinceramente convertiti e dunque si salveranno prima della loro eliminazione). È decisamente sorprendente che la destra sionista israeliana accolga con favore questo sostegno, un vero e proprio Cavallo di Troia.
Il Dio compassionevole e benevolo che parla per bocca del Cristo nel Discorso della Montagna è eclissato, esiliato. Non c’è posto per miti e mansueti, per giusti e misericordiosi, per puri di cuore e pacifisti. Oggi come ai tempi della Conquista, quando Hernán Cortés, citato da Sepúlveda nella sua Cronica Indiana, si rivolgeva alle sue truppe con queste parole: “Spesso io stesso ho rimuginato nei miei pensieri tali difficoltà e confesso che alcune volte questo pensiero mi rendeva vivamente inquieto. Però riflettendo da un altro punto di vista, mi vengono in mente molte cose che mi rianimano e mi stimolano. In primo luogo, la nobiltà e la santità della causa; infatti combattiamo per la causa di Cristo quando lottiamo contro gli adoratori degli idoli, che proprio per questo sono nemici di Cristo, dal momento che adorano demoni malvagi invece del Dio della bontà e onnipotenza, e facciamo la guerra sia per castigare coloro che continuano nella loro ostinazione, come per permettere la conversione alla fede di Cristo di coloro che hanno accettato l’autorità dei cristiani e del nostro Re”. 


Qui un approfondimento della dimensione politica della questione: 
http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/fascismo-cristianista-il-quarto-reich.html


Altri si accontentano di guerreggiare per denaro, come i mercenari di Erik Prince, rampollo di una famiglia di industriali di origini olandesi, fondatore della già citata Blackwater/Xe e fondamentalista cristiano dominionista.
“È proprio ad Abu Dhabi che Prince - per mezzo di una joint venture chiamata Reflex Responses – ha firmato, il 13 luglio del 2010, un primo contratto da 529 milioni di dollari per portare i suoi servizi allo sceicco "progressista" Mohamed bin Zayed al-Nahyan. L’idea è stata dello stesso Zayed. […]. Prince vuole i battaglioni di mercenari colombiani e del Centro America. […]. L’agenda dell’esercito dei mercenari elenca tutto quello che si può desiderare; possono essere coinvolti in operazioni speciali dentro e fuori gli Emirati Arabi; nelle "guerriglie urbane"; nella gestione della "sicurezza dei materiali nucleari e radioattivi"; nelle "missioni umanitarie" (?); nella difesa delle condotte per il petrolio e delle luccicanti torri di vetro contro gli "attacchi terroristici "; e, cosa ancora più importante, nelle "operazioni di controllo degli assembramenti", dove le persone "non hanno armi da fuoco ma possono creare un rischio con l’utilizzo di armi improvvisate [mazze e pietre]". In parole povere, repressione interna in tutto il Golfo Persico, così come avvenuto contro i tentacolari campi di lavoro che ospitavano le centinaia di migliaia di lavoratori dal Sud Est asiatico, oppure nel caso che i cittadini degli Emirati dovessero contrarre la stessa febbre per la democrazia che ha colpito il Bahrein. La scusa per tutte queste operazioni speciali non potrebbe essere più originale: lo spauracchio iraniano, l’"aggressione".

Un'industria di guerra privatizzata e ancor più sviluppata avrebbe preso forma per sostenere l'esercito di base. Blackwater, il cui compito originario era di fornire guardie del corpo per l'inviato statunitense Paul Bremer, assunse presto altre funzioni, incluso l'ingaggio nella battaglia con l'esercito del Mahdi nel 2004. […]. Gli agenti della Blackwater hanno aperto il fuoco su piazza Nisour a Baghdad nel 2007 uccidendo 17 persone”.
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ELISA NICHELLI

“Le imprese militari (military contractors) sono la forza paramilitare del regime. I mercenari della Blackwater, molti dei quali addestrati nei più orribili stati polizieschi dell’America Latina, hanno operato in Iraq al di fuori di ogni controllo da parte della legge irachena, americana e militare, assassinando un numero imprecisato di iracheni innocenti con totale impunità. In patria, il contratto con la Blackwater ha fornito centinaia di guardie armate della sicurezza sull’onda dell’uragano Katrina a New Orleans, e ci sono prove che essi hanno sparato sui civili. Il piano di affari della Blackwater prevede nel futuro, con il sostegno dei più grossi gruppi di pressione, l’impiego in disastri ed emergenze in tutti gli Stati Uniti”.
Fonte: Michelle Roberts, "Nearly 800 Contractors Killed in Iraq," Associated Press, 23 February 2007.
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ADELINA BOTTERO

Nel frattempo, in Italia, il Corriere della Sera, ossia il maggior quotidiano nazionale, dedicava un lungo articolo a Antonio Marrapese, “casertano di origine, formazione internazionale, rappresentante legale per l' Italia di Defence security training service corporation (la numero due al mondo nel settore della sicurezza dopo il gigante Blackwater)”: