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domenica 20 novembre 2011

Omaggio a Aung San Suu Kyi



Non trovo niente di sbagliato nelle persone che identificano la felicità in una casa, due automobili e una famiglia. Se è una famiglia davvero felice, creerà felicità intorno a sé, perciò non c’è niente di male. Credo anche che la mediocrità nei desideri non sia un crimine, né qualcosa di cui vergognarsi. Anzi, ammiro le persone che hanno desideri contenuti e che non cedono ad essi continuamente. È molto in sintonia con il pensiero buddista. Certo, se però la casa e le due automobili diventano il fine ultimo dell’esistenza e una persona è pronta a fare di tutto per ottenerli, anche calpestare altre persone, ovviamente questo non è giusto. Viceversa, se si ha questa ambizione mediocre e ci si impegna con rigore ed equità, senza far del male al prossimo per raggiungere questa mediocre esistenza con una casa, due auto e una famiglia felice, non penso ci sia niente di sbagliato. Molte persone che all’apparenza sembrano degli individui qualsiasi hanno menti molto aperte e valori spirituali di cui noi siamo all’oscuro.
Aung San Suu Kyi, 2008, p. 220.

Ciò che conduce l'uomo a osare e a soffrire per edificare società libere dal bisogno e dalla paura è la sua visione di un mondo fatto per un'umanità razionale e civilizzata. Non si possono accantonare come obsoleti concetti quali verità, giustizia e solidarietà, quando questi sono spesso gli unici baluardi che si ergono contro la brutalità del potere.
Aung San Suu Kyi

Per i Birmani è incomprensibile come i principi che affermano la dignità intrinseca degli esseri umani e il loro diritto inalienabile all’uguaglianza, che riconoscono che tutti gli uomini sono dotati di ragione e coscienza e propugnano lo spirito della fratellanza universale, possano essere in contrasto con i valori autoctoni. […] Ci vuole coraggio per levare gli occhi dalle proprie necessità e per vedere la realtà del mondo intorno a sé, una realtà, come la Birmania, dove non ci sono diritti umani. Ci vuole ancora più coraggio per non voltare le spalle, trovare scuse per non farsi coinvolgere, o farsi corrompere dalla paura. occorre coraggio per sentire la verità, per ascoltare la propria coscienza, Perché una volta che lo fai, devi mettere in discussione lo scopo stesso dell’esistenza. Non ti puoi aspettare di restare seduto senza agire e che la libertà ti venga consegnata in mano. non si ottiene la liberazione in questo modo. la nostra rivoluzione avrà successo solo quando tutti si renderanno conto di poter fare la propria parte. a tale riguardo, il coraggio è triplice: il coraggio di vedere. Il coraggio di sentire. e il coraggio di agire. Se si realizzano questi tre aspetti, la nostra rivoluzione funzionerà.
Aung San Suu Kyi

Di costruttori di ponti ce n’è a bizzeffe: uno in più o uno in meno non farebbe alcuna differenza. Fortunatamente ci sono anche creatori di mondi, di scenari di vita alternativi per umanità migliori. Gli idealisti sono una risorsa per ogni società quando mantengono un legame con la realtà, ossia quando non pretendono che un’intera comunità li segua sulla loro strada. Sono antropologicamente ottimisti e non vogliono imporre il loro volere al prossimo. Gli utopisti sono invece generalmente pericolosi, perché pretendono che la natura umana si conformi alle loro attese e pretese.
Aung San Suu Kyi, come tanti riformatori prima di lei, mi sembra rientrare nel novero di persone che cercano, idealmente appunto, di ispirare le persone, non di rieducarle, di persuaderle che le riforme che contano non provengano dall’alto, ma da dentro di noi. Nessuna riforma può germogliare senza un terreno adatto ed una rivoluzione della coscienza è il terreno più adatto. L’attuale crisi globale potrà servire da innesco per questo tipo di rivoluzione, una volta che le vecchie logiche e mentalità saranno rimosse. È l’opinione di questa magnifica figura del nostro tempo, Aung San Suu Kyi: “Molta gente trova imbarazzante e poco pratico pensare alla vita spirituale e politica come una cosa sola. Io non vedo alcuna divisione. Nelle democrazie esiste questo impulso a dividere il secolare dallo spirituale, ma non è necessario. […]. Quando parlo di rivoluzione dello spirito, mi riferisco alla nostra lotta per la democrazia. Ho sempre sostenuto che una vera rivoluzione deve nascere dallo spirito. Bisogna essere convinti di avere bisogno del cambiamento e di voler cambiare determinate cose, non solo quelle materiali. Occorre un sistema politico ispirato a determinati valori spirituali, valori diversi da quelli del passato” (Aung San Suu Kyi, 2008).
In precedenza, la politica birmana aveva precisato che “l'autentica rivoluzione è quella dello spirito, nata dalla convinzione intellettuale della necessità di cambiamento degli atteggiamenti mentali e dei valori che modellano il corso dello sviluppo di una nazione. Una rivoluzione finalizzata semplicemente a trasformare le politiche e le istituzioni ufficiali per migliorare le condizioni materiali ha poche probabilità di successo” (Aung San Suu Kyi, 2003).

Aung San Suu Kiy ama il coraggio (2008, p. 11):
Ci vuole coraggio per levare gli occhi dalle proprie necessità e per vedere la realtà del mondo intorno a sé, una realtà, come la Birmania, dove non ci sono diritti umani. Ci vuole ancora più coraggio per non voltare le spalle, trovare scuse per non farsi coinvolgere, o farsi corrompere dalla paura. occorre coraggio per sentire la verità, per ascoltare la propria coscienza, Perché una volta che lo fai, devi mettere in discussione lo scopo stesso dell’esistenza. Non ti puoi aspettare di restare seduto senza agire e che la libertà ti venga consegnata in mano. non si ottiene la liberazione in questo modo. la nostra rivoluzione avrà successo solo quando tutti si renderanno conto di poter fare la propria parte. a tale riguardo, il coraggio è triplice: il coraggio di vedere. Il coraggio di sentire. e il coraggio di agire. Se si realizzano questi tre aspetti, la nostra rivoluzione funzionerà.
Ritiene che esistano usi legittimi della violenza (p. 117):
Il compito principale dell’esercito è di proteggere e difendere la popolazione. Se vivessimo in un mondo dove non fosse necessario difenderci, non ci sarebbe bisogno di alcun esercito. Ma non mi pare che a breve termine il mondo subirà una tale trasformazione da rendere superflua ogni protezione. Mi piacerebbe pensare all’esercito come una forza difensiva piuttosto che distruttiva.
Ma rifiuta il melodramma, i sentimentalismi di un certo ribellismo virilista da cui non era purtroppo immune Gandhi (p. 149):
In politica bisogna essere flessibili. Non sono una di quelle persone che direbbero: sciopero della fame fino alla morte. Non credo serva a risolvere le cose. […] nella nostra famiglia non siamo melodrammatici. Pensiamo solo agli aspetti pratici delle cose. Io non incoraggio il melodramma. Non mi piace…lo trovo molto stupido. Bisogna affrontare la vita con razionalità.
Per la stessa ragione, non se la sente di prendere se stessa e i suo compagni troppo seriamente (p. 51) :
Ci siamo sempre fatti grandi risate su tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare e tutte le ingiustizie e gli abusi che abbiamo subito. […]. Questo non significa che siamo del tutto liberi da sentimenti negativi. E finché non ce ne saremo liberati completamente, ne saremo schiavi. ma la bontà e il metta che abbiamo ricevuto hanno fatto molto per scacciarli da dentro di noi.
E ancora (pp. 170-172):
Ho sempre avuto un notevole senso dell’umorismo. riesco a vedere il lato ridicolo delle cose, e questo mi aiuta molto, perché riesco a ridere anche della mia situazione... non ho mai partecipato ad una riunione in cui non si ridesse un po’. […]. Se sei abituato a ridere sempre, cominci a ridere anche dei tuoi problemi. Ti abitui a vedere il lato assurdo e buffo dei fatti e non prendi più tanto sul serio i tuoi guai. Allo stesso modo, se sei abituato a dare amicizia e affetto, è molto più facile concederli anche alle persone che magari si ritengono tue nemiche.
Non reputa di poter condannare chi si affida ai metodi violenti (p. 166):
Non condanno chi combatte per la “giusta causa” con qualsiasi mezzo. Mio padre l’ha fatto e io lo ammiro molto per questo.
Perché la nonviolenza non garantisce il successo e ancora meno l’incolumità (p. 165):
Non pretendiamo neppure di avere il monopolio sui metodi di lotta giusti per ottenere ciò che vogliamo. D’altronde, non possiamo garantire la loro incolumità. Non possiamo dire: “seguiteci sulla via della nonviolenza e sarete protetti”, né che ci arriveremo senza vittime. è una promessa che non possiamo fare.
Tuttavia ritiene che prima di tutto vada tentata la strada della nonviolenza, perché una democrazia conquistata con la violenza sarebbe comunque un pessimo esempio e perciò un fattore di instabilità (p. 164):
Ritengo che se otteniamo la democrazia in questo modo non riusciremo mai a liberarci dell’idea che occorra la violenza per raggiungere i cambiamenti necessari. Tale metodo resterebbe una costante minaccia anche per noi. Perché c’è sempre chi non concorda con la democrazia. E se la raggiungessimo con mezzi violenti, il nocciolo duro di quanti sono sempre stati contrari al movimento democratico potrebbe pensare: “loro hanno cambiato il sistema con la violenza e se noi possiamo sviluppare nostri metodi violenti superiori a loro potremmo riconquistare il potere”. E il circolo vizioso non terminerebbe mai.
Mi sembrano considerazioni di apprezzabile buon senso.

martedì 8 novembre 2011

Ma Gesù è stato veramente crocifisso?




