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domenica 15 gennaio 2012

Ferruccio Pinotti sui poteri occulti che controllano l'Italia




Chi è Ferruccio Pinotti? Un giornalista che sa fare il suo mestiere:

“Quando si parla di poteri forti in Italia, l’esperto è uno: Ferruccio Pinotti, autore di alcuni tra i più scomodi e documentati – quindi i migliori - libri d’inchiesta in materia: da “Poteri Forti” a “Opus Dei segreta”, passando per “Fratelli d’Italia” e “Colletti Sporchi”, fino a “L’unto del signore” e “La lobby di Dio”, ultima fatica giornalistica, di cui si è parlato in occasione del suo incontro al Festival di Perugia.
Ed è proprio dai poteri occulti che partiamo per questa nostra chiacchierata con Ferruccio Pinotti…

Lei è un giornalista che conosce molto bene i poteri forti, per essersi occupato di servizi deviati, CL, Opus Dei, massoneria. Il pentito Vincenzo Calcara, in un’intervista che ci ha rilasciato qualche tempo fa, ha parlato delle cinque entità: Cosa Nostra, ‘ndrangheta, servizi deviati delle istituzioni, della massoneria e del Vaticano.
Certo.
Le descrive come cinque dita di un’unica mano.
Le vicende che racconta Vincenzo Calcara sono molto forti e hanno un carattere molto inquietante. Alcune cose non devono essere date per scontate nel senso che sappiamo di relazioni assolutamente incredibili tra corpi delle aree cielline, criminalità e massoneria. Quindi purtroppo ci sono documentazioni che ci farebbero pensare che queste entità esistano: sono documentati rapporti tra mafia e Vaticano, sono documentati i rapporti tra mafia e massoneria; è documentata una serie di vicende criminali che vedono nel Vaticano un terminale decisamente importante.
Allora ha ragione Calcara?
Le sue dichiarazioni sono molto interessanti ma chiaramente vanno confrontate con tutto quello che è stato riscontrato e prodotto in inchieste e fatti.
Lei è venuto qui al Festival Internazionale del Giornalismo per parlare del suo libro, “La lobby di Dio” (Ed. Chiarelettere), in cui esamina il crescente potere in mano a CL. Eugenio Scalfari addirittura tempo fa affermò che nemmeno la mafia ha lo stesso potere. Lei stesso, poi, nel suo libro, ricorda una battuta che circola negli ambienti ciellini: “Il prossimo obiettivo di Cl? L’elezione del prossimo Papa e del prossimo premier”. Quanta verità c’è in queste due affermazioni?
Certamente molto spesso Cl ha dei metodi di rapporti così stretti che fanno pensare a una vera e propria associazione con caratteristiche mafiose. Il sistema di potere di Cl si estende ormai dalla politica alla sanità, dall’economia alla finanza, dai partiti alla società civile. Quindi c’è un’occupazione sistematica del potere, come si evince anche da alcune importanti inchieste giudiziarie: ricordiamo “Why not?” in Calabria, “Oil for food”in Lombardia, l’inchiesta sui fondi europei a Padova, l’inchiesta Montecity-Santagiulia, quella sulle tangenti in Trentino. Queste analisi giudiziarie fanno capire come tale realtà sia ormai diventata una lobby di potere propulsiva. Quindi è doveroso suscitare varie critiche molto forti anche da parte della magistratura sull’attività di Cl.
Il rapporto tra Cl e la politica sembrerebbe sempre più soffocante: Berlusconi è stato un grande sostenitore de “Il Sabato”, la rivista ciellina; Bersani è ospite fisso al meeting di Rimini; un ex PCI, Ugo Sposetti, affermò che “le feste dell’unità dovrebbero imparare da Cl”; Vendola ha affermato che il meeting di Rimini è “il più importante incubatore del centrodestra di nuove culture.
Indubbiamente Cl si sta infiltrando molto, tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra: anche figure come Renzi, il giovane sindaco di Firenze, oppure Enrico Letta, sono vicini a Cl, oltre a Bersani, come ricordavi tu. C’è questa invasione nel potere ciellino anche dal mondo della sinistra, che dovrebbe invece opporsi a Cl e creare una resistenza forte a questa lobby di potere che tenta di occupare manu militari sempre più regioni, sempre più realtà italiane. Purtroppo la convenienza del singolo politico fa sì che l’indipendenza e la correttezza vengano svendute a macchine di potere, come avviene con Cl. Per cui anche questa organizzazione, diciamo, vive attraverso una fitta rete di alleanze politiche.
Lei si è occupato anche di P2 (“Fratelli d’Italia”, Ed. BUR): Anna Vinci, che abbiamo intervistato, ha dichiarato che P3 e P4 sono soltanto invenzioni giornalistiche, non sono altro che prolungamenti dell’unica vera P2.
Indubbiamente la P2 non è mai morta. Basti vedere il potere che ha uno come Fabrizio Cicchitto all’interno del Pdl, nel ruolo di vero e proprio portavoce di Berlusconi per le vicende più delicate. La P2, si potrebbe dire in una battuta, “vive e lotta insieme a noi”, non ha mai smesso di esistere. I piduisti continuano a operare, a fare affari, sono in grandissimi rapporti con Finmeccanica, con l’energia, con il nucleare; hanno relazioni salde con il Vaticano. Sono dentro tutte le più grandi vicende italiane.
E per quanto riguarda i rapporti con la politica, invece?
L’organizzazione massonica ha un potere fortissimo nella politica, nelle istituzioni, gode di coperture insospettabili anche da parte di alte cariche dello Stato; quindi rappresenta un pericolo, soprattutto in Meridione, perché qui si creano facili rapporti tra massoneria, mafia e ‘ndrangheta: tutti i vertici della ‘ndrangheta hanno rapporti sistematici con la massoneria. La Direzione Antimafia, inoltre, ha rilevato i rapporti tra mafia e massoneria al Sud, rapporti che hanno segnato nel tempo figure di rilievo come Stefano Bontade e altri, che hanno capito l’importanza della massoneria per stabilire legami forti e duraturi con lo Stato.
Il Piano di Rinascita Democratica, quasi realizzato, è un segno di questi rapporti…
Il Piano di Rinascita Democratica è praticamente ormai attuato, a livello esecutivo e a livello istituzionale. Le previsioni di Gelli si sono avverate quasi tutte. E in effetti lo stesso Venerabile - intervistato anche da me e da altri colleghi - rivendica la paternità di questa situazione attuale, ai fini della quale Berlusconi ha dato un colpo pesante nella sua azione da ex piduista. D’altronde i rapporti e i legami tra i due, secondo me, non si sono mai sciolti perché - come ho spiegato nel mio libro “Fratelli d’Italia” - chi nasce massone resta massone.
Anche se ultimamente pare che Gelli abbia scaricato Berlusconi ritenendo che non abbia più gli stessi valori di allora …
Mah, in realtà sono, così, provocazioni … una sorta di richiami affettuosi alla casa del padre. Però ritengo che, in realtà, quel rapporto non si sia mai veramente interrotto, anche perché Gelli è una specie di “padre padrone” molto sentito e ascoltato in ambienti massonici.
Perché in Italia ci sono pochi Ferruccio Pinotti? Voglio dire: perché la stampa italiana è così restia ad occuparsi dei poteri forti?
La stampa italiana è un pezzo di potere, è un pezzo della politica, è un pezzo della finanza, dell’economia. Quindi questi stessi poteri esercitano pressioni nei confronti dei giornali: ci sono giornali e direttori di giornali ciellini, così come ci sono giornali e direttori di giornali massoni. Non si può pensare, quindi, che quando si è diretti da queste persone escano fatti su tali poteri occulti. Escono poche cose, quelle poche cose che sanno tutti e le vere inchieste non si fanno.
Basti pensare a De Benedetti …
Certamente. De Benedetti ha un trascorso massonico che io stesso ho documentato; ma anche nel Corriere ci sono autori e firme importanti che sono massoni, così come hanno propri giornalisti nell’Opus Dei e in Cl. L’Italia è un Paese fondamentalmente arretrato, medievale, e dunque anche i giornali sono stretti nelle logiche massoniche, a cui invece dovrebbero ribellarsi.
A breve uscirà un altro libro-inchiesta …
Si chiama “Wojtyla segreto”, esce il 28 aprile. È stato scritto da me e da Giacomo Gaeazzi, de “La Stampa” di Torino. È una controinchiesta su Giovanni Paolo II, in cui sveliamo alcuni aspetti molto interessanti e assolutamente poco conosciuti, anche sui rapporti tra questo Papa e Cl.

