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giovedì 24 novembre 2011

Verso la Terza Guerra Mondiale - l'accerchiamento di Russia e Cina




For a New World Order to live well



Al Pentagono, nel novembre del 2001, feci una chiacchierata con uno degli ufficiali superiori. Sì, stavamo ancora progettando la guerra contro l’Iraq, ma c’era anche altro. Quel progetto faceva parte di un piano quinquennale di campagne militari che comprendeva sette nazioni: a partire dall’Iraq, per continuare con la Siria, il Libano, la Libia, l’Iran, la Somalia e il Sudan. Il tono era indignato e quasi incredulo […] Cambiai discorso, non erano cose che volevo sentire.
Generale Wesley Clark, ex comandante generale dell'US European Command, che comprendeva tutte le attività militari americane in Europa, Africa e Medio Oriente. Da: Wesley K. Clark, Winning Modern Wars, p. 130).

Circa 10 giorni dopo l'11 settembre 2001 mi sono recato al Pentagono, ho visto il segretario alla difesa Rumsfield e il vice segretario Wolfowitz, sono sceso per salutare alcune persone dello Stato Maggiore che lavoravano per me e uno dei miei generali mi chiamò dicendomi: «Venga, Le devo parlare un momento», io gli dissi «ma lei avrà da fare...» e lui disse «no, no, abbiamo preso una decisione, attaccheremo l'Iraq» . Tutto questo accadeva attorno al 20 di settembre. E io gli chiesi: «ma perché?» e lui: «non lo so», e aggiunse «penso che non sappiano cos'altro fare». Io gli chiesi «hanno trovato informazioni che collegano Saddam Hussein con Al Quaeda?», disse «No, non c'è niente di nuovo. Hanno soltanto deciso di fare la guerra all'Iraq!», e disse «non so la ragione è che non si sa cosa fare riguardo al terrorismo, però abbiamo un buon esercito e possiamo rovesciare qualsiasi governo». Sono tornato a trovarlo alcune settimane più tardi e all'epoca stavamo bombardando l'Afghanistan. Gli chiesi: «bombarderemo sempre l'Iraq?», lui mi rispose «molto peggio!». Prese un foglio di carta e disse «ho appena ricevuto questo dall'alto», sarebbe a dire dall'ufficio del segretario alla difesa. «Questo è un memo che descrive in che modo prenderemo 7 paesi in 5 anni, cominciando dall'IRAQ, poi la SIRIA, il LIBANO, la LIBIA, la SOMALIA, il SUDAN e per finire l'IRAN». Gli chiesi: «è confidenziale?» e lui «si, signore».

L'esito finale di questa deriva sarà probabilmente un conflitto con l'Iran e con gran parte del mondo islamico. Uno scenario plausibile di uno scontro militare con l'Iran presuppone il fallimento [del governo] iracheno nell’adempiere ai requisiti [stabiliti dall’amministrazione statunitense], con il seguito di accuse all’Iran di essere responsabile del fallimento, e poi, una qualche provocazione in Iraq o un atto terroristico negli Stati Uniti che sarà attribuito all’Iran, [il tutto] culminante in un’azione militare “difensiva” degli Stati Uniti contro l’Iran.
Zbigniew Brzezinski, uno dei massimi esperti di politica internazionale, dichiarazione davanti ad una commissione del senato americano (1 febbraio 2007)

Molte grandi opere pertanto della città vostra (Atene) si ammirano, ma a tutte una ne va di sopra per grandezza e per valore; perocché dice lo scritto di una immensa potenza cui la vostra città pose termine, la quale violentemente aveva invaso insieme l'Europa tutta e l'Asia, venendo fuori dal mare Atlantico.
Platone, “Timeo”.

La NATO sta gradualmente accerchiando la Russia e la Cina, scacciandole dall’Africa, dal Medio Oriente e dalle massicce riserve petrolifere e giacimenti minerari del Sud-Est asiatico. La Russia vuole da sempre lo sbocco nel Mediterraneo e ha bisogno di una base navale di appoggio che permetta alla sua flotta di non dover attraversare ogni volta i Dardanelli. Nel 2008 Gheddafi promise ai Russi di concedere l’usufrutto di Bengasi:
Ora Bengasi è un porto NATO.

Dopo l’attacco aereo israeliano ad un impianto siriano nel 2007 e lo scellerato attacco georgiano alla Russia, appoggiato da Israele e dagli USA, è arrivato l’accordo russo-siriano (navale e militare) per l’espansione del porto siriano di Tartus, dove in teoria ci sarà una presenza navale russa permanente:

Ora la Siria sta per essere spinta oltre il baratro:

La prossima tappa è l’Iran. Tutte le basi militari americane utili per l’attacco all’Iran sono anche utili per attaccare la Russia. Ci sono distaccamenti militari americani in Iraq, Afghanistan, Turchia, Pakistan, Kuwait, Azerbaijan, Armenia, Turkmenistan, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kyrgyzstan. La Georgia è un alleato di ferro degli Stati Uniti e di Israele ed ha già aggredito scelleratamente la Russia, per essere facilmente invasa e ridotta a più miti consigli. Romania e Polonia hanno accettato di installare postazioni anti-missilistiche che dovrebbero, ufficialmente, intercettare missili intercontinentali iraniani che non potrebbero mai raggiungere la Polonia (hanno una gittata massima di 2000km e raggiungono a malapena Odessa e Creta). I Russi, che non sono stupidi, hanno avvertito che piazzeranno missili a Kaliningrad:

Stiamo avvicinandoci a grandi passi ad una crisi come quella di Cuba, solo che questa volta pare ci sia veramente l’intenzione di arrivare allo scontro finale, alla resa dei conti con Russia e Cina (una lotta tra Mali, non tra Male e Bene). Pur escludendo che la terza guerra mondiale possa subire un’escalation nucleare – neppure degli psicopatici sarebbero così malati da autodistruggersi – queste strategie, anche nelle versioni più “soft”:
…mettono a repentaglio il futuro dell’umanità. Il 99,9 periodico per cento della popolazione mondiale non sa cosa sta per succedere e, se lo sapesse, si opporrebbe strenuamente all’uso del falso movente umanitario per scatenare l’inferno in terra, quando il vero motivo è l’accentramento del potere (per i leader megalomani), il riempimento della mangiatoia (per i grufolanti finanzieri/industriali) e la pretesa che un certo tenore di vita non è negoziabile (per i belanti cittadini-ovini, rincitrulliti dalla propaganda spacciata per libera informazione). Un paragone istruttivo è Oceania, in “1984” di George Orwell. 
Se analizzate i cattivi di Hollywood vi accorgerete che sono, di norma, Francesi, Russi, Cinesi e musulmani. Solo l’ascesa di Sarkozy, il presidente francese più filo-americano e sionista della storia, ha mitigato l’offensiva manipolativa del cinema americano ai danni dei cugini transalpini. Finché al potere c’erano Chirac e de Villepin (momentaneamente fatto fuori con una persecuzione giudiziaria dalla quale è recentemente uscito completamente pulito), i Francesi erano criminali, incoscienti, arroganti e ostili. 
Qui un'analisi del fenomeno che parzialmente condivido:
Chirac e de Villepin hanno probabilmente evitato al mondo una catastrofe, durante le presidenze Bush-Cheney, e si meriterebbero il Nobel per la Pace:

Con la Cina si sta impiegando la stessa strategia che ha avuto successo con il Giappone. La si taglia fuori dalle sue fonti di approvvigionamento, la si demonizza, la si umilia, in modo da metterla con le spalle al muro, contando su una sua reazione emotiva e suicida, come fu il caso del Giappone nel 1941.
Il messaggio inviato alla Cina nel corso dell’inaugurazione di una nuova base americana a Darwin, “fuori dal raggio dei missili balistici cinesi”, è piuttosto esplicito:

Mentre negli anni Trenta e Quaranta Roosevelt era quasi certamente un “buono” e quella della guerra fu una decisione giusta, questa volta non sono le dittature a minacciare la pace nel mondo, ma le “democrazie”, che sono state prese in ostaggio da oligarchi che manovrano i loro burattini al governo e nei parlamenti - non crederete mica che Obama sia l’uomo più potente del mondo, vero? La Goldman Sachs è stata il secondo maggior finanziatore della sua campagna elettorale e se l’ha fatto è stato per ottenere qualcosa in cambio:

Bloccare la guerra civile in Siria e l’attacco preventivo all’Iran significa impedire che si arrivi all’ultima mossa, la guerra totale globale:

Per farcela non bastano le manifestazioni: ci sono state al tempo della guerra in Iraq e la guerra è stata fatta lo stesso. Serve il blocco totale, nonviolento, delle attività di tutte le maggiori nazioni coinvolte e, nella peggiore delle ipotesi, se la guerra dovesse scoppiare ugualmente, servirà una Rivoluzione Globale che però non sfoci nel Terrore Rivoluzionario: occorre che sia radicale ma anche di rapida soluzione, altrimenti ci troveremo in un mondo molto peggiore di prima.
Quel che c'è da capire e da fare è noto da quasi 500 anni:
http://fanuessays.blogspot.com/2011/11/etienne-de-la-boetie-un-uomo.html

domenica 23 ottobre 2011

Fetonte era una cometa?




"Con stupore la Luna guarda i cavalli del fratello passare
sotto i suoi e le nuvole che fumano combuste.
Nei punti più alti la terra è ghermita dal fuoco,
si screpola in fenditure e, seccandosi gli umori, inaridisce;
si sbiancano i pascoli, con tutte le fronde bruciano le piante
e le messi riarse danno esca alla propria rovina.
Di inezie mi dolgo: con le loro mura crollano città immense
e gli incendi riducono in cenere coi loro abitanti
regioni intere. Bruciano coi monti i boschi,
bruciano l'Ato, il Tauro di Cilicia, il Tmolo, l'Eta
e l'Ida, un tempo zampillante di sorgenti e ora inaridito,
l'Elicona delle Muse e l'Emo, prima che vi regnasse Eagro;
bruciano l'Etna, fuoco su fuoco, in un rogo immenso,
i due gioghi del Parnaso, l'Èrice, il Cinto, l'Otri
e il Ròdope, finalmente sgombro di neve, il Dìndimo,
il Mimante, il Mìcale e il Citerone, destinato ai riti sacri.
Nemmeno i suoi ghiacci salvano la Scizia: il Caucaso brucia
con l'Ossa, il Pindo e l'Olimpo che entrambi li sovrasta,
le Alpi che si confondono col cielo e l'Appennino con le nubi.
E così, dovunque guardi, Fetonte vede
la terra in fiamme e più non resiste a quell'immenso calore:
respira folate infuocate, che sembrano uscire dalla gola
d'una fornace ed avverte il suo cocchio farsi incandescente.
Non riesce più a sopportare le ceneri e le faville
che si sprigionano, un fumo afoso tutto l'avvolge
e, immerso in quella caligine di pece, non sa più dove sia
o dove vada, trascinato com'è in balia dei cavalli alati.
Fu allora, così dicono, che il popolo degli Etiopi divenne,
per l'afflusso del sangue a fior di pelle, nero di colore;
fu allora che la Libia, privata d'ogni umore, divenne
un deserto; fu allora che le ninfe, i capelli al vento, rimpiansero
fonti e laghi: invano la Beozia cerca la fonte Dirce,
Argo Amìmone, Èfire la vena di Pirene.
Neppure i fiumi che hanno avuto in sorte sponde distanti fra loro
si salvano: il Tànai fuma persino al centro della sua corrente,
e così il vecchio Peneo, il Caìco di Teutrante,
il rapido Ismeno, l'Erimanto di re Fegeo
e lo Xanto, destinato a nuove fiamme, il biondo Licorma,
il Meandro che gioca a rendere tortuose le sue acque,
il Mela di Migdonia e l'Eurota di Tènaro.
Arde anche l'Eufrate di Babilonia, arde l'Oronte,
il vorticoso Termodonte, il Gange, il Fasi e l'Istro.
Ribolle l'Alfeo e dello Sperchìo bruciano le rive;
l'oro che il Tago trascina col suo flusso scorre fuso dal fuoco,
mentre gli uccelli acquatici, che riempiono di canti
le sponde di Meonia, avvampano in mezzo al Caìstro.
Fugge atterrito il Nilo ai margini del mondo
e nasconde il capo dove ancora è celato; in polvere si spengono
le sue sette foci: sette alvei senza una goccia d'acqua.
Uguale sorte in Tracia prosciuga l'Ebro e lo Strìmone,
e in Occidente i fiumi Po, Rodano, Reno
e il Tevere a cui fu promesso il dominio del mondo.
In ogni luogo il suolo si spacca e attraverso gli squarci la luce
penetra nel Tartaro, atterrendo con Proserpina il re degli Inferi.
Il mare si contrae e dove c'era l'acqua, ora vi sono
distese d'arida sabbia; e i monti, dissimulati nei fondali,
ora affiorano moltiplicando l'arcipelago delle Cicladi.
Negli abissi si rifugiano i pesci, e i delfini, che per natura
s'inarcano nell'aria, non s'azzardano più a balzare sull'acqua;
corpi esanimi di foche galleggiano riversi
a livello del mare;
[...]
Fetonte, con le fiamme che gli divorano i capelli di fuoco, precipita vorticosamente su sé stesso e LASCIA NELL'ARIA UNA LUNGA SCIA, COME A VOLTE UNA STELLA CHE SEMBRA CADERE, anche se in verità non cade, dal cielo sereno.
Lontano dalla patria, in un'altra parte del mondo,
l'accoglie l'immenso Erìdano, che gli deterge il viso fumante".
[Metamorfosi di Ovidio]