  • Gesù non ritiene che la passione e risurrezione siano così cruciali. Domanda infatti a “Dio” se sia proprio indispensabile un tale patimento: “Quindi prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia; e disse loro: «L'anima mia è grandemente rattristata, fino alla morte; rimanete qui e vegliate». E, andato un poco avanti, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, si allontanasse da lui quell'ora. E disse: «Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi» (Marco 14, 33-36).
  • Di così scarsa importanza era il tema della risurrezione che Pietro, Giacomo, Giovanni non ne avevano mai sentito parlare e non sapevano di cosa Gesù trasfigurato stesse parlando (“Essi tennero per sé la cosa, domandandosi tra di loro che significasse quel risuscitare dai morti”, Marco 9, 10). Dunque Gesù non aveva dedicato un solo minuto di tutta la sua predicazione alla descrizione di un evento che la Chiesa ci dice sia il fondamento del suo messaggio, tant’è che dopo la sua risurrezione nessuno lo riconosce e nessuno si aspetta un evento del genere. Sbalorditivo!
  • I capi giudei obiettarono: "Non hai ancora cinquant’anni e avresti visto Abramo?" (Giovanni 8, 57);
  • S. Ireneo parla di un Gesù che predica fino a 50 anni (Adversus Haereses II 22, 4-6);
  • Gesù è definito “rabbi” anche se prima dei 40 anni non si poteva esserlo;
  • Il simbolo del crocifisso - ossia il simbolo per antonomasia della cristianità - non appare né pubblicamente né clandestinamente fino al IV secolo d.C.;
  • I primi autori cristiani ignorano il tema della crocifissione e della risurrezione, con buona pace della crocifisso-mania dei nostri tempi (cf. Citati, più oltre);
  • Ci fidiamo della parola degli evangelisti, che sono dei perfetti sconosciuti (chi erano? Quali erano le loro motivazioni?) e che non erano presenti quando Gesù era in vita?


"Nella Didachè c'è una mancanza ancora più grave: non c'è traccia del corpo e del sangue di Cristo, e della sua morte come redenzione, quasi che Paolo non avesse mai predicato. Gesù non è ancora diventato Xristos: cioè il Messia...Ma, a poco a poco il sangue di Gesù Cristo diventa il centro della salvezza...Gesù cresce... ed avanza sulla scena, con il suo corpo sanguinante e la sua morte, fino a diventare colui che è stato e sarà per sempre: il Cristo di Paolo e Giovanni" […] "Ignazio non vuole, a nessun prezzo, per nessuna ragione, essere liberato dalle catene e dalla condanna. Solo imitando Gesù, solo subendo la morte come Gesù in croce, egli diverrà pienamente cristiano...Con una tremenda autoferocia, Ignazio giunge al punto di dire che se le belve non avessero voluto divorarlo li "le costringerà a forza". "Fuoco e croce, scontri con belve, lacerazioni, squarci, dispersione d'ossa, mutilazione di membra, triturazione, - purché io possa raggiungere Gesù Cristo". Nell'anfiteatro, le zanne crudeli delle belve lo macineranno, trasformandolo in pane puro".
E' Pietro Citati che scrive, sulla Repubblica (“I misteri di Gesù”, 5 ottobre 2010), svelando il lato sadico e necrofilo della cristianità, una trucida e raccapricciante manipolazione del messaggio di Gesù, del messaggio cristiano delle origini. Questo cristianesimo volgare, neopagano-dionisiaco è un vero e proprio affronto al Cristo, una blasfemia ed un virus della mente che va debellato nelle nostre coscienze. Chi crede nella Salvezza alla fine dei tempi dovrebbe cominciare a riflettere sulla vera origine di questo materialismo “spirituale” spacciato per rivelazione divina.

Per John Milton la transustanziazione è un banchetto per cannibali. Gli si può forse dar torto? Che c'entrano i riti di Adone, Dumuzi e Dioniso con quelli cristiani?
È l’irrompere del mito che cancella la verità, la metafisica del sangue, quanto mai gretto e grottesco: il sangue di Gesù, sangue e suolo, voce del sangue, sangue impuro o purificatore, sangue eletto che, solo, può convertire ed essere convertito, linee di sangue/lignaggi. Mito che ripropone una visione dei rapporti tra umano e divino segnata dal piacere morboso nella contemplazione del supplizio, dell’autoflagellazione, dello spargimento di sangue, della violenza sadica e ritualizzata, dell’agonia, della tortura, della vittimizzazione, del tormento, dell’odio, del volontario autosacrificio in piena sottomissione ai poteri superiori come gesto nobile esaltante, redentore, della fede nella forza unificante della violenza purificatrice, del sangue che irrora i membri della comunità rendendoli una cosa sola, una fratellanza eterna e rassicurante. L’idea che la Salvezza passa esclusivamente attraverso il sangue di Gesù, il sangue che gronda dalle ferite, dalle piaghe, dai chiodi, dalle spine, che cade sui fedeli, li copre e li purga dai peccati. Solo la purezza del sangue e della fede, il crogiolamento nel senso di colpa e la disponibilità all’autoimmolazione sacrificale, se richiesta, possono evitare l’eterna dannazione, rappresentano l’unica via che conduce al Padre. La teologia del supplizio e sacrificio di un’umanità peccatrice e malvagia è inscindibile dalla metafisica del sangue. Proprio il Concilio di Trento (1545-1563) anatemizzava “chi afferma che il peccato di Adamo, uno per la sua origine, trasmesso con la generazione e non per imitazione, che aderisce a tutti, ed è proprio di ciascuno, possa essere tolto con le forze della natura umana, o con altro mezzo, al di fuori dei meriti dell’unico mediatore, il signore nostro Gesù Cristo, che ci ha riconciliati con Dio per mezzo del suo sangue”. Forse il Concilio tridentino non parlava dello stesso Gesù il Cristo che proclamava “Misericordia io voglio e non sacrificio” (Mt 9,12) e “Amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici” (Mc 12,33).

Come si DECADE da una concezione spirituale ad una materialista:

FASE 1: ciascuno è un essere spirituale e la sua esistenza non dipende dai processi materiali. Non esistono limiti al potenziale di un essere spirituale. Le realtà materiali sono il prodotto di processi spirituali e possono essere create, modificate e fatte sparire attraverso i medesimi processi spirituali, che possono essere appresi nella loro interezza, da tutti.

FASE 2: ciascuno è un essere spirituale, ma esistono diverse classi di esseri spirituali che non possono essere cambiate. Gli esseri spirituali sono soggetti a leggi inevitabili e immutabili che governano l’universo fisico.

FASE 3: ciascuno è un essere spirituale, ma esistono gerarchie, spiriti superiori e spiriti inferiori. I processi materiali sono primariamente il risultato delle attività degli spiriti superiori.

FASE 4: ciascuno ha una dimensione spirituale ma esiste solo un essere puramente spirituale: Dio. L’universo materiale è stato creato da Dio.

FASE 5: esiste una realtà spirituale, ma dipende e deriva dall’universo materiale. Se esiste un Essere Supremo questo sarà materiale oppure una legge fisica. Ci sono molte leggi universali che le persone non potranno mai capire.

FASE 6: non esiste alcuna realtà spirituale. Tutto si può spiegare come prodotto di processi fisico-chimici. Anche le abilità “paranormali”, se esistono, sono frutto di principi dell’universo materiale che non sono ancora stati scoperti

FASE 7: quella che chiamiamo “vita” in realtà non esiste. Ogni cambiamento è il risultato di processi fisico-chimici inanimati che producono l’illusione della vita e del pensiero. Non esiste altra realtà che quella dell’universo fisico e le facoltà paranormali non esistono.

