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giovedì 8 dicembre 2011

Full Spectrum Destruction - L'Impero colpisce ancora (e per l'ultima volta)




For a New World Order to live well


Questo rapporto è ispirato dalla convinzione che l'America dovrebbe cercare di preservare ed estendere la sua posizione di leadership globale mantenendo la superiorità delle forze armate USA ["This report proceeds from the belief that America should seek to preserve and extend its position of global leadership by maintaining the preeminence of U.S. military forces"].
Il processo di trasformazione [delle forze armate], anche se porterà a dei cambiamenti rivoluzionari, sarà probabilmente lungo, a meno che non si verifichi un evento catastrofico e catalizzante - come una nuova Pearl Harbor. ["The process of transformation, even if it brings revolutionary change, is likely to be a long one, absent some catastrophic and catalyzing event – like a new Pearl Harbor"].
Da: "Ricostruire le difese dell'America: strategie, forze, e risorse per un nuovo secolo", Progetto per un Nuovo Secolo Americano, Settembre 2000.
http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_per_un_nuovo_secolo_americano

Con Full-spectrum dominance (dominio dell'intero spettro) si intende un concetto militare delle forze armate statunitensi alla base della teoria cui la vera superiorità militare, quindi la vittoria in battaglia, può essere raggiunta solo se l'intero strumento militare ottiene il controllo generale e simultaneo di tutto lo spettro del campo di battaglia, cioè in aggiunta ai tre classici livelli del Land warfare (terra), Sea warfare (mare) e del Air warfare (cielo) consegue il contemporaneo controllo dello spazio extratmosferico, dello spettro elettromagnetico attraverso l'Electronic warfare, e il Cyberwarfare, attraverso l'informazione. Per conseguire tale livello di controllo, secondo tale dottrina, è necessario un appropriato utilizzo delle risorse, dei mezzi e lo sviluppo di nuove tecnologia da utilizzare in combattimento, in modo da mantenere sempre una superiorità tecnologia sull'avversario. Il conseguimento di tale controllo impedendo al nemico di poter disporre liberamente dello spazio di battaglia in quanto vincolato, ne degrada notevolmente le capacità di combattimento, quindi ne riduce le possibilità capacità operative e di conseguire obiettivi strategici utili.
Wikipedia

Probabilmente lo farei. Non m’illudo che [gli Iraniani] lo facciano [procedano con il programma nucleare] a causa di Israele. Si guardano attorno, vedono che l’India è una potenza nucleare, la Cina è una potenza nucleare, il Pachistan è una potenza nucleare, per non parlare dei Russi.
Risposta di Ehud Barak, Ministro della Difesa di Israele, a Charlie Rose (PBS), che gli aveva chiesto se non avrebbe voluto anche lui delle armi atomiche, se fosse stato un ministro del governo iraniano (17 novembre 2011).

Un’idea folle, la cosa più stupida che abbia mai sentito.
Meir Dagan, ex capo del Mossad, sull’ipotesi di un attacco all’Iran

Bill Clinton è stato crocifisso per le bugie dette nella sua storia boccaccesca. Bush e Blair, per la guerra costruita su prove falsificate, no. Nessuno ne parla più. […] Hanno vinto la guerra, ma se l’avessero persa, loro, i loro consiglieri e gli affaristi che li spingevano, sarebbero davanti a una Corte penale internazionale.
Gustavo Zagrebelsky, “La felicità della democrazia: un dialogo”, 2011

Durante il periodo nasceranno dei conflitti. Aspettateveli vicino allo stretto di Davis nei tentativi che ci saranno di tenere aperta la linea vitale verso un paese. Aspettateveli in Libia e in Egitto, ad Ankara e in Siria, negli stretti intorno a quelle zone sopra l’Australia, nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico.
Edgar Cayce, Lettura 2550-1 del 28 aprile 1941.

Nel 2000 il Progetto per un Nuovo Secolo Americano (Project for the New American Century) pubblicò il summenzionato rapporto, in cui si raccomandava agli Stati Uniti di aumentare di quasi un punto percentuale le spese militari per la “Difesa” (gli eufemismi e la mimesi linguistica sono il sale della propaganda), fino a sfiorare il 4% del PIL. Bush e Obama hanno fatto anche meglio: ora le spese militari sono al 4,7%, in barba alla crisi.

C’è chi crede che alla fine la guerra non si farà, perché ritiene che il governo israeliano non sia in mano ad una banda di imbecilli in preda alla frenesia nazionalista e bellica:
Io invece credo che il governo (regime?) israeliano sia almeno, se non più intossicato dal potere del regime (governo?) iraniano; credo anche che Stati Uniti e Regno Unito siano intenzionati ad andare fino in fondo, per coprire la Grande Truffa Finanziaria ordita ai danni dei cittadini comuni, infischiandosene della contrarietà dei cittadini:
La loro determinazione è segnalata dal Telegraph e dal Guardian: 
Il governo inglese è ufficialmente pronto a seguire gli Americani in un attacco preventivo all’Iran, otto anni dopo l’infamia dell’Iraq (centinaia di migliaia di morti, milioni di profughi): l’ennesima guerra illegale. 
Il filo-americano Yukiya Amano, nuovo direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha annunciato: “Ora che dispongo di queste informazioni, devo mettere in guardia il mondo. È il mio dovere in quanto Direttore generale”.
Il suo dovere, in quanto Direttore generale, dovrebbe essere quello di non mentire. Il rapporto dell’AIEA indica che tutto l’uranio iraniano è sotto controllo [“continues to verify the non-diversion of declared nuclear material”] e che non ci sono novità sostanziali [“I wonder why this same stuff is now considered ‘new information’ by the same reporters”]
Da Limes (11 novembre 2011): “sono in molti a reputare che l’agenda dell’Aiea si sia spostata da una posizione prettamente scientifica e tecnologica verso una direzione più politicizzata e filoccidentale, perdendo l’approccio cauto e misurato che caratterizzava la gestione El Baradei. Pesa inoltre il ricordo di quando, in prospettiva dell’inizio delle ostilità irachene, l’amministrazione statunitense mentì volontariamente alla comunità internazionale sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Al contempo le cancellerie e gli esperti sono consapevoli del fatto che l'Aiea non abbia mezzi indipendenti per comprovare le informazioni, e soprattutto le disinformazioni, che riceve dalle nazioni consociate. El Baradei non ne faceva segreto e “vagliava” molto attentamente le rivelazioni altamente politicizzate sul dossier nucleare iraniano. […]. Scremato delle faziosità di parte e dato il giusto peso al fatto che lo stesso recente rapporto dell’Aiea ha riconosciuto che "la capacità dell'agenzia di comprendere le attività in Iran dopo la fine del 2003 è ridotta a causa delle informazioni limitate di cui dispone", si può dire che esso sia in realtà molto in linea con la National intelligence estimate (Nie) del novembre 2007, che affermava che Teheran aveva interrotto il suo programma nucleare militare nel 2003:
Sei ambasciatori europei e James R. Clapper Jr., Direttore della National Intelligente statunitense, giudicano illegittimo il ricorso alla forza contro l’Iran:
Diversi alti ufficiali e ministri israeliani pensano che una guerra con L’Iran sarebbe un errore terribile:
Anche il Segretario alla Difesa USA, Leon Panetta, ha cercato di scoraggiare Israele:
L’Iran non ha attaccato nessuna nazione in 200 anni, Stati Uniti e Israele, assieme, hanno attaccato una decina di nazioni e aree in un decennio: una media strabiliante!
*****
Nonostante tutto questo, i preparativi per la guerra proseguono. Israele ha già bombardato un sito nucleare iracheno nel 1981 ed uno siriano nel 2007. Potrebbe provarci una terza volta, con esiti ben diversi:
Negli ultimi mesi, a parte la cyber guerriglia, sono morti dei tecnici nucleari russi provenienti dall’Iran (giugno 2011), uno scienziato nucleare iraniano è stato assassinato (luglio 2011), un deposito di missili nei pressi di Teheran è saltato in aria (12 novembre 2011), un generale è stato assassinato (13 novembre 2011) e si è verificata un’esplosione in un impianto nucleare a Isfahan (28 novembre 2011). Pochi giorni fa (5 dicembre) un drone americano che perlustrava il territorio iraniano confinante con l’Afghanistan è stato abbattuto nei cieli iraniani. I media statunitensi riportano la notizia che un’anonima fonte militare iraniana ha dichiarato che la risposta militare iraniana potrà colpire anche al di fuori del territorio iraniano:
La mia interpretazione della notizia: false flag in arrivo, ossia finto attacco terroristico iraniano orchestrato da CIA e/o Mossad per giustificare l’ennesima “guerra che porrà fine a tutte le guerre”.
I precedenti sono numerosi:
Il bombardamento di menzogne o mezze verità della macchina propagandistica NATO si protrae da molto tempo:
Intanto Shaul Mofaz, ex ministro della difesa israeliano ha cominciato ad insinuare nell’immaginario collettivo l’idea di una Siria ferita che, dibattendosi, cerca di dare un colpo di coda attaccando Israele per distrarre l’attenzione dai disordini interni. Una colossale scempiaggine che Mofaz ha il coraggio di definire “ragionevole ipotesi”:
Altro potenziale operazioni sotto falsa bandiera (false flag) per consentire una guerra mediorientale contro Siria ed Iran.
[False Flag = operatività sotto falsa bandiera - qui altri esempi storicamente documentati: http://it.wikipedia.org/wiki/False_flag].
Malauguratamente per loro e per i sudditi dell’Impero, il progetto israelo-americano di una Full Spectrum Dominance (Dominio a Raggio Totale) e rimodellamento della geopolitica internazionale e della società globale in un Nuovo Ordine Mondiale che ristabilisca l’ordine dopo il Grande Caos è suicida e può solo condurre ad una Full Spectrum Destruction. Perché ne sono così convinto?
Guardate l’ultima guerra in Libano, che si è conclusa con una cocente sconfitta per l’esercito israeliano. O la Libia e la misera figura che ha fatto la più poderosa macchina di guerra contemporanea: truppe speciali a terra fin dai primi giorni, supporto aeronavale, generosi contributi-spese degli sceicchi, afflusso di centinaia, forse migliaia di guerriglieri islamici anti-Gheddafiani da Iraq e Afghanistan (quelli stessi che in teoria combattono contro la NATO)
Il fatto è che l’Iran non è una potenza di secondo ordine, è una tigre che sa da molto tempo che qualcuno sta cercando di farle la pelle. I cacciatori non dovrebbero mai sottovalutare le risorse di una tigre in lotta per la sopravvivenza. Ora, poiché Israele e la Nato non sono nelle condizioni di potersi permettere una rappresaglia iraniana troppo poderosa, è immaginabile che l’attacco preventivo sarà massiccio e non potrà riguardare unicamente le strutture nucleari, dovrà anche annichilire la potenza di fuoco iraniana, ma l’opinione pubblica occidentale non sarà disposta ad accettare una tale espansione ipertrofica degli obiettivi militari.
Perciò i tempi si accorciano, la pressione monta, il numero di alternative si restringe, l’opinione pubblica internazionale si risveglia dal torpore della propaganda. La guerra diventa un appuntamento improcrastinabile che richiede un impegno totale, nell’ambito militare come in quello delle pubbliche relazioni, perché l’uno non può essere disgiunto dall’altro. Quale migliore opportunità di un attacco terroristico iraniano, magari una bomba sporca? Naturalmente l’Iran non farebbe mai una cosa del genere: sarebbe come un topo che si getta tra le fauci di un gatto affamato giusto per scomodarlo. Credere che la dirigenza iraniana sia così stolida denota ignoranza e razzismo.
Io mi sono fatto quest’idea: l’attentato sarà falso – cf. Operazione Northwoods, il Lusitania, l’incidente del Tonchino, l’incendio del Reichstag, ecc. –, ma con materiale atomico che serva da pistola fumante e casus belli. Americani e/o Israeliani pronti ad uccidere migliaia dei loro connazionali perché convinti che il gioco valga la candela…Chi esclude questa possibilità dovrebbe scendere dall’empireo degli innocentismi angelici e prendere contatto con la realtà della dimensione umana, fatta di intrighi, di utilitarismo, di disprezzo per la vita e la dignità umana e di psicopatia
Il problema è che qualunque operazione bellica causerà una reazione il più possibile non-convenzionale, in un’escalation di violenza e barbarie virtualmente senza limiti, un salto di “qualità” rispetto alla già disastrosamente atroce Seconda Guerra Mondiale ed all’imperativo veterotestamentario dell’occhio per occhio. Davvero gli Americani pensano di poter proteggere contemporaneamente le loro flotte nel Mediterraneo e nell’Atlantico, i contingenti in Afghanistan e il continente europeo con un esercito di volontari, in un teatro di guerra segnato dallo scetticismo o aperta ostilità dei civili che sospettano un gigantesco complotto, in un contesto storico di catastrofica crisi socio-economica, che sarà aggravata dai costi di una guerra che si protrae dal 2001 e che sfocerà in un conflitto su scala planetaria?
I Russi si stanno preparando: “Per la Russia, un intervento occidentale in Siria è assolutamente da escludere. L'unica base navale russa nel Mediterraneo Orientale è nel porto (siriano) di Tartus. Non è un caso che la Russia abbia installato il suo sistema di difesa aereo S-300 proprio a Tartus. L'aggiornamento al sistema S-400, ancora più sofisticato, è imminente”. E la Cina non potrà restarne fuori: “E non è neppure un segreto per il BRICS che la strategia di "riposizionamento" del Pentagono implica un tentativo non dissimulato di imporre, a lungo termine, una "rifiuto di transito" al trasporto marittimo cinese e all'espansione in mare aperto dell'armata della Cina. Il riposizionamento attuale attraverso l'Africa e specialmente l'Asia concerne i colli di bottiglia. Non è sorprendente che i passaggi cruciali del pianeta siano il tema chiave della sicurezza nazionale cinese, per quanto riguarda le sue forniture di petrolio. Lo Stretto di Hormuz è la strozzatura fondamentale del petrolio (circa 16 milioni di barili giornalieri, il 17 per cento del petrolio commercializzato in tutto il mondo, più del 75 per cento di quello esportato in Asia). Lo Stretto di Malacca è il collegamento cruciale tra l'Oceano indiano, il Mare Cinese Meridionale e il Pacifico, la rotta marittima più breve tra il Golfo Persico e l’Asia, con un flusso di circa 14 milioni di barili giornalieri. E Bab el-Mandab, tra il Corno dell'Africa e il Medio Oriente, è il collegamento strategico tra il Mediterraneo e l'Oceano indiano, con un flusso di 4 milioni di barili al giorno. Il consigliere della sicurezza nazionale del governo Obama, Thomas Donilon, sta reiterando insistentemente che gli Stati Uniti devono "riequilibrare" il suo assetto strategico, dal Mezzo Oriente all'Asia. Questo spiega molto bene l'invio dei marines a Darwin nel nord dell'Australia, un’iniziativa che ho analizzato in un precedente articolo. Darwin è nei pressi di un altro collo di bottiglia, Jolo/Sulu nel sud-ovest delle Filippine.
Tradotto qui
A sostegno delle affermazioni di Pepe Escobar contenute nell’articolo di Al Jazeera, si può rilevare che il Mar Cinese Meridionale è un’area al quarto posto per le riserve petrolifere del mondo. Fa gola a molti: Cina, Taiwan, Stati Uniti, Malesia, Filippine, Brunei e Vietnam vogliono la loro parte e ammassano armamenti e soldati in previsione di una disputa internazionale: 

mercoledì 23 novembre 2011

Lo stratega che piace tanto a David H. Petraeus (CIA-US Central Command)




Thomas P. M. Barnett è uno stratega militare molto stimato dal generale David H. Petraeus, che ha dichiarato di seguire attentamente il suo blog e che, fino all’anno scorso, molti volevano come candidato anti-Obama per le presidenziali del 2012 (un generale!):
Oggi Petraeus dirige la CIA!
Qual è il pensiero dello stratega che piace all’attuale direttore della CIA, già Comandante dello U.S. Central Command, che prevede la responsabilità strategica di tutto il teatro medio-orientale?
Barnett descrive il rimodellamento del pianeta come un Brave New World huxleyano in cui una parte del mondo (Il Nocciolo, The Core) gode di tutti i privilegi e vantaggi della Pax Americana e l’altra (la periferia dei Selvaggi) è lasciata ai margini - nel sottosviluppo e nella violenza -, purché consenta lo sfruttamento delle sue risorse a chi sa come servirsene. La Russia e, in prospettiva, la Cina farebbero parte del Nocciolo, con una progressiva estensione della NATO. Ci sarà una contrapposizione tra zona stabile e zona caotica, che comprende i Balcani, buona parte dell’America Latina, l’Africa quasi nella sua interezza, l’Asia Centrale, il Medio Oriente, il Sud-est asiatico: quasi il 40% della popolazione mondiale (socialisti, neri, slavi del sud e musulmani). La zona caotica contiene le zone di sfruttamento da tenere d’occhio, intervenendo con dei raid laddove si renda necessario distruggere ogni possibilità di resistenza. Il mancato sostegno alle rivoluzioni in Tunisia ed Egitto, la partizione del Sudan prima e della Libia poi, l’intervento francese in Costa d’Avorio sono da leggere in questa direzione. Si dovranno erigere dei muri per impedire che l’umanità negletta voglia far parte del Nocciolo. L’America può fare quel che le pare al di fuori del nocciolo e le nazioni che non si vogliono integrare sono automaticamente nel torto: la loro sovranità nazionale è solo virtuale. Ci si potrebbe domandare quale sarà la sorte di quei residenti nel Nocciolo che non sono fedeli alla linea.
Negli anni Trenta il Giappone imperialista aveva sviluppato una dottrina egemonica che si chiamava “Sfera della Co-Prosperità” e che presupponeva il dominio giapponese sull’Estremo Oriente a beneficio di tutti, come il padre governa i figli per il loro bene. Quel progetto, come lo schema di Barnett, rassomiglia molto da vicino all’Impero di Guerre Stellari, o alla propaganda del “linguaggio doppio” (doublespeak) di Orwell: “La guerra è pace, La libertà è schiavitù e L'ignoranza è forza”. Barnett, che era a favore dell’intervento in Iraq, definisce il ruolo futuro degli Stati Uniti come quello del Leviatano. Vale la pena di notare che, nel Leviatano, Hobbes sanciva il diritto dello Stato a distruggere qualunque cittadino che si opponesse alla sua autorità, in nome del diritto del più forte.
Il Nostro raccomanda che il principio centrale della dottrina estera sia quello di comprimere la sfera dei selvaggi, ma non spiega qual è un numero accettabile di vittime che possono essere sacrificate alle esigenze dei "superuomini" del Nocciolo. “Abbiamo vinto la Guerra Fredda solo per fare un passo indietro e lasciare che il mondo si governi da solo?”. E' convinto che le regole riducono i conflitti e la violenza e quindi servano più regole vincolanti, assieme alla forza per farle rispettare (regole stabilite da chi? Dalla nazione che da sola, nel comparto militare, spende come tutte le altre nazioni messe assieme?). 
Afferma che nei prossimi anni gli Stati Uniti aggiungeranno altri membri alla federazione (Canada? Messico?).

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giovedì 17 novembre 2011

Il passato di Angela Merkel




Socrate ci ricorda che non è che solo perché uno si comporta come una persona autorevole lo è realmente. In tempi di crisi gli esseri umani cercano dei pastori ed il loro livello di discernimento critico si abbassa, anche drammaticamente. 
Angela Merkel, a 35 anni, era segretaria della sezione “agitazione e propaganda” della Freie Deutsche Jugend (Fdj), i giovani del partito comunista della DDR. A nessun comunista “tiepido” sarebbe mai stato assegnato un tale incarico. Sono passati poco più di vent’anni da quel periodo. Quanto può essere cambiata la sua personalità, se era una propagandista comunista in età adulta?
Il padre di Angela, Horst Kasner, era un pastore luterano che, nel 1954, aveva deciso di andare controcorrente e si era trasferito dalla Germania occidentale (repubblicana, democratica, libera) a quella orientale (totalitaria, sovietica, ufficialmente atea). Il partito seppe come ricompensarlo: gli affidarono un seminario, l’uso di due automobili ed un lasciapassare per circolare liberamente tra le due Germanie. Si guadagnò il soprannome di «Kasner il rosso». La figlia avrebbe fatto una brillante carriera accademica se fosse diventata un’informatrice della Stasi. Ma lei, ha raccontato al suo biografo, rinunciò, dichiarando di non essere certa di poter mantenere dei segreti. Nel 2005 ricordava di essere stata avvicinata da due agenti della Stasi; nel 2009, durante un’intervista televisiva, i due agenti divennero un solo agente. Curioso che una persona non riesca a rammentare aspetti cruciali di una scelta così fondamentale come quella di vendere o meno la propria anima.
Dopo la caduta del muro aderisce al Demokratische Aufbruch (Risveglio democratico), il cui presidente, Wolfang Schnur, si viene a sapere che collaborava con la Stasi. Costretto a dimettersi, il suo ruolo viene assunto dalla Merkel. Alle elezioni il suo partito prende meno dell’1% dei voti, ma viene scelta come portavoce del governo di Lothar de Maiziére. Nel frattempo il suo compagno, Joachim Sauer, viene assunto dalla statunitense Biosym Technology e poi dalla Accelrys, entrambe aziende che lavorano per il Pentagono. Il governo del cristiano conservatore Kohl sceglie proprio lei – divorziata, senza figli, in regime di convivenza e fino a poco più di un anno prima una funzionaria propagandista della gioventù comunista della DDR – per ricoprire l’incarico di ministro della Famiglia, della Gioventù e della Condizione femminile. Diventa vicepresidente del partito dopo aver perso un’elezione regionale perché anche Lothar de Maiziére viene riconosciuto colpevole di aver collaborato con la Stasi e si deve dimettere. Lo sostituisce. Alla fine degli anni Novanta uno scandalo sui finanziamenti fa fuori anche Helmut Kohl ed il presidente della CDU, Wolfgang Schäuble. Lei pugnala alle spalle il suo mentore con un articolo sulla Frankfürter Allgemeine Zeitung, si propone come paladina della moralità e diventa così presidente del partito dei cristiano democratici (ferocemente anticomunisti), un decennio dopo essere stata responsabile della propaganda tra i giovani del partito comunista. Nel 2003, consigliata da Jeffrey Gedmin, uno degli artefici del “Progetto per un Nuovo Secolo Americano” ed un europeista convinto, giustifica la guerra in Iraq.
Nel 2004 appoggia la candidatura alla presidenza tedesca di un banchiere Horst Köhler, fautore del Trattato di Maastricht, direttore del FMI, membro della Commissione Trilaterale, che si è dimesso nel 2010 in seguito alle polemiche scatenate da un suo intervento in Afghanistan, quando ha tranquillamente spiegato ai soldati tedeschi che combattono in Afghanistan che lo stanno facendo per ragioni di profitto: “Un paese delle nostre dimensioni, con la nostra attenzione alle esportazioni e il nostro ricorso al commercio estero, deve sapere che in caso di emergenza gli interventi militari possono essere necessari per proteggere i nostri interessi”

FONTI:

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P.S. A proposito, anche lei intende farci un sedere così (vedi foto)