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mercoledì 7 dicembre 2011

Come si esporta la democrazia tra i selvaggi (1953-...)




1953: Mohammad Mosaddeq, primo ministro iraniano democraticamente eletto viene abbattuto da un colpo di stato ordito dalla CIA e servizi segreti inglesi, per essersi azzardato a nazionalizzare l’industria petrolifera iraniana. Al suo posto il classico tiranno burattino dell’occidente, lo Shah:

Obama si “scusa” con l’Iran:

1963: il partito Ba’ath (quello di Saddam Hussein) prende il potere in Iraq con un colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti:

1977: colpo di stato in Pachistan. Muhammad Zia-ul-Haq instaura una dittatura militare. Reagan lo prende sotto la sua ala protettiva e così nascono i talebani (in funzione anti-sovietica), quelli che stiamo combattendo da un decennio:

1996 i talebani prendono il potere in Afghanistan. Il loro governo è riconosciuto ufficialmente da Arabia Saudita e Pachistan (entrambi nostri alleati nella Guerra al Terrore)

2011: Mohammar Gheddafi ennesimo tiranno alleato dell’Occidente nella Guerra al Terrore fronteggia un’insurrezione armata organizzata dalla CIA e dall’Arabia Saudita:

mercoledì 30 novembre 2011

Terza Guerra Mondiale - scacchiera, pezzi, mosse




For a New World Order to live well

 
Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

Matteo 10,16

L'immagine risale al 2010. Non serve precisare che ora la Libia ha cambiato colore (blu scuro). 
Ho già scritto che ritengo – e sono tutt’altro che isolato in questa valutazione – che manchino pochi mesi all’inizio della Terza Guerra Mondiale:
Gli sforzi meritori di molte persone, anche ai più alti livelli, nonché di alcuni tra i principali quotidiani internazionali che, al cospetto di una tale incombente tragedia, hanno improvvisamente ritrovato la spina dorsale, non saranno sufficienti a fermarli, per una serie di ragioni esaminate qui:
e qui:
È una guerra preceduta dalla consueta litania di menzogne:
che scoppierà presumibilmente in primavera (o comunque nel corso del 2012), nel Medio Oriente:
Brzezinski ha preannunciato che è da attendersi un falso incidente del tipo Golfo del Tonchino - io suggerisco anche un’Operazione Northwoods:
di cui s’incolperà l’Iran, per poterlo attaccare per rappresaglia (finta):
La cosa subirà una rapida escalation globale
http://fanuessays.blogspot.com/2011/12/cuba-venezuela-brasile-messico-e-il.html
e potrebbe condurre a conseguenze fatali per Israele:
ma anche per gli Stati Uniti, che hanno fatto molto poco per farsi amare e troppo per generare risentimento in tutto il mondo.
Sono un grande ammiratore del progetto spirituale e morale che ha animato alcuni tra i fondatori di “America” e di “Israele”. Pur nel mio piccolo, la loro sconfitta è anche una mia sconfitta ed è una sconfitta dell’intera umanità. 
La ricostruzione dovrebbe riprendere il filo di un discorso interrotto con l'uccisione di Kennedy:
È irresponsabile fare allarmismo solo sulla base di congetture. Dove sono le prove?
Non ho alcuna prova, ma gli indizi sono sempre più numerosi, per chi ha la pazienza e la bontà di prenderli in considerazione:
A parole si auspica il disarmo nucleare, nei fatti si investono cifre colossali (in piena crisi economica) per il riarmo:
Il segretario alla Difesa statunitense, Leon Panetta, ha definito Cina e India delle minacce (in teoria sono alleati dell’India):
14 nazioni NATO hanno ripudiato il trattato sul controllo ed equilibrio degli armamenti con la Russia:
La Guerra al Terrore degli Stati Uniti è arrivata, per ora, in una dozzina di nazioni, in due continenti:
Gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di lasciare “indifese” le riserve energetiche irachene:
Nuove basi americane nell’Asia Centrale (le costruiscono per poi abbandonarle?):
Introduzione di sanzioni contro il Venezuela per i rifornimenti di greggio all’Iran:
Bombardieri russi intercettati nello spazio aereo canadese (2010):
Due volte:
Fidel Castro ha lanciato l’allarme su un possibile conflitto globale:
Gli Stati Uniti militarizzano il Costa Rica (nazione priva di esercito) ed il suo mare:
Da oltre un anno i politici israeliani hanno annunciato che ci sarà una guerra dell’Occidente contro l’Iran:
Stesso discorso per la guerra tra USA e Cina:
Filippine implicate nell’accerchiamento della Cina:
Corea del Sud svilupperà missili in grado di colpire ogni punto della Corea del Nord, con l’assistenza degli Stati Uniti:
La Russia vuole controllare l’Artico:
Soffocate con la violenza le proteste contro militarismo georgiano e iniquità sociale:
Guam (tra Giappone, Indonesia e Filippine) sta diventando una superfortezza multifunzionale statunitense  per il controllo del Pacifico:
Nel 2010 le vendite di armi tedesche sono salite del 50%:
La Russia minaccia di chiudere le vie di approvvigionamento per le truppe NATO in Afghanistan:
Le vie di comunicazione attraverso il Pachistan sono interrotte e il 50% dei rifornimenti NATO dovrà passare per il Tagikistan e l’Uzbechistan:
Quelle attraverso il Kirghizistan stanno per essere bloccate, quelle attraverso la Russia potrebbero essere chiuse con l’arrivo del nuovo anno. Nel 2012 le truppe NATO, incluse quelle italiane, saranno isolate. Nulla potrà entrare, nulla potrà uscire, come a Stalingrado. Chi ha amici e parenti in Afghanistan farebbe meglio a perorare un loro pronto rientro in patria.
Gli Americani sembrano comunque intenzionati a restare.
Infatti, a dispetto degli annunci di ritiro, la megabase aerea di Bagram continua ad espandersi (e non è per regalarla agli Afghani):
Una squadra navale russa, guidata dalla portaerei Kuznetsov, arriverà a Tartus, in Siria, tra pochi giorni:
La nuovissima e potentissima portaerei a propulsione nucleare USS George HW Bush è già ancorata al largo della Siria:
Se Israele attaccherà l’Iran, l’Iran risponderà puntando i suoi missili sulle centrali atomiche israeliane:
e contro lo scudo difensivo NATO in Turchia (=coinvolgimento dell’intera NATO, che farebbe comodo all’Iran, visto che risucchierebbe la Russia nello scontro, dalla sua parte):
La Cina appoggia il Pachistan nella contesa tra quest’ultimo e la NATO a proposito dell’uccisione di 24 soldati pachistani, attaccati da forze ONU:
Già l’anno scorso la Cina aveva fatto affluire truppe nel Kashmir occupato (al centro di un eterno conflitto con l’India, pro-USA e pro-Israele):

Come fermare questa infernale macchina da guerra delle superpotenze?
Si può partire da qui: 
continuare qui:
http://fanuessays.blogspot.com/2011/12/della-paura-e-del-potere.html

e ricordarsi che la democrazia non è per sempre e bisogna battersi ogni giorno per tenerla in vita, informandosi, sensibilizzando il prossimo e difendendo un'idea di cittadinanza che promuova contemporaneamente la tutela dell'individualità e la coralità. Altrimenti finiremo tutti male, molto male:





venerdì 4 novembre 2011

Danni "collaterali" in Afghanistan e Pachistan




Tra i 3100-3600 civili, come MINIMO, sono morti come danni collaterali dell’“Operation Enduring Freedom” tra il 7 ottobre 2001 ed il 3 giugno 2003:
4200-4500 (fino alla metà di gennaio del 2002) se includiamo le vittime della crisi umanitaria provocata dall’intervento armato:
Stima totale fino alla fine del 2007 tra le morti di civili riportate ufficialmente come danni collaterali di attacchi NATO: un numero MINIMO che oscilla tra i 5700 ed i 6500.
Il 2008 ed il 2009 sono stati anni ancora più terribili per i civili (ormai si oltrepassa abbondantemente la soglia dei 10mila morti). E questo senza contare i tentativi di nascondere i crimini di guerra:
Di far passare per combattenti legittimamente uccisi quelli che sono semplici civili:
Infine senza tener conto del fatto che molti civili sono morti successivamente per le ferite e questi non vengono inclusi nel conto:
Le vittime da attacco di droni spesso non vengono conteggiate (in Pachistan ed in Afghanistan):
è dunque realistico presumere che le vittime dei danni collaterali siano decine di migliaia in Afghanistan e Pachistan.
Non c’è da stupirsi che entrambe le nazioni ne abbiano abbastanza degli Stati Uniti e dei loro alleati. Una delle due è una potenza atomica che pare intenda allearsi con la Cina. Ciò significa che prima o poi non avremo più il coltello dalla parte del manico, e allora…

martedì 18 ottobre 2011

Guerra all'Iran o guerra ad Israele? Cosa faranno gli Stati Uniti?