sabato 5 novembre 2011

Mario Monti, ovvero la parodia vivente del complottismo






In Italia, data la maggiore influenza avuta dalla cultura marxista e la quasi assenza di una cultura liberale, si è protratta più a lungo, in una parte dell'opinione pubblica e della classe dirigente, la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica, fondata su ciò che può essere ottenuto, anche con durezza ma in modo sostenibile, cioè nel vincolo della competitività.
Questo arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati, è un grosso ostacolo alle riforme. Ma può venire superato. L'abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po' ridotto l'handicap dell'Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili.
Mario Monti, Corriere della Sera, 2 gennaio 2011

Per la serie "i soliti noti":
"È inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. Dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs”. 
La candidatura di Monti ha incontrato il favore di Berlusconi e di un certo Massimo D’Alema, un tizio che qualche anno fa fece un elogio sperticato del fondatore di Opus Dei e che è più noto per essere il marito di Linda Giuva, la quale ha aiutato Licio Gelli a sistemare il suo archivio e si è fatta fotografare stringendo la mano di quell’autentico sant’uomo, patrono della loggia P2 ed aspirante golpista.

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Ripropongo il gustoso ritratto che ne ha fatto un analista di Rischio Calcolato:
L’ormai premier in pectore Mario Monti è noto per esser stato commissario europeo dal 1994 al 2004, facendo parte della commissione Santer prima e della commissione Prodi poi. La commissione Santer, la prima di cui ha fatto parte, è nota ai più per essere di gran lunga la commissione più sputtanata della (in)gloriosa storia europea.
La commissione fu costretta alle dimissioni anticipate onde evitare un’inedita sfiducia da parte del parlamento europeo dopo una serie di scandali partiti dalla commissaria francese Cresson, la quale aveva nominato nel suo staff il suo amante Philippe Barthelot. L’affaire Cresson era solo la punta dell’iceberg e di li a poco venne fuori tutto il marcio. La commissione d’inchiesta del parlamento UE concluse che v’era “una responsabilità collegiale dei commissari nei casi di frode e nepotismo”. Sebbene coinvolto negli scandali come tutta la commissione Santer (5), Mario Monti rimase al suo posto anche nella commissione Prodi.
Finito il suo secondo mandato Monti si reinventa banchiere ed entra nella squadra della piovra Goldman Sachs, la banca che ha aiutato per anni i governi greci di Simitis, Karamanlis e Papandreu a truccare i conti (6), nel ruolo di consulente internazionale. E adesso leggetevi un po’ cosa dice il datore di lavoro del nostro Super-Mario sulla situazione politica italiana. Per Goldman Sachs le elezioni sono lo scenario peggiore, mentre sarebbe auspicabile un esecutivo di unità nazionale. Aggiungo io malignamente, magari se presieduto dal loro ex dipendente sarebbe ancora più auspicabile, vero Goldman Sachs?”
Sapete che fine ha fatto il coraggioso funzionario olandese che denunciò il marcio della Commissione Santer?
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MAURIZIO CROZZA, come ogni comico che si rispetti, ha rizzato le antenne e intuito quel che sta succedendo:
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P.S. Monti ci farà una capa tanta, come suggerisce l'immagine ;o)

PER APPROFONDIRE: