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sabato 28 gennaio 2012

I paranormali dati sull'occupazione negli USA



 

Tra il 2009 ed il 2011 la popolazione complessiva degli USA è cresciuta di quasi 6 milioni di abitanti.
Nonostante questo, nello stesso periodo, la forza lavoro è calata di quasi 300mila unità. Più cresce la popolazione minore è il numero di persone in età da lavoro. A quale misterioso fenomeno si deve addebitare questo straordinario evento? E' presto detto: le statistiche americane non includono - o, per meglio dire, cancellano dall'esistenza - le persone in età da lavoro che hanno rinunciato a cercare lavoro perché si sono resi conto di non avere alcuna speranza di trovarlo.
Risultato: tenendo conto di quelle persone - circa 7 milioni - il tasso di disoccupazione salirebbe dal 13% al 20% (in Italia è, ufficialmente, sotto il 9%) e quello di sotto-impiego (non guadagnano abbastanza da poter arrivare a fine mese) salirebbe dal 15% a quasi il 20%.
Non per caso ci sono 46 milioni di americani (1 su 7) che vivono grazie ai sussidi alimentari federali.

domenica 1 gennaio 2012

Un mese di governo e Monti ha già bruciato buona parte del suo consenso




In trenta giorni di governo Monti ha perso il 18,1% del consenso. Ora solo poco più dell'11% degli Italiani è sicuro che "ci salverà dalla crisi". Il 30% circa non crede che lo farà/che ce la farà, una percentuale in crescita di quasi il 17%, nonostante il robustissimo ed incondizionato appoggio di quasi tutti i mezzi di informazione.
Non c’è da stupirsi che il discorso di Napolitano sia oggetto di attacchi su face book.
Quando un presidente della repubblica dice: "L'Italia può farcela" e poche ore dopo leggo: "Nel 2012 rincari per 2.103 euro a famiglia" (2mila euro!!!!!!!!!!!), l’unica reazione che mi viene è la ripulsa (la rabbia presuppone un interesse per il suo bersaglio).

Quello che sta accadendo in Italia e nel mondo è semplicemente disgustoso. 

sabato 31 dicembre 2011

L'Italia trema - la classe media vuole giustizia




Lettere come questa vanificano tutte le chiacchiere su salvataggi, crescita e senso di responsabilità di scaltri "tecnici" neoliberisti e politicanti più o meno consci di quello che stanno facendo.

“Insegnante io e insegnante lei, scuola pubblica: 3200 euro netti al mese; classe media che, tra mutui per la casa, finanziarie per acquisti a lungo termine, auto per andare al lavoro, spese e varie, riesce a vivere degnamente... Abbiamo vissuto un quindicennio di conquiste, di grandi trasformazioni, di rivoluzioni produttive. Ma, da qualche tempo, è arrivata la crisi e, in quanto classe media, dobbiamo pagarne il costo. E va bene. Ma quante volte dobbiamo pagarla questa crisi?
1) Da due anni abbiamo gli stipendi fermi;
2) I contratti non saranno rinnovati;
3) Gli arretrati sullo stipendio non verranno riscossi;
4) Gli scatti di anzianità e gli adeguamenti sono bloccati e lo saranno fino al 2014 o chissà;
5) L'aliquota IVA è già andata al 21%;
6) La casa grande che con sacrifici abbiamo realizzato sarà tassata;
7) Facciamo 30mila chilometri all'anno per andare al lavoro e la benzina non è acqua;
8) Addizionali comunali;
9) Addizionali regionali;
10) Il lordo del reddito non ci dà diritto ad alcuna prestazione sanitaria;
11) L'ulteriore aumento dell'Iva farà impennare i prezzi e il nostro potere d'acquisto si rosicchierà ancora di più;
12) Andremo in pensione a circa 68 anni godendo di circa il 60% dell'ultima retribuzione (e noi siamo fortunati)

È giusto contribuire alle spese dello Stato in base al principio della capacità contributiva così come previsto dalla Costituzione; è giusto fasi carico nei periodi di recessione o di difficoltà, ma la capacità di carico dei lavoratori ai quali viene detratto tutto in busta è ormai al limite. 
La classe media si sta impoverendo e sta iniziando a contrarre in maniera vistosa i propri consumi; fino a qualche tempo fa la quota non consumata diventava precauzione e risparmio; oggi la consapevolezza di non potere fare quello che si faceva un po' di tempo fa è ormai certezza.
Continuiamo a vivere degnamente, ma diventiamo ogni giorno più poveri, dopo vent'anni di lavoro ci sentiamo seriamente precari..."

Massimo Marzano, lettera a Repubblica, 30 dicembre 2011

Per capire cosa stia succedendo alla classe media:


giovedì 15 dicembre 2011

No all'abolizione delle province - L'esempio greco



Condivido punto per punto le considerazioni di Paolo Hutter (lettera a Repubblica, 15 dicembre 2011) sulla questione dell’ipotetica abolizione delle province italiane:
“La manovra del Governo conto le Province crea più problemi di quelli che risolve e si sta impantanando a causa delle sue inevitabili contraddizioni legislative e costituzionali. Ma come si fa a pensare di abolire un’istituzione storica come quella delle Province tramite un decreto economico? Per risparmiare pochi milioni, poi.
In tutti i paesi europei c’è un’istituzione geograficamente intermedia tra Regioni e Comuni e persino la Grecia per risparmiare “sui costi della politica” ha ridotto il numero delle Regioni, Province e Comuni tramite accorpamenti ma non si è sognata di abolirle. Le Province soffrono di mancanza di poteri e di altri mali, sono anche diventate un po’ troppe, ma sono mediamente la dimensione geografica ideale per politiche territoriali e ambientali moderne. E, comunque la si pensi in proposito, non si possono abolire né svuotare senza un confronto pacato, razionale ed approfondito, lontano da linciaggi”. 

giovedì 8 dicembre 2011

La Bomba ad Orologeria del Debito (Francia, Italia, Spagna)



Qualche buon’anima potrebbe ricordare al professor Monti quel che dovrebbe già sapere, ossia che senza crescita quel debito non si paga e che la sua manovra ci manderà in recessione, aggravando drammaticamente il problema?
Perché la sinistra osanna un neo-liberista (orgoglioso di esserlo!) ammiratore di Marchionne e della Gelmini? 
Non lo sanno ormai anche cani e porci che è stato il neo-liberismo a causare la crisi scoppiata nel 2008 e che perdura da ormai quasi 4 anni?
Chiedereste ad una volpe di governare un pollaio?
Ciascuno raccoglierà quel che ha seminato.

Chi ha paura della Rivoluzione? (mmmmh...;o)


Qualcuno, negli Stati Uniti, non vuole diffondere il meme rivoluzionario. 

Perché il debito USA è così mastodontico? (dati del Congresso)