venerdì 21 ottobre 2011

Idee e virtù di Gesù il Cristo - un compendio



Contro il familismo: 31 E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. 32 Una moltitudine gli stava seduta attorno, quando gli fu detto: Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle là fuori che ti cercano. 33 Ed egli rispose loro: Chi è mia madre? e chi sono i miei fratelli? 34 E guardati in giro coloro che gli sedevano d’intorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Chiunque avrà fatta la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e madre [Marco 3:31-35] / 37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me [Matteo 10, 37] / 26 Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo [Luca 14, 26].
Contro il materialismo (panteismo), contro il potere (anarchico): “Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non è in lui” (1 Giovanni 2:15). 28 E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccider l’anima; temete piuttosto colui che può far perire e l’anima e il corpo nella geenna [Matteo 10, 28] / 36 Gesù rispose: Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perch’io non fossi dato in man de’ Giudei; ma ora il mio regno non è di qui [Giovanni 18, 36]
Gesù disse, "I Farisei e gli accademici hanno preso le chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Non sono entrati, e non hanno permesso a quelli che volevano entrare di farlo.Quanto a voi, siate furbi come serpenti e semplici come colombe" [Tommaso, 39] / Gesù disse, "Siate come passanti" [Tommaso, 42]. Gesù disse, "Il regno del Padre è come un mercante che ricevette un carico di mercanzia e vi trovò una perla. Il mercante fu accorto; vendette la mercanzia e si tenne solo la perla. Così anche voi, cercate il tesoro che è eterno, che resta, dove nessuna tarma viene a rodere e nessun verme guasta" [Tommaso, 76]. Gesù disse, "Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto un cadavere, e chi ha scoperto un cadavere è al di sopra del mondo" [Tommaso, 80] / Gesù disse, "Quanto è misero il corpo che dipende da un corpo, e quanto è misera l'anima che dipende da entrambi" [Tommaso, 87]
NB. Satana, al momento di tentare Gesà, si proclama signore di questo mondo. Gesù non lo contraddice, non lo chiama bugiardo, non lo smentisce: perché sa che è vero – dunque ogni potere terreno è in qualche misura satanico. Gesù, invece di scegliere la via della dominazione o della rivoluzione (come gli zeloti), sceglie la via del servizio (è un anarchico): 25E Gesú, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i sovrani delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano il potere su di esse, 26ma tra di voi non sarà così; anzi chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo; 27e chiunque tra di voi vorrà essere primo a sia vostro schiavo. 28Poiché anche il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire [Matteo 20: 25-28 + Marco 10:45] / 22 Poi disse ai suoi discepoli: Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete; né per il corpo di che vi vestirete [Luca 12:22] / 15 Badate e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza de’ beni che uno possiede, ch’egli ha la sua vita [Luca 12, 15] / 24 Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per me, esso la salverà. 25 Infatti, che giova egli all’uomo l’aver guadagnato tutto il mondo, se poi ha perduto o rovinato se stesso? [Luca 9:24-25] / 16 E disse loro questa parabola: La campagna d’un certo uomo ricco fruttò copiosamente; 17 ed egli ragionava così fra sé medesimo: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: 18 Questo farò: demolirò i miei granai e ne fabbricherò dei più vasti, e vi raccoglierò tutto il mio grano e i miei beni, 19 e dirò all’anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi, godi. 20 Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata; e quel che hai preparato, di chi sarà? 21 Così è di chi tesoreggia per sé, e non è ricco in vista di Dio [Luca 12:16-21]. – si rivolge agli storpi, ai malati, ai poveri, agli eretici, ai marginalizzati, ai peccatori, alle donne ed ai bambini, a tutti quelli che non vengono mai ascoltati, la cui voce non conta nulla. Non disprezza i ricchi, chiede solo maggiore condivisione.
Contro il ritualismo e norme di purezza: 24 Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello [Matteo 23, 24] / 5 Poi disse loro: Chi di voi, se un figliuolo od un bue cade in un pozzo, non lo trae subito fuori in giorno di sabato? [Luca 14, 5] / 28 perciò il Figliuol dell’uomo è Signore anche del sabato [Marco 2, 28] / 15 Non v’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; ma son le cose che escono dall’uomo quelle che contaminano l’uomo [Marco 7, 15] / 3 E Gesù, stesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii mondato. E in quell’istante egli fu mondato dalla sua lebbra [Matteo 8, 3] / 25 Or una donna che avea un flusso di sangue da dodici anni, 26 e molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, 27 avendo udito parlar di Gesù, venne per di dietro fra la calca e gli toccò la vesta, perché diceva: 28 Se riesco a toccare non foss’altro che le sue vesti, sarò salva. 29 E in quell’istante il suo flusso ristagnò; ed ella sentì nel corpo d’esser guarita di quel flagello. 30 E subito Gesù, conscio della virtù ch’era emanata da lui, voltosi indietro in quella calca, disse: Chi mi ha toccato le vesti? 31 E i suoi discepoli gli dicevano: Tu vedi come la folla ti si serra addosso e dici: Chi mi ha toccato? 32 Ed egli guardava attorno per vedere colei che avea ciò fatto. 33 Ma la donna, paurosa e tremante, ben sapendo quel che era avvenuto in lei, venne e gli si gettò ai piedi, e gli disse tutta la verità. 34 Ma Gesù le disse: Figliuola, la tua fede t’ha salvata; vattene in pace e sii guarita del tuo flagello [Marco 5, 25-34] / 14 E accostatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: Giovinetto, io tel dico, lèvati! [Luca 7, 14]
