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sabato 28 gennaio 2012

Aldo Giannuli sulle liberalizzazioni




Mario il Grigio ha assicurato che, con le sue liberalizzazioni, ha sconfitto i “poteri forti”, libererà gli italiani dalle tasse occulte e (udite, udite!) il Pil italiano, nei “prossimi anni aumenterà del 10%. Queste non sono dichiarazioni; questi sono i fuochi d’artificio della notte di Capodanno! Vediamo.
a- così apprendiamo che i “poter forti” in questo paese sono taxisti, farmacisti, avvocati e via di questo passo. Noi credevamo che i “poteri forti” fossero le banche, le multinazionali, il Vaticano, la Nato e invece… d’ora in poi, quando prendete un taxi o entrate in farmacia fatelo con circospezione: avete a che fare con un uomo dei poteri forti!
b- gli italiani saranno liberati dalle “tasse occulte”: può darsi, per ora Mario il Grigio li sta abboffando di tasse palesi;
c- ma la più bella è quella del Pil “che crescerà del 10%”  secondo imprecisate stime di Ocse e Bankitalia. Benissimo, ma in quanto tempo?
…con la grandinata di tasse, di tagli alla spesa pubblica ecc. non si capisce da dove dovrebbe venire la ripresa: non ci riesce manco se ci pittiamo la faccia di giallo e ci facciamo venire gli occhi a mandorla!
E qui sta la trovata: la ricetta tedesca della “austerità espansiva”, uno dei più divertenti ossimori del secolo (come dire “la carestia nutriente”  “il solido liquido” “la perversione virtuosa” ecc.)
Per cui, la cosa più probabile è che la politica del pareggio di bilancio subito e ad ogni costo, non produrrà crescita e, al posto di una austerità espansiva, ci troveremo una politica deflattiva, che non coglierà neppure il pareggio di bilancio, perché determinando recessione, produrrà anche meno gettito fiscale.
Insomma questa del 10% del Pil in più, fa il paio con il milione di posti di lavoro di Berlusconi. Ma questo non importa a Mario il Grigio che, sprezzante del ridicolo, offre sempre nuove performances per suggestionare gli italiani. Inimitabile!
A proposito: Monti ha nuovamente ripetuto che lui ed il suo governo non hanno intenzione di presentarsi alle prossime elezioni politiche. Il che mi sembra un’ennesima conferma che, in qualche modo, lo farà.

Angelo Iannacone pone delle domande (retoriche) a Giannuli:
“È un piacere enorme leggerti e potersi rincuorare constatando che a sinistra, per quanto sia ormai un’assoluta rarità, c’è ancora vita: ci sono teste pensanti, capaci di analisi lucide e critiche.
In un momento in cui la stampa pressoché all’unisono (Repubblica in testa) riesce solo a fare da clack al governo delle banche, cominciavo veramente a temere di essere un potere forte, un lobbysta o quantomeno, come avvocato, un sostenitore di posizioni esclusivamente corporative. Rincuorato quindi dalle tue parole, visto che almeno tu non sei sospetto di simpatie lobbystiche, vorrei farti qualche domanda:
1) Nell’antica Roma si ricorreva (per un periodo molto limitato e comunque non superiore a sei mesi) al Dittatore in situazioni straordinarie di grave emergenza e difficoltà per superarle, ma percorrere sostanzialmente la stessa strada non trovi che, oltre a comportare i pericoli connaturati alla scelta, comporti ancora maggiori rischi quando ci si affidi per tale ruolo a coloro, che erano ai vertici o comunque sono espressione di quelle forze (banche), che hanno la maggiore responsabilità della crisi ?
2) Non trovi che ci sia una pericolosa sospensione della democrazia con giornali e partiti politici tutti allineati e che non danno alcuno spazio al dissenso (non si discute del merito delle c.d. liberalizzazioni e chi dissente viene “linciato” quale lobbysta, potere forte ecc., senza neppure consentirgli di esprimere le proprie ragioni)?
3) Quest’uso spregiudicato del “divide et impera”, sfruttando anche i risentimenti se non l’invidia di una categoria contro l’altra, non potrebbe avere effetti devastanti in un momento, in cui una concreta e reale equità ed una ritrovata unità d’intenti per uscire dalla crisi sembrano indispensabili?
4) La tendenza alla sparizione del giornalismo d’informazione a vantaggio del giornalismo “clack” a servizio del potere è irreversibile?
5) La prospettiva verso cui si sta procedendo è quella di una società, in cui i ceti medi scompariranno? quella di una società in cui scompariranno professioni e lavoro autonomo (che nel momento in cui sono dei fornitori dell’impresa diventano dei costi e quindi un problema da eliminare) per lasciare spazio solo al lavoro alle dipendenze dell’impresa, che finirà con il condizionare tutte le scelte politiche e sociali ancora più di quanto già avviene oggi?
6) Se così è qual è il vantaggio per i ceti popolari e per il “consumatore”?
7) Una sinistra che per uscire dalla crisi sa solo affidarsi al governo delle banche, cioè di quei poteri che hanno le maggiori responsabilità della crisi, confessando quindi tutta la propria inadeguatezza, potrà mai candidarsi seriamente e credibilmente alla guida del Paese ?
8) Se i sistemi socialisti hanno fallito, il sistema capitalistico non ha anche esso fallito ?
9) La sinistra sa quale futuro si sta costruendo e quale vorrebbe costruire?
10) Credi che ci sia qualche “virus”, che abbia infettato il nostro Paese, che si fa prima imbesuire da Berlusconi e poi da Monti senza soluzione di continuità?

domenica 15 gennaio 2012

Ferruccio Pinotti sui poteri occulti che controllano l'Italia




Chi è Ferruccio Pinotti? Un giornalista che sa fare il suo mestiere:

“Quando si parla di poteri forti in Italia, l’esperto è uno: Ferruccio Pinotti, autore di alcuni tra i più scomodi e documentati – quindi i migliori - libri d’inchiesta in materia: da “Poteri Forti” a “Opus Dei segreta”, passando per “Fratelli d’Italia” e “Colletti Sporchi”, fino a “L’unto del signore” e “La lobby di Dio”, ultima fatica giornalistica, di cui si è parlato in occasione del suo incontro al Festival di Perugia.
Ed è proprio dai poteri occulti che partiamo per questa nostra chiacchierata con Ferruccio Pinotti…

Lei è un giornalista che conosce molto bene i poteri forti, per essersi occupato di servizi deviati, CL, Opus Dei, massoneria. Il pentito Vincenzo Calcara, in un’intervista che ci ha rilasciato qualche tempo fa, ha parlato delle cinque entità: Cosa Nostra, ‘ndrangheta, servizi deviati delle istituzioni, della massoneria e del Vaticano.
Certo.
Le descrive come cinque dita di un’unica mano.
Le vicende che racconta Vincenzo Calcara sono molto forti e hanno un carattere molto inquietante. Alcune cose non devono essere date per scontate nel senso che sappiamo di relazioni assolutamente incredibili tra corpi delle aree cielline, criminalità e massoneria. Quindi purtroppo ci sono documentazioni che ci farebbero pensare che queste entità esistano: sono documentati rapporti tra mafia e Vaticano, sono documentati i rapporti tra mafia e massoneria; è documentata una serie di vicende criminali che vedono nel Vaticano un terminale decisamente importante.
Allora ha ragione Calcara?
Le sue dichiarazioni sono molto interessanti ma chiaramente vanno confrontate con tutto quello che è stato riscontrato e prodotto in inchieste e fatti.
Lei è venuto qui al Festival Internazionale del Giornalismo per parlare del suo libro, “La lobby di Dio” (Ed. Chiarelettere), in cui esamina il crescente potere in mano a CL. Eugenio Scalfari addirittura tempo fa affermò che nemmeno la mafia ha lo stesso potere. Lei stesso, poi, nel suo libro, ricorda una battuta che circola negli ambienti ciellini: “Il prossimo obiettivo di Cl? L’elezione del prossimo Papa e del prossimo premier”. Quanta verità c’è in queste due affermazioni?
Certamente molto spesso Cl ha dei metodi di rapporti così stretti che fanno pensare a una vera e propria associazione con caratteristiche mafiose. Il sistema di potere di Cl si estende ormai dalla politica alla sanità, dall’economia alla finanza, dai partiti alla società civile. Quindi c’è un’occupazione sistematica del potere, come si evince anche da alcune importanti inchieste giudiziarie: ricordiamo “Why not?” in Calabria, “Oil for food”in Lombardia, l’inchiesta sui fondi europei a Padova, l’inchiesta Montecity-Santagiulia, quella sulle tangenti in Trentino. Queste analisi giudiziarie fanno capire come tale realtà sia ormai diventata una lobby di potere propulsiva. Quindi è doveroso suscitare varie critiche molto forti anche da parte della magistratura sull’attività di Cl.
Il rapporto tra Cl e la politica sembrerebbe sempre più soffocante: Berlusconi è stato un grande sostenitore de “Il Sabato”, la rivista ciellina; Bersani è ospite fisso al meeting di Rimini; un ex PCI, Ugo Sposetti, affermò che “le feste dell’unità dovrebbero imparare da Cl”; Vendola ha affermato che il meeting di Rimini è “il più importante incubatore del centrodestra di nuove culture.
Indubbiamente Cl si sta infiltrando molto, tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra: anche figure come Renzi, il giovane sindaco di Firenze, oppure Enrico Letta, sono vicini a Cl, oltre a Bersani, come ricordavi tu. C’è questa invasione nel potere ciellino anche dal mondo della sinistra, che dovrebbe invece opporsi a Cl e creare una resistenza forte a questa lobby di potere che tenta di occupare manu militari sempre più regioni, sempre più realtà italiane. Purtroppo la convenienza del singolo politico fa sì che l’indipendenza e la correttezza vengano svendute a macchine di potere, come avviene con Cl. Per cui anche questa organizzazione, diciamo, vive attraverso una fitta rete di alleanze politiche.
Lei si è occupato anche di P2 (“Fratelli d’Italia”, Ed. BUR): Anna Vinci, che abbiamo intervistato, ha dichiarato che P3 e P4 sono soltanto invenzioni giornalistiche, non sono altro che prolungamenti dell’unica vera P2.
Indubbiamente la P2 non è mai morta. Basti vedere il potere che ha uno come Fabrizio Cicchitto all’interno del Pdl, nel ruolo di vero e proprio portavoce di Berlusconi per le vicende più delicate. La P2, si potrebbe dire in una battuta, “vive e lotta insieme a noi”, non ha mai smesso di esistere. I piduisti continuano a operare, a fare affari, sono in grandissimi rapporti con Finmeccanica, con l’energia, con il nucleare; hanno relazioni salde con il Vaticano. Sono dentro tutte le più grandi vicende italiane.
E per quanto riguarda i rapporti con la politica, invece?
L’organizzazione massonica ha un potere fortissimo nella politica, nelle istituzioni, gode di coperture insospettabili anche da parte di alte cariche dello Stato; quindi rappresenta un pericolo, soprattutto in Meridione, perché qui si creano facili rapporti tra massoneria, mafia e ‘ndrangheta: tutti i vertici della ‘ndrangheta hanno rapporti sistematici con la massoneria. La Direzione Antimafia, inoltre, ha rilevato i rapporti tra mafia e massoneria al Sud, rapporti che hanno segnato nel tempo figure di rilievo come Stefano Bontade e altri, che hanno capito l’importanza della massoneria per stabilire legami forti e duraturi con lo Stato.
Il Piano di Rinascita Democratica, quasi realizzato, è un segno di questi rapporti…
Il Piano di Rinascita Democratica è praticamente ormai attuato, a livello esecutivo e a livello istituzionale. Le previsioni di Gelli si sono avverate quasi tutte. E in effetti lo stesso Venerabile - intervistato anche da me e da altri colleghi - rivendica la paternità di questa situazione attuale, ai fini della quale Berlusconi ha dato un colpo pesante nella sua azione da ex piduista. D’altronde i rapporti e i legami tra i due, secondo me, non si sono mai sciolti perché - come ho spiegato nel mio libro “Fratelli d’Italia” - chi nasce massone resta massone.
Anche se ultimamente pare che Gelli abbia scaricato Berlusconi ritenendo che non abbia più gli stessi valori di allora …
Mah, in realtà sono, così, provocazioni … una sorta di richiami affettuosi alla casa del padre. Però ritengo che, in realtà, quel rapporto non si sia mai veramente interrotto, anche perché Gelli è una specie di “padre padrone” molto sentito e ascoltato in ambienti massonici.
Perché in Italia ci sono pochi Ferruccio Pinotti? Voglio dire: perché la stampa italiana è così restia ad occuparsi dei poteri forti?
La stampa italiana è un pezzo di potere, è un pezzo della politica, è un pezzo della finanza, dell’economia. Quindi questi stessi poteri esercitano pressioni nei confronti dei giornali: ci sono giornali e direttori di giornali ciellini, così come ci sono giornali e direttori di giornali massoni. Non si può pensare, quindi, che quando si è diretti da queste persone escano fatti su tali poteri occulti. Escono poche cose, quelle poche cose che sanno tutti e le vere inchieste non si fanno.
Basti pensare a De Benedetti …
Certamente. De Benedetti ha un trascorso massonico che io stesso ho documentato; ma anche nel Corriere ci sono autori e firme importanti che sono massoni, così come hanno propri giornalisti nell’Opus Dei e in Cl. L’Italia è un Paese fondamentalmente arretrato, medievale, e dunque anche i giornali sono stretti nelle logiche massoniche, a cui invece dovrebbero ribellarsi.
A breve uscirà un altro libro-inchiesta …
Si chiama “Wojtyla segreto”, esce il 28 aprile. È stato scritto da me e da Giacomo Gaeazzi, de “La Stampa” di Torino. È una controinchiesta su Giovanni Paolo II, in cui sveliamo alcuni aspetti molto interessanti e assolutamente poco conosciuti, anche sui rapporti tra questo Papa e Cl.

