sabato 5 novembre 2011

Mario Monti, ovvero la parodia vivente del complottismo






In Italia, data la maggiore influenza avuta dalla cultura marxista e la quasi assenza di una cultura liberale, si è protratta più a lungo, in una parte dell'opinione pubblica e della classe dirigente, la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica, fondata su ciò che può essere ottenuto, anche con durezza ma in modo sostenibile, cioè nel vincolo della competitività.
Questo arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati, è un grosso ostacolo alle riforme. Ma può venire superato. L'abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po' ridotto l'handicap dell'Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili.
Mario Monti, Corriere della Sera, 2 gennaio 2011

Per la serie "i soliti noti":
"È inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg. Dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs”. 
La candidatura di Monti ha incontrato il favore di Berlusconi e di un certo Massimo D’Alema, un tizio che qualche anno fa fece un elogio sperticato del fondatore di Opus Dei e che è più noto per essere il marito di Linda Giuva, la quale ha aiutato Licio Gelli a sistemare il suo archivio e si è fatta fotografare stringendo la mano di quell’autentico sant’uomo, patrono della loggia P2 ed aspirante golpista.

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Ripropongo il gustoso ritratto che ne ha fatto un analista di Rischio Calcolato:
L’ormai premier in pectore Mario Monti è noto per esser stato commissario europeo dal 1994 al 2004, facendo parte della commissione Santer prima e della commissione Prodi poi. La commissione Santer, la prima di cui ha fatto parte, è nota ai più per essere di gran lunga la commissione più sputtanata della (in)gloriosa storia europea.
La commissione fu costretta alle dimissioni anticipate onde evitare un’inedita sfiducia da parte del parlamento europeo dopo una serie di scandali partiti dalla commissaria francese Cresson, la quale aveva nominato nel suo staff il suo amante Philippe Barthelot. L’affaire Cresson era solo la punta dell’iceberg e di li a poco venne fuori tutto il marcio. La commissione d’inchiesta del parlamento UE concluse che v’era “una responsabilità collegiale dei commissari nei casi di frode e nepotismo”. Sebbene coinvolto negli scandali come tutta la commissione Santer (5), Mario Monti rimase al suo posto anche nella commissione Prodi.
Finito il suo secondo mandato Monti si reinventa banchiere ed entra nella squadra della piovra Goldman Sachs, la banca che ha aiutato per anni i governi greci di Simitis, Karamanlis e Papandreu a truccare i conti (6), nel ruolo di consulente internazionale. E adesso leggetevi un po’ cosa dice il datore di lavoro del nostro Super-Mario sulla situazione politica italiana. Per Goldman Sachs le elezioni sono lo scenario peggiore, mentre sarebbe auspicabile un esecutivo di unità nazionale. Aggiungo io malignamente, magari se presieduto dal loro ex dipendente sarebbe ancora più auspicabile, vero Goldman Sachs?”
Sapete che fine ha fatto il coraggioso funzionario olandese che denunciò il marcio della Commissione Santer?
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MAURIZIO CROZZA, come ogni comico che si rispetti, ha rizzato le antenne e intuito quel che sta succedendo:
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P.S. Monti ci farà una capa tanta, come suggerisce l'immagine ;o)

PER APPROFONDIRE:






















1 commento:

Stefano Fait ha detto...

insomma, pare che ci affibbieranno proprio lui.
Stiamo freschi! In campana...