Empatico, compassionevole, coscienzioso: Gesù disse, "Se esprimerete quanto avete dentro di voi, quello che avete vi salverà. Se non lo avete dentro di voi, quello che non avete vi perderà." [Tommaso, 70] /33 E quando Gesù la vide piangere, e vide i Giudei ch’eran venuti con lei piangere anch’essi, fremé nello spirito, si conturbò, e disse: 34 Dove l’avete posto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere! 35 Gesù pianse [Giovanni 11, 33-3].
Egalitario, anti-gerarchico: Gesù disse, "Se i vostri capi vi diranno, 'Vedete, il Regno è nei cieli', allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, 'È nei mari', allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa" [Tommaso, 3] / Gesù disse, "L'uomo di età avanzata non esiterà a chiedere a un bambino di sette giorni dov'è il luogo della vita, e quell'uomo vivrà.Perché molti dei primi saranno ultimi, e diventeranno tutt'uno" [Tommaso, 4] /il regno di Dio è dentro di/in mezzo a voi [Luca 17, 21] / 42 Come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia ch’io ti tragga il bruscolo che hai nell’occhio, mentre tu stesso non vedi la trave ch’è nell’occhio tuo? Ipocrita, trai prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello [Luca 6,42 – ciascuno è in grado di contemplare il mondo obiettivamente]. / 5 Giunse dunque a una città della Samaria, chiamata Sichar, vicina al podere che Giacobbe dette a Giuseppe, suo figliuolo; 6 e quivi era la fonte di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte. Era circa l’ora sesta. 7 Una donna samaritana venne ad attinger l’acqua. Gesù le disse: Dammi da bere. 8 (Giacché i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare). 9 Onde la donna samaritana gli disse: Come mai tu che sei giudeo chiedi da bere a me che sono una donna samaritana? Infatti i Giudei non hanno relazioni co’ Samaritani. 10 Gesù rispose e le disse: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti dice: Dammi da bere, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli t’avrebbe dato dell’acqua viva. 11 La donna gli disse: Signore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo è profondo; donde hai dunque cotest’acqua viva? 12 Sei tu più grande di Giacobbe nostro padre che ci dette questo pozzo e ne bevve egli stesso co’ suoi figliuoli e il suo bestiame? 13 Gesù rispose e le disse: Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo; 14 ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna. 15 La donna gli disse: Signore, dammi di cotest’acqua, affinché io non abbia più sete, e non venga più sin qua ad attingere. 16 Gesù le disse: Va’ a chiamar tuo marito e vieni qua. 17 La donna gli rispose: Non ho marito. E Gesù: Hai detto bene: Non ho marito; 18 perché hai avuto cinque mariti; e quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto il vero. 19 La donna gli disse: Signore, io vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato su questo monte, e voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare. 21 Gesù le disse: Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvazione vien da’ Giudei. 23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede. 24 Iddio è spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in ispirito e verità. 25 La donna gli disse: Io so che il Messia (ch’è chiamato Cristo) ha da venire; quando sarà venuto, ci annunzierà ogni cosa. 26 Gesù le disse: Io che ti parlo, son desso. 27 In quel mentre giunsero i suoi discepoli, e si maravigliarono ch’egli parlasse con una donna; ma pur nessuno gli chiese: Che cerchi? o: Perché discorri con lei? 28 La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in città e disse alla gente: 29 Venite a vedere un uomo che m’ha detto tutto quello che ho fatto; non sarebb’egli il Cristo? 30 La gente uscì dalla città e veniva a lui [Giovanni 4:5-30] - Pasti comuni, frequenta anche le persone agiate e gli esattori delle tasse (basta che siano onesti): 13 Ed egli rispose loro: Non riscotete nulla di più di quello che v’è ordinato [Luca 3:13].
Apocalittico: 6 Or voi udirete parlar di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. 7 Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo non sarà che principio di dolori. 9 Allora vi getteranno in tribolazione e v’uccideranno, e sarete odiati da tutte le genti a cagion del mio nome [Matteo 24:6-9].
Universalista: “Gesù vide alcuni neonati che poppavano. Disse ai suoi discepoli, "Questi neonati che poppano sono come quelli che entrano nel Regno."