martedì 10 gennaio 2012

L'Italia, dopo la Spagna, è la punta di diamante, non il ventre molle









Cosa sono le “unfunded liabilities” (passività non-finanziate)?

Ve lo spiega Pietro Monsurrò, in un articolo de Linkiesta.
“Se pensate che i conti pubblici italiani siano una tragedia (e avete ragione), non avete idea di come sono quelli USA. Diciamo che a guardar bene l’Italia sta messa meglio, salvo per il fatto che la crescita è zero (la crescita aiuta a controllare il rapporto debito/PIL). Considerando che la crescita USA è in buona parte artificiale, ottenuta per eccesso di indebitamento e di stimoli e non (solo) in base alle fondamenta microeconomiche, e che comunque la crisi è ben lungi dall’essere finita e già si intravedono i segni di una nuova recessione, abbiamo però che anche quest’ultima differenza non va sopravvalutata.
Il deficit ufficiale USA è del 10% del PIL. Il deficit, non il debito: l’eccesso di spesa rispetto alle tasse. Il 10% del PIL sono 1500 miliardi di dollari, due terzi del PIL italiano, dunque una cifra enorme. Il debito è finora basso, almeno per gli standard dei governi: un po’ sopra il 60% del PIL. Con l’attuale livello di deficit, però, ci vorrà poco ad arrivare al 120% italiano.
Anche considerando una crescita nominale del 5% annuo e interessi sul debito del 2%, infatti, con un deficit del 10% bastano meno di dieci anni per raggiungere l’Italia. Dato inverosimile, certo, ma solo se si farà una politica di tagli alla spesa o di aumenti alle tasse dell’ordine del triliardo di dollari l’anno (no, gli spiccioli di pseudo-tagli di Obama non basteranno: Obama è un esperto di marketing, non uno statista, proprio come Berlusconi). Aumenti delle tasse farebbero ridurre la crescita economica, dunque per essere certi di tenere il debito sotto controllo occorre soprattutto tagliare la spesa.
Ma il debito pubblico non è l’unico problema dei conti pubblici USA: gran parte dei debiti sono infatti non contabilizzati. Si parla di “unfunded liabilities” (passività non finanziate), e sono l’insieme delle promesse dello stato sociale che ancora non sono state finanziate, essenzialmente perché sono promesse ancora non realizzate (future pensioni, future cure mediche, futuri assegni di disoccupazione…), e dunque non sono ancora una fonte di spesa pubblica.
Se il debito ufficiale è solo il 60% del PIL, anche se aumenta a ritmi vertiginosi, il debito che tiene conto anche delle passività non-finanziate è circa dieci volte più grande: è una cifra pari a diverse volte il PIL americano, un buco nero di dimensioni vicine (o superiori) ai 100 triliardi di dollari. Questo buco nero è soprattutto creato dalla social security (pensioni) e dal programma sanitario Medicare.
Si tratta ovviamente di una cifra improponibile e che nessuno riuscirà a pagare, ma c’è il trucco: le passività non finanziate sono promesse, dunque se non si pagano le pensioni, non si crea debito (è quello che fece Dini con la riforma previdenziale del 1995: i giovani pagano molto e otterranno un pugno di mosche, ma le finanze pubbliche sono salve). Per evitare ciò occorrono riforme radicali dei programmi sanitari e assistenziali, perché come sono oggi sono finanziariamente insostenibili: quando i baby boomers andranno in pensione ci saranno forti aumenti della spesa sociale, che senza riforme saranno un problema enorme per le casse statali.
Le spese militari extra per via della lotta al terrorismo, le spese finanziarie ulteriori per via della nazionalizzazione degli enti finanziari falliti, la riforma Obama della sanità e la ridotta crescita economica che con ogni probabilità continuerà in futuro sono ulteriori fonti di preoccupazione. Gli USA, non oggi ma tra qualche decennio, rischiano di fare la fine dell’Argentina. E per non farla hanno bisogno di scelte coraggiose, scelte con dodici o tredici zeri, in dollari”.

Pietro Monsurrò 

sabato 5 novembre 2011

Mario Monti, ovvero la parodia vivente del complottismo






In Italia, data la maggiore influenza avuta dalla cultura marxista e la quasi assenza di una cultura liberale, si è protratta più a lungo, in una parte dell'opinione pubblica e della classe dirigente, la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica, fondata su ciò che può essere ottenuto, anche con durezza ma in modo sostenibile, cioè nel vincolo della competitività.
Questo arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati, è un grosso ostacolo alle riforme. Ma può venire superato. L'abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po' ridotto l'handicap dell'Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili.
Mario Monti, Corriere della Sera, 2 gennaio 2011

Per la serie "i soliti noti":
"È inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. Dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs”. 
La candidatura di Monti ha incontrato il favore di Berlusconi e di un certo Massimo D’Alema, un tizio che qualche anno fa fece un elogio sperticato del fondatore di Opus Dei e che è più noto per essere il marito di Linda Giuva, la quale ha aiutato Licio Gelli a sistemare il suo archivio e si è fatta fotografare stringendo la mano di quell’autentico sant’uomo, patrono della loggia P2 ed aspirante golpista.

*****
Ripropongo il gustoso ritratto che ne ha fatto un analista di Rischio Calcolato:
L’ormai premier in pectore Mario Monti è noto per esser stato commissario europeo dal 1994 al 2004, facendo parte della commissione Santer prima e della commissione Prodi poi. La commissione Santer, la prima di cui ha fatto parte, è nota ai più per essere di gran lunga la commissione più sputtanata della (in)gloriosa storia europea.
La commissione fu costretta alle dimissioni anticipate onde evitare un’inedita sfiducia da parte del parlamento europeo dopo una serie di scandali partiti dalla commissaria francese Cresson, la quale aveva nominato nel suo staff il suo amante Philippe Barthelot. L’affaire Cresson era solo la punta dell’iceberg e di li a poco venne fuori tutto il marcio. La commissione d’inchiesta del parlamento UE concluse che v’era “una responsabilità collegiale dei commissari nei casi di frode e nepotismo”. Sebbene coinvolto negli scandali come tutta la commissione Santer (5), Mario Monti rimase al suo posto anche nella commissione Prodi.
Finito il suo secondo mandato Monti si reinventa banchiere ed entra nella squadra della piovra Goldman Sachs, la banca che ha aiutato per anni i governi greci di Simitis, Karamanlis e Papandreu a truccare i conti (6), nel ruolo di consulente internazionale. E adesso leggetevi un po’ cosa dice il datore di lavoro del nostro Super-Mario sulla situazione politica italiana. Per Goldman Sachs le elezioni sono lo scenario peggiore, mentre sarebbe auspicabile un esecutivo di unità nazionale. Aggiungo io malignamente, magari se presieduto dal loro ex dipendente sarebbe ancora più auspicabile, vero Goldman Sachs?”
Sapete che fine ha fatto il coraggioso funzionario olandese che denunciò il marcio della Commissione Santer?
*****
MAURIZIO CROZZA, come ogni comico che si rispetti, ha rizzato le antenne e intuito quel che sta succedendo:
*****
P.S. Monti ci farà una capa tanta, come suggerisce l'immagine ;o)

PER APPROFONDIRE:






















domenica 23 ottobre 2011

Berlusconi > Merkel


in tedesco: "Was für ein unfickbarer Fettarsch"
in catalano: "És un infollable cul greixós"
in inglese: "what an unfuckable lard-arse"
in francese: "un grand cul inbaisable"
in spagnolo: "culazo mantecoso infollable"
in giapponese: “naeru dekajiri”