“Ma uno di quei sacerdoti, che era molto anziano, disse: Solone, Solone voi Greci siete sempre ragazzi, un vecchio fra i greci non esiste! All’udire queste parole, egli chiese: Ma che vuoi dire? Siete tutti spiritualmente giovani, - rispose - perché nelle vostre menti non avete nessun’antica opinione formatasi per lunga tradizione e nessuna conoscenza incanutita dal tempo. E il motivo è questo: avvennero e avverranno ancora per l’umanità molte distruzioni in molti modi, le più grandi con fuoco e l’acqua, e altre minori per infinite altre cause. Quel fatto che si racconta anche fra voi, ossia che un tempo FETONTE, figlio di Elios, dopo aver aggiogato il cocchio di suo padre, non fu capace di guidarlo sulla via tracciata dal padre e per questo bruciò le regioni terrestri e morì lui stesso folgorato, viene narrato in forma mitica; ma la verità è la deviazione dei corpi che girano in cielo intorno alla terra e la combustione, a grandi intervalli di tempo, delle regioni terrestri per sovrabbondanza di fuoco. In quei momenti, chi abita sui monti e in luoghi alti e aridi è esposto alla morte più di quelli che abitano presso i fiumi e il mare: per noi il Nilo è provvidenziale per molti aspetti, e straripando ci libera anche in quelle circostanze da quest’inconveniente. Quando invece gli dei inondano la terra per purificarla con le acque, i pastori e i mandriani si mettono in salvo sui monti, ma gli abitanti delle vostre città vengono trascinati in mare dai fiumi”.
[Timeo, Platone, 22b-e]