E loro gli dissero, "Dunque entreremo nel regno come neonati?" Gesù disse loro, "Quando farete dei due uno, e quando farete l'interno come l'esterno e l'esterno come l'interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l'uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno” [Tommaso, 22]. Gesù disse, "Quando farete dei due uno diventerete figli di Adamo, e quando direte 'Montagna, spostati!' si sposterà" [Tommaso, 105] / Simon Pietro gli disse, "Lasciate che Maria se ne vada, poiché le donne non meritano la vita." Gesù disse, "Io stesso la guiderò in modo da farla maschio, così anche lei potrà diventare uno spirito vivente somigliante a voi maschi. Poiché ogni donna che farà se stessa maschio, entrerà il Regno dei Cieli" [Tommaso, 114] / Samaritano e Samaritana. Chiunque è il suo prossimo. 29 Ma colui, volendo giustificarsi, disse a Gesù: E chi è il mio prossimo? 30 Gesù, replicando, disse: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s’imbatté in ladroni i quali, spogliatolo e feritolo, se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Or, per caso, un sacerdote scendeva per quella stessa via; e veduto colui, passò oltre dal lato opposto. 32 Così pure un levita, giunto a quel luogo e vedutolo, passò oltre dal lato opposto. 33 Ma un Samaritano che era in viaggio giunse presso a lui; e vedutolo, n’ebbe pietà; 34 e accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra dell’olio e del vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo menò ad un albergo e si prese cura di lui. 35 E il giorno dopo, tratti fuori due denari, li diede all’oste e gli disse: Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, quando tornerò in su, te lo renderò. 36 Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté ne’ ladroni? 37 E quello rispose: Colui che gli usò misericordia. E Gesù gli disse: Va’, e fa’ tu il somigliante [Luca 10, 29-37] / 28 Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù [Galati 3, 28].
Realistico: 13 Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa. 14 Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano [Matteo 7:13-14].
Obiettivo: Gesù disse, "Sappiate cosa vi sta davanti agli occhi, e quello che vi è nascosto vi sarà rivelato.Perché nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato." [Tommaso, 5]
Tollerante, libertario e comprensivo, paziente: 21 E il figliuolo gli disse: Padre, ho peccato contro il cielo e contro te; non son più degno d’esser chiamato tuo figliuolo. 22 Ma il padre disse ai suoi servitori: Presto, portate qua la veste più bella e rivestitelo, e mettetegli un anello al dito e de’ calzari a’ piedi; 23 e menate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, e mangiamo e rallegriamoci, 24 perché questo mio figliuolo era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato. E si misero a far gran festa. 25 Or il figliuolo maggiore era a’ campi; e come tornando fu vicino alla casa, udì la musica e le danze. 26 E chiamato a sé uno de’ servitori, gli domandò che cosa ciò volesse dire. 27 Quello gli disse: E’ giunto tuo fratello, e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato, perché l’ha riavuto sano e salvo. 28 Ma egli si adirò e non volle entrare; onde suo padre uscì fuori e lo pregava d’entrare. 29 Ma egli, rispondendo, disse al padre: Ecco, da tanti anni ti servo, e non ho mai trasgredito un tuo comando; a me però non hai mai dato neppure un capretto da far festa con i miei amici; 30 ma quando è venuto questo tuo figliuolo che ha divorato i tuoi beni con le meretrici, tu hai ammazzato per lui il vitello ingrassato. 31 E il padre gli disse: Figliuolo, tu sei sempre meco, ed ogni cosa mia è tua; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto, ed è tornato a vita; era perduto, ed è stato ritrovato [Luca 15:21-32] – suprema libertà di scelta: tutti possono andare e tornare, non saranno giudicati e condannati: no crimine di apostasia o peccato mortale / Gesù disse, "Il regno è come un pastore che aveva cento pecore. Una di loro, la più grande, si smarrì. Lui lasciò le altre novantanove e la cercò fino a trovarla. Dopo aver faticato tanto le disse, 'Mi sei più cara tu di tutte le altre novantanove" [Tommaso, 107]/ 3 Allora gli scribi e i Farisei gli menarono una donna còlta in adulterio; e fattala stare in mezzo, 4 gli dissero: Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. 5 Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare queste tali; e tu che ne dici? 6 Or dicean questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito in terra. 7 E siccome continuavano a interrogarlo, egli, rizzatosi, disse loro: Chi di voi è senza peccato, scagli il primo la pietra contro di lei. 8 E chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 9 Ed essi, udito ciò, e ripresi dalla loro coscienza, si misero ad uscire ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. 10 E Gesù, rizzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: Donna, dove sono que’ tuoi accusatori? Nessuno t’ha condannata? 11 Ed ella rispose: Nessuno, Signore. E Gesù le disse: Neppure io ti condanno; va’ e non peccar più [Giovanni 8:3-11].
Altruista: 42 Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un imprestito, non voltar le spalle [Matteo 5:42].
Umile: Gesù disse, "Voi guardate alla pagliuzza nell'occhio del vostro amico, ma non vedete la trave nel vostro occhio. Quando rimuoverete la trave dal vostro occhio, allora ci vedrete abbastanza bene da rimuovere la pagliuzza dall'occhio dell'amico" [Tommaso, 26] 2 Quando dunque fai limosina, non far sonar la tromba dinanzi a te, come fanno gl’ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere onorati dagli uomini. Io vi dico in verità che cotesto è il premio che ne hanno. 3 Ma quando tu fai limosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, 4 affinché la tua limosina si faccia in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa [Matteo 6:2-4].
Resistenza nonviolenta / non cercare rogne gratuite: Gesù disse, "Una città costruita su un’alta collina e fortificata non può essere presa, né nascosta" [Tommaso, 32] “e i proprietari di una casa sanno che sta arrivando un ladro staranno in guardia prima che quello arrivi e non gli permetteranno di entrare nella loro proprietà e rubargli i loro averi. Anche voi, quindi, state in guardia nei confronti del mondo. Preparatevi con grande energia, così i ladri non avranno occasione di sopraffarvi, perché la disgrazia che attendete verrà” [Tommaso, 21] / Gesù disse, "Nessuno può entrare nella casa di un uomo robusto e prenderla con la forza se prima non gli lega le mani. A quel punto uno può sottrargli la casa" [Tommaso, 35]. Lui disse, Un [...] uomo possedeva una vigna e l'aveva affittata a dei contadini, così che la lavorassero e gli cedessero il raccolto. Mandò il suo servo dai contadini per farsi consegnare il raccolto. Quelli lo afferrarono, lo picchiarono, e quasi l'uccisero. Poi il servo ritornò dal padrone. Il padrone disse, 'Forse non li conosceva. Mandò un altro servo, e i contadini picchiarono anche quello. Quindi il padrone mandò suo figlio e disse, 'Forse verso mio figlio mostreranno un qualche rispetto. Poiché i contadini sapevano che lui era l'erede della vigna, lo afferrarono e lo uccisero. Chi ha orecchie ascolti!" [Tommaso, 65] 24 E quando furon venuti a Capernaum, quelli che riscotevano le didramme si accostarono a Pietro e dissero: Il vostro maestro non paga egli le didramme? 25 Egli rispose: Sì. E quando fu entrato in casa, Gesù lo prevenne e gli disse: Che te ne pare, Simone? i re della terra da chi prendono i tributi o il censo? dai loro figliuoli o dagli stranieri? 26 Dagli stranieri, rispose Pietro. Gesù gli disse: I figliuoli, dunque, ne sono esenti. 27 Ma, per non scandalizzarli, vattene al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che verrà su; e, apertagli la bocca, troverai uno statere. Prendilo, e dallo loro per me e per te [Matteo 17:24-27] / 52 Allora Gesù gli disse: Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada [Matteo 26, 52]. Ciclo della violenza: rifuggilo (come il Buddha): non diventare lo specchio del tuo nemico.
Anticlericale: 15 E vennero a Gerusalemme; e Gesù, entrato nel tempio, prese a cacciarne coloro che vendevano e che compravano nel tempio; e rovesciò le tavole de’ cambiamonete e le sedie de’ venditori di colombi; 16 e non permetteva che alcuno portasse oggetti attraverso il tempio. 17 Ed insegnava, dicendo loro: Non è egli scritto: La mia casa sarà chiamata casa d’orazione per tutte le genti? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni. 18 Ed i capi sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farli morire, perché lo temevano; poiché tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina. 19 E quando fu sera, uscirono dalla città [Marco 11, 15-19].
Amorevole: Gesù disse, "Amate il vostro amico come voi stessi, proteggetelo come la pupilla del vostro occhio." [Tommaso, 25] 34 Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri [Giovanni 13, 34]. “Ma se uno ha dei beni di questo mondo, e vede il suo fratello nel bisogno, e gli chiude il proprio cuore, come dimora l’amor di Dio in lui?” [1 Giovanni 3:17]
Predicatore della vera vita, quella spirituale: Gesù disse, "I cieli e la terra si apriranno al vostro cospetto, e chiunque è vivo per colui che vive non vedrà la morte." Non dice Gesù, "Di quelli che hanno trovato se stessi, il mondo non è degno?" [Tommaso, 111 – nel vangelo c’è spesso l’espressione “colui che vive”]. “Stretta invece è la porta ed angusta la via che mena alla vita, e pochi son quelli che la trovano” (Matteo 7:14) / “Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la troverà” (Matteo 16: 25) / “E se la tua mano ti fa intoppare, mozzala; meglio è per te entrar monco nella vita, che aver due mani e andartene nella geenna, nel fuoco inestinguibile” (Marco 9:43) / “In lei (la Parola, il Logos) era la vita; e la vita era la luce degli uomini” (Giovanni 1:4) / “In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24) / eppure non volete venire a me per aver la vita! (Giovanni 5:40) / “E’ lo spirito quel che vivifica; la carne non giova nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Giovanni 6, 63) / Il ladro non viene se non per rubare e ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbian la vita e l’abbiano in abbondanza” (Giovanni 10, 10)/ Gesù le disse: Io son la resurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muoia, vivrà (Giovanni 11: 25) / “Chi ama la sua vita, la perde; e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna” (Giovanni 12: 25) / “Perché ciò a cui la carne ha l’animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l’animo, è vita e pace” (Romani 8:6)].