1. vi è un risibile complotto di stampo hollywoodiano attribuito all'Iran, con tanto di coinvolgimento del narcotraffico messicano (che evidentemente non ha niente di meglio da fare che dichiarare guerra agli Stati Uniti), per uccidere un diplomatico di importanza trascurabile e che poteva essere ucciso in mille altri luoghi più agevoli e mille altri modi meno compromettenti;
2. Vi è l'improvviso voltafaccia dell'agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea),
che fino a maggio (pochi mesi fa) escludeva categoricamente che si potesse stabilire un uso bellico del programma atomico iraniano:
3. vi è la dichiarazione davanti ad una commissione del senato americano (1 febbraio 2007) di Zbigniew Brzezinski, uno dei massimi esperti di politica internazionale, che: «L'esito finale di questa deriva sarà probabilmente un conflitto con l'Iran e con gran parte del mondo islamico. Uno scenario plausibile di uno scontro militare con l'Iran presuppone il fallimento [del governo] iracheno nell’adempiere ai requisiti [stabiliti dall’amministrazione statunitense], con il seguito di accuse all’Iran di essere responsabile del fallimento, e poi, una qualche provocazione in Iraq o un atto terroristico negli Stati Uniti che sarà attribuito all’Iran, [il tutto] culminante in un’azione militare “difensiva” degli Stati Uniti contro l’Iran»
4. vi è la dichiarazione del generale Wesley Clark, l'ex comandante generale dell'US European Command, che comprendeva tutte le attività militari americane in Europa, Africa e Medio Oriente: “Al Pentagono, nel novembre del 2001, feci una chiacchierata con uno degli ufficiali superiori. Sì, stavamo ancora progettando la guerra contro l’Iraq, ma c’era anche altro. Quel progetto faceva parte di un piano quinquennale di campagne militari che comprendeva sette nazioni: a partire dall’Iraq, per continuare con la Siria, il Libano, la Libia, l’Iran, la Somalia e il Sudan. Il tono era indignato e quasi incredulo […] Cambiai discorso, non erano cose che volevo sentire” (Wesley K. Clark, Winning Modern Wars, p. 130).

Questa guerra, programmata già da lungo tempo, avrà certamente conseguenze devastanti: per le nubi radioattive che genererà (altro che Fukushima!), per il blocco del Golfo Persico e delle forniture di petrolio (morte dell'economia occidentale, giapponese e cinese), per il coinvolgimento di un numero imprevedibile di nazioni e le reazioni altrettanto imprevedibili del mondo arabo, specialmente in Israele, Egitto e Turchia.

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Articolo del Washington Post che rende sempre più improbabile l'ipotesi del complotto iraniano. Curioso, visto che si tratta del quotidiano dell'establishment per antonomasia. A questo punto mi pare di poter dire che Obama e la Clinton stiano facendo la figura dei fessi. Era questo l'obiettivo?

Juan Cole (Richard P. Mitchell Collegiate Professor of History at the University of Michigan) elenca le ragioni per cui "costui non può essere la risposta iraniana a 007":
10. Arbabsiar era conosciuto a Chorpus Christi, in Texas, “per essere un ridicolo demente”;
9. Probabilmente a causa di un accoltellamento subito nel 1982, soffriva di un disturbo della memoria a breve termine;
8. Perdeva continuamente il suo telefono cellulare;
7. Non trovava mai le chiavi;
6. Dimenticava continuamente il borsello e i documenti nei negozi;
5. Era “praticamente disorganizzato”, ha sottolineato un suo ex socio d’affari;
4. Nella sua attività di co-titolare di una rivendita di auto usate, perdeva sempre i documenti di proprietà dei veicoli;
3. Arbabsiar, ben lungi dall’essere un fondamentalista islamico sciita, pare sia stato un alcolista; il suo soprannome è “Jack” per la sua passione per il whisky Jack Daniels;
2. Arbabsiar non solo abitualmente beveva all’eccesso, ma si faceva di canne e andava a prostitute. Una volte disse ad alta voce in un ristorante che sarebbe tornato in Iran, dove avrebbe potuto avere una ragazza per soli 50 dollari. Era un uomo rozzo e fu anche sbattuto fuori da alcuni locali;
1. Tutte le sue imprese d’affari sono fallite, una dopo l’altra.

Scrive Amedeo Ricucci:
"Puzza da morire questa storia del presunto complotto iraniano per uccidere l’ambasciatore dell’Arabia Saudita a Washington. E stonano sia l’allarmismo con cui la notizia è stata lanciata dai media mainstream, sia i toni duri con cui è stata commentata, negli Stati Uniti e fra i suoi alleati sunniti nel Golfo Persico. Non va infatti dimenticato che l’Iran è nel mirino delle potenze occidentali da anni e rappresenta anzi il Nemico Perfetto su cui scaricare ogni tipo di tensioni. Solo che, se serviva un pretesto per un’escalation (anche militare) nei confronti di Teheran, forse bisognava cercare una smoking gun più credibile.

Ad esprimere seri dubbi sul complotto sventato dall’FBI è anche l’esperto di Iran attualmente più accreditato, Vali Nasr, intervistato oggi da Vanna Vannuccini per Repubblica. Questa storia, dice Nasr, contraddice totalmente la politica iraniana degli ultimi dieci, quindici anni; una politica che non è mai stata aggressiva, che non si è mai servita del terrorismo e che anche su un dossier spinoso come quello nucleare ha dato prova di cautela. “E ora – si chiede Nasr - l’Iran avrebbe preparato un attacco contro un target così sensibile come l’ambasciatore saudita, che per di più è un uomo molto vicino al re? Sembra strano ed è chiaro che dietro c’è la volontà di far salire il livello del conflitto”. Nasr ha scritto il miglior libro in circolazione sulla Mezzaluna Sciita, LA RIVINCITA SCIITA, ed è stato per anni consulente dell’Amministrazione Buh, non sospettabile perciò di simpatie per il regime dei mullah.

Dalle informazioni al momento disponibili – si legga il dossier - la storia fa acqua da diverse parti. E sorge il sospetto che serva solo a rilanciare la paura dell‘Iran, che ultimamente pare in forte calo. Potrebbe essere ad esempio una ritorsione saudita (o un avvertimento) contro l’aiuto che Tehran ha dato nei mesi scorsi e sta ancora dando ai fratelli sciiti che si sono rivoltati a Ryad, in Bahrein ed in altri Paesi del Golfo. E’ questa l’ipotesi più credibile. Ma ce ne sono altre che non vanno scartate: da quella israeliana – per uscire dall’isolamento in cui si trova, Tel Aviv deve spostare l’attenzione sui propri nemici – a quella interna all’amministrazione USA, che lavora da tempo per far precipitare la crisi con Tehran. Tutto è possibile. Tanto l’Iran è il Nemico Perfetto".

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"The only people that would benefit from this would be the Israeli's and the Saudis... and I think if I was looking at a counter intelligence operation to decide where this information came from I'd be very interested to see if I could find an Israeli hand, or Saudi hand... because in the long run Judge, BOTH ISRAEL AND SAUDI ARABIA ARE MUCH MORE DANGEROUS ENEMIES THAN THE IRANIANS ARE. The congress is crazy for war with Iran... listen to senator Graham, and senator McCain and Joe Lieberman... they are owned by the Israeli's... the Saudi's are very influential so when you look at these kind of things you have to ask who would benefit from the war? THE ISRAELI'S AND THE SAUDI'S WOULD LOVE TO SEE OUR MONEY AND OUR YOUNG MEN AND WOMEN BEING KILLED TO FIGHT THEIR ENEMIES IN IRAN."
Michael Scheuer, ex CIA, storico alla Georgetown University - 2011-10-13 su